Fosse - Doppio Teatro (Roma)

Scritto da  Domenica, 14 Febbraio 2016 

Un uomo, una donna, una panchina, due bicchieri... L'uomo e la donna si amano, si sono sempre amati e, forse, si ameranno per sempre... Si incontrano per caso in un cimitero ed in questo luogo di profonda oscurità si rivelano il loro grande bisogno l'uno dell'altra. L'abitudine, le promesse di giovani innamorati, la casa e tutto quello che comporta una convivenza metteranno a dura prova questo legame. Enrico Maria Carraro Moda porta in scena il suo nuovo lavoro "Fosse" al Doppio Teatro di Roma.

 

Associazione culturale ed artistica I nani inani presenta
FOSSE
di Enrico Maria Carraro Moda
con Federica Di Benedetto, Marta Angelini, Larissa Cicetti ed Enrico Maria Carraro Moda
diretto da Enrico Maria Carraro Moda

 

Catalogare il teatro di Enrico Maria Carraro Moda è molto complesso. Sicuramente è debitore nei confronti dei grandi maestri del teatro contemporaneo, su tutti Beckett e Brecht, in particolar modo quest'ultimo per quanto riguarda la tecnica dell'estraniazione dal personaggio. Gli attori del talentuoso regista di Civitavecchia infatti nella loro recitazione atona e meccanica sono emotivamente distanti dal loro personaggio e, come per Brecht, estraniati da se stessi oltre che da tutto ciò che li circonda.

A spiazzare però lo spettatore teatrale, al di là della recitazione degli ottimi attori della compagnia "I nani inani", è soprattutto la messa in scena apparentemente nonsense che spesso ricorre negli spettacoli del regista - e qui entra in gioco un altro celebre autore, questa volta di cinema, Luis Bunuel. Come nei precedenti lavori di Carraro Moda, "Giardino" ed "Effe", ci troviamo di fronte a una serie di azioni reiterate attraverso oggetti che disorientano rispetto al significato dell'opera, per cui possono apparire privi di significato. Ma se gli spettatori si mettono di ingegno e adoperano la propria fantasia questo significato può divenire chiaro e aprir loro un mondo affascinante e denso di interpretazioni sull'essere umano e sulla classe borghese; al contrario, se si fermeranno alla superficie di "Fosse", si irriteranno e accuseranno Enrico Maria Carraro Moda di averli presi in giro.

Quest'uso dell'oggetto come veicolo di informazioni sull'uomo borghese ricorda molto Bunuel e l'utilizzo che egli faceva del significante in quanto simbolo che cela molteplici significati che si traducono spesso in roventi critiche alla società borghese. "Fosse" e la sua messa in scena sono questo: un circo degli orrori sulla società borghese, in questo caso sui rapporti affettivi di una realtà sociale che fa di tutto per ostacolare l'autenticità dei sentimenti.

Violenta, spietata, patetica, immorale, la pièce di Enrico Maria Carraro Moda mette in scena il cinismo di un uomo infantile e freddo, in bilico tra una moglie/prostituta/serva e un'amante di gioventù storpia che crede o vorrebbe credere di essere amata; a manovrare le azioni gelide e opportunistiche di quest'uomo bambino, le aspettative e le pressioni di una madre piovra che insinua nel figlio tabù di ogni sorta sulla sessualità e i rapporti umani, rendendo sterili le sue relazioni affettive con le donne e instillando nello spettatore il dubbio di una latente omosessualità del protagonista.

L'oggetto, che sia una lampadina che si accende quando il protagonista Jilbert è con sua moglie o un bicchiere da cui solo lui può bere avidamente, mette in evidenza come per Bunuel ne "Il Fascino Discreto della Borghesia" la ripetitività delle azioni di un borghese piccolo piccolo (altra citazione cinematografica), mostrando attraverso le azioni e gli oggetti/simbolo tutto lo squallore di un mondo corrotto, privo di valori e svuotato di umanità.

La messa in scena di Enrico Maria Carraro Moda riesce perfettamente a creare quest' incubo e come al solito provoca, irrita o incanta, spingendo lo spettatore ad accettare una rappresentazione teatrale che sembra una presa in giro, per il suo coraggio di mostrare con un linguaggio proprio e personale tutto quello che può essere ancora il teatro e che è la vita. Perciò se amate andare a teatro, oltre che per pensare anche per decifrare il mistero che può caratterizzare alcune piéce particolarmente ingegnose, vi troverete di fronte a un vero e proprio rebus, il quale se approfondito potrebbe addirittura sconvolgervi e lasciarvi qualcosa in più di una piacevole o disturbante ora (perché Enrico Maria Carraro Moda e i suoi attori sono croce o delizia per lo spettatore). A voi la scelta: restare ancorati ai cliché teatrali oppure osare e approfondire il nuovo teatro di Enrico Maria Carraro Moda.

 

Doppio Teatro - via Tunisi 16, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 388/7594272
Orario spettacoli: 22-23-24 gennaio - venerdì e sabato 21, domenica ore 18

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Sul web: www.doppioteatro.it

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