Forbici & Follia - Teatro Nuovo (Milano)

Scritto da  Giovedì, 25 Dicembre 2014 

Mentre il pubblico prende posto nella grande platea del Teatro Nuovo, in pieno centro di Milano, il palco è già in movimento, con personaggi buffi che ballano al suono di musica disco, saltano ma anche asciugano capelli sempre seguendo il ritmo dei brani che si susseguono. La scenografia difatti mostra l’interno modernissimo di un parrucchiere, oh pardon, di un ‘hair designer’ che ama far divertire i propri clienti. Forbici & Follia è la traduzione data a "Shear Madness", uno spettacolo scritto da Bruce Jordan e Marylin Abrams dopo aver acquistato, nel 1976, i diritti d’autore da tale Paul Portner, uno psicologo svizzero che aveva inventato un modo interattivo di interpretare la realtà usando l’arte di ritagliare la carta. Da qui, i due riscrissero l’opera di Portner in forma di commedia, aggiungendo nel tempo diverse battute riferite alla cronaca o a pura improvvisazione. Negli Stati Uniti questa commedia, che si ripropone da anni, ha battuto tutti i record di repliche in svariate città.

 

A.A.Gorizia diretta da Walter Mramor e Artu’ diretta da Gianluca Ramazzotti presentano
FORBICI & FOLLIA
di Paul Portner
uno spettacolo di Bruce Jordan e Marilyn Abrams
versione italiana di Marco Rampoldi
scene di Alessandro Chiti
costumi Adele Bargilli
disegno luci Stefano Lattavo
un progetto teatrale di Gianluca Ramazzotti
regia Marco Rampoldi
con Roberto Ciufoli, Max Pisu, Milena Miconi, Barbara Terrinoni
e con la partecipazione di Nini Salerno e Nino Formicola

 

La produzione italiana può vantare diversi meriti e il primo consiste nell’aver portato in scena una compagnia di ottimi attori, sia comici sia volti noti in televisione, primo fra tutti il grande ritorno di Nino Formicola, per una vita ricordato come l’alter ego di Andrea Brambilla con cui ha formato la fortunata coppia di Zuzzurro e Gaspare, ma che ora, sublimata la solitudine, riesce a lavorare con altri compagni coi quali forma un’ottima squadra; gli altri componenti di questo effervescente gruppo sono Nini Salerno, ex Gatto di Vicolo Miracoli; Max Pisu, amato cabarettista emerso da Zelig; Roberto Ciufoli, attore comico che per tanto ha fatto coppia con Pino Insegno nella Premiata Ditta; Milena Miconi e Barbara Terrinoni, entrambe belle donne che hanno molto lavorato in tanti contesti. Tutti insieme appassionatamente grazie alla direzione di Marco Rampoldi, uno che ha iniziato come assistente alla regia di Dario Fo e che ha curato la traduzione dall’inglese di "Shear Madness" lavorando al progetto teatrale di Gianluca Ramazzotti.

La storia è subito divertente: un hair designer si scopre gay dopo anni di matrimonio e rivoluziona il suo negozio colorandolo, mettendoci musica e relazionandosi ai clienti in modo totalmente nuovo. Ora sta facendo uno shampoo e deve tagliare una barba, lavora sia per clienti uomini che donne. Una signora, cliente abitudinaria, si prepara alla messa in piega e c’è un signore con una valigetta che cede il posto, esce di scena per poi riapparire dalla porta principale. Nessuno penserebbe che possa capitare qualcosa di strano fra le mille risate fino a quando giunge l’urlo della shampista, che era uscita e ora sviene, dopo aver annunciato che la signora del piano di sopra, una nota anziana pianista, è stata assassinata e giace riversa nel sangue. Così si smette per un po’ di ridere a crepapelle per le battute e le scenette gustosissime dell’intero cast di attori, tutti eccellenti nel muoversi in modo cronometrico per rendere brillanti gli incessanti siparietti che si susseguono quasi togliendo il fiato. A questo punto però i due clienti maschi rivelano la loro identità: uno è un commissario di polizia, l’altro è un brigadiere; entrambi però non riescono a capire cosa sia accaduto, nonostante fossero a conoscenza che in quel palazzo sarebbe potuto accadere un delitto.

Così il commissario si rivolge al suo appuntato e gli chiede di fare chiarezza, non ottenendo molto e lascio intendere il perché ricordando che Nini Salerno è il commissario e Max Pisu il suo secondo. Così al capo viene un’idea, si gira verso la platea ed ecco il colpo di scena: “Come fai a dire che non ci sono testimoni… ECCOLI!” esclama, e tutti gli attori si voltano attoniti verso gli spettatori, mentre si accendono le luci in sala. Incredibile la sensazione del pubblico: come colti in fallo, impreparati, imbarazzati, coinvolti loro malgrado, si ritrovano a dover fare mente locale perché il commissario vuole che tutti si ricordino per filo e per segno cosa ha fatto ciascun sospettato, ovviamente sotto interrogatorio nello stesso negozio. Inizia così l’indagine sull’omicidio della pianista e avviene mentre un cd suona la sua musica così da rendere credibile che la donna, la famosa Eulalia Migliavacca, proprietaria di tutto il palazzo, fosse già morta quando tutti ne sentivano le note al pianoforte, che potevano non essere eseguite dal vivo. Insomma, scoperto che la donna è stata uccisa con un paio di forbici da parrucchiere, si continuerà a ridere perché a parte un unico individuo interrogato alla volta, tutti gli altri vengono stipati in uno sgabuzzino assieme al brigadiere, per restare sotto sorveglianza, e ne succedono di tutti i colori.

Dire che si ride davvero tanto è solo uno degli aspetti di questa curiosissima operazione artistica, che provoca effetti inconsueti nel pubblico, trasformato in investigatore feroce nel voler sbugiardare i testimoni che non dicono tutta la verità, come se la loro parola potesse fare giustizia… Perché quando il commissario ha gridato “Voi! Adesso dovete denunciare chi mente nel riferire i fatti, dall’inizio alla fine!”, come spesso accade nella realtà, la verità è che si guarda, si ascolta, si ride ma poi non ci si ricorda davvero ogni dettaglio, mentre ora si è quasi costretti a farlo, riascoltando le versioni di ciascun sospettato. C’è chi urla da lontano “No, è una bugia, non è andata così!” e fa un po’ impressione che anonimi spettatori di un ottimo teatro in pieno centro diventino improvvisi delatori, non appena gli viene conferito il ruolo ufficiale di testimoni.

Alzano la voce, correggono, ribadiscono, talvolta offendono e c’è perfino chi grida. Questo forse potrebbe far ridere ma è inquietante, per quanto nel frattempo si sprechino battute a raffica dai nostri protagonisti, che ogni sera hanno scelto di modificare il finale per sorprendere il pubblico affinché venga anche più volte a controllare le diverse combinazioni. Certe improvvisazioni fanno ridere gli stessi attori e provocano applausi a scena aperta e, quando cala il sipario per un breve intervallo, si sa solo che poi il pubblico potrà fare domande a ciascun sospettato. Gli spettatori ormai sono accanitissimi, vogliono sapere tutto e ingaggiano dei veri e propri botta e risposta con gli attori. E’ uno spettacolo magnifico e intelligente, divertente e imprevedibile come tutte le persone che possono intervenire liberamente, perfino bambini; forse si potrebbe solamente cercare di stringere in certi punti un po’ troppo lunghi, ma questo è l’unico appunto. Tutti bravissimi e complimenti al ritorno di una stella del palco come Nino Formicola.


Teatro Nuovo - piazza San Babila, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/794026, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio Stampa Viola Sbragia
Sul web: www.teatronuovo.it

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