Finchè morte non vi separi - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 14 Aprile 2013 

Dal 9 aprile, come ormai annualmente ci ha abituato, Carlo Buccirosso sbarca a Roma alla Sala Umberto con una sua nuova ed avvincente pièce teatrale: “Finche morte non vi separi”. Dopo i successi de "I compromessi sposi", "Il miracolo di Don Ciccillo", e "Napoletani a Broadway", l’artista napoletano con la sua straordinaria compagnia porta in scena la sua quarta commedia di cui è anche regista ed autore. Già dai primi giorni di programmazione la risposta del pubblico, accorso numeroso, testimonia l’affetto che i romani riservano all’autore partenopeo, andando così oltre le più rosee aspettative.

 

 

 

 

 

 

ENFI Teatro presenta
Carlo Buccirosso in
FINCHÉ MORTE NON VI SEPARI
con (in ordine di apparizione) Giordano Bassetti, Davide Marotta, Tilde De Spirito, Claudiafederica Petrella, Gianni Parisi, Graziella Marina, Sergio D’Auria, Gino Monteleone
scenografia Gilda Cerullo
costumi Zaira De Vincentis
disegno luci Francesco Adinolfi
musiche Bruno Lanza
scritto e diretto da Carlo Buccirosso

 

 

La trama si svolge in un piccolo paese di provincia in cui due famiglie sono prossime ad unirsi grazie ad un matrimonio che Don Guglielmo, parroco del paese, dovrebbe celebrare di lì a poche ore.
Tuttavia alcuni imprevisti, frutto di segreti inconfessati e scheletri nascosti, faranno precipitare irrimediabilmente la situazione, nonostante gli strenui tentativi del parroco di salvaguardare un equilibrio che si dimostrerà instabile e precario.
La sagrestia, luogo in cui si avvicendano i componenti delle due famiglie, diventerà il luogo metaforico in cui si riflettono le distorsioni di una società sempre più in preda a un decadimento di valori, dove la prima preoccupazione è la salvaguardia dell’idea che ognuno di noi cerca di dare di se stesso agli altri.
L’ipocrisia e la falsità dei rapporti interpersonali sono denunciate con decisione, non rinunciando tuttavia al tratto comico della tradizione napoletana, condita però da una vena di spietato sarcasmo.
Sul banco degli imputati non viene risparmiato nessuno, perché fintanto che esisterà la spinta maligna alla maldicenza e al pettegolezzo, tutti risultiamo responsabili, al di là del ruolo sociale ricoperto, di un sistema culturale che alimenta il proliferare di situazioni i cui esiti si possono rivelare talvolta drammatici e purtroppo neanche tanto sorprendenti.
E non viene risparmiato neanche chi, convinto di mantenere un sano distacco dalle vicende che lo circondano, non prende posizione, barcamenandosi tra indifferenza ed apatia, divenendo invece così un complice, se non addirittura un ingranaggio determinante, di un meccanismo perverso che trasforma falsi sospetti e subdole calunnie in verità incancellabili.
Denuncia che, in un finale a sorpresa, coinvolgerà lo stesso pubblico che, inconsapevolmente, parteciperà alla funzione che Don Guglielmo celebrerà in ricordo del padre della sposa, vittima sacrificale di questo crudele sistema culturale, e che vede il pubblico unito in una simbolica preghiera collettiva davanti ad uno specchio in cui i riflessi sono quelli della nostra coscienza.

 

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-19, domenica 10.30-17
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, secondo mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 e 21, lunedì riposo
Biglietti (prezzo intero): platea € 32, balconata € 23

 


Articolo di: Dino De Bernardis
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

 

 

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