Finchè giudice non ci separi - Teatro Golden (Roma)

Scritto da  Sabato, 07 Novembre 2015 

Sorridere sulla vicissitudini della vita quotidiana si può. Almeno, è quello che accade al Teatro Golden dove è in scena «Finché giudice non ci separi», una briosa commedia che getta uno sguardo ironico e scanzonato sul mondo delle separazioni. In scena fino al 22 novembre.

 

Andrea Maia Teatro Golden e Vincenzo Sinopoli presentano
FINCHE’ GIUDICE NON CI SEPARI
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli
con Luca Angeletti, Augusto Fornari, Toni Fornari, Nicolas Vaporidis e Laura Ruocco
regia Augusto Fornari

 

La vocazione di un teatro si vede dalle scelte che compie, piccole o grandi che siano, dal punto di vista artistico come da quello sociale. Il Golden, per esempio, da anni appoggia l’associazione Peter Pan, creatrice a Roma di un centro di accoglienza rivolto alle famiglie di quei bambini e di quegli adolescenti ricoverati nei reparti di oncologia del Bambin Gesù. Una decisione che porta gli operatori della struttura a chiamare in causa tutti gli astanti invitati, replica dopo replica, a dare un ulteriore senso alla performance di cui sono stati spettatori, donando anche solo qualche spicciolo, magari quelle monetine che in tasca danno fastidio, nella consapevolezza che unendo il poco di ciascuno si può raggiungere un grande obiettivo. Difficile non lasciarsi coinvolgere da una richiesta fatta con tanta gentilezza e cordialità, ricordando a tutti che una serata all’insegna della risata può prolungare i propri effetti benefici tramutandosi in qualcosa di veramente serio.

Mantenendo questa costante, lo spazio di via Taranto ha creato nel tempo una propria identità, ossia quella di realtà volta a cercare spettacoli divertenti, briosi e leggeri - ma fino ad un certo punto -, sempre connotati da uno spirito rivolto alla collettività. L’ultimo lavoro in scena che, in ordine di tempo, si inserisce in questa linea è «Finché giudice non ci separi», una brillante commedia scritta dal collaudatissimo gruppo autoriale composto da Toni e Augusto Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Il tema, attuale più che mai, è quello relativo alla disperazione, qui declinata totalmente al maschile, del mondo dei separati che, a seguito della sentenza del giudice, si trovano ad affrontare piccoli e grandi ricatti, disagi emotivi, privazioni economiche e complicazioni relazionali.

La scenografia della rappresentazione porta lo spettatore all’interno di un piccolo appartamento fatiscente, arredato in modo sgraziato con un brutto divano, un tavolino scrostato, sedie sverniciate, un terribile puff anni Settanta ed un armadio costituito da una semplice scatola di cartone. E questo alloggio tanto deprimente costituisce l’ambiente in cui si confrontano quattro amici, tutti nella stessa condizione di uomini soli alle prese con un passato turbolento: Paolo (Luca Angeletti) è il più lucido del gruppetto, ma deve fare i conti con il ricordo di una moglie fedifraga, colpevole di essere fuggita con un altro uomo; Massimo (Augusto Fornari) è un intellettuale andato completamente fuori di testa a seguito di una sentenza, a suo dire, troppo dura ed ingiusta; Roberto (Toni Fornari) è un personaggio a dir poco pittoresco, non proprio di manica larga, che vive nella scomoda posizione di separato in casa; Mauro (Nicolas Vaporidis), infine, è il classico bulletto di limitata consistenza morale.

Il gruppo si muove a tentoni, fra gaffe e sbilenchi tentativi di sostegno, recriminazioni e critiche più o meno esplicite, alla ricerca di un equilibrio la cui fragilità divampa non appena entra in scena una donna bella e piuttosto assertiva di nome Sylvie (Laura Ruocco).

Lo spettacolo sfiora tanti temi delicati - la fine della relazione matrimoniale, i problemi finanziari di chi si vede costretto a pagare gli alimenti, la complessità dei rapporti con i figli rimasti a casa con l’ex coniuge -, ma non ha la presunzione di approfondirli in un quadro voluto, in fin dei conti, per far divertire il pubblico in modo leggero. Il testo non manca però di porre l’accento su alcuni interessanti aspetti, capaci di mostrare che poi, alla fin fine, niente è come sembra. Perché Paolo difende a spada tratta l’ex moglie Mara, anche se lo ha lasciato per un altro uomo? Lo sfrontato Mauro, dal canto suo, ha qualcosa da dire sul matrimonio? E Syilvie, cosa deve rivelare?

Muovendosi fra mobili che si montano e si smontano, litigi e riappacificazioni, il gruppo di attori sfoggia un bell’affiatamento cadenzato da un preciso ritmo. Augusto Fornari, accanto alle doti comiche mostra una certa vena drammatica, espressa nella misura in cui il registro di questa pièce, garbata e brillante, lo permette. Ottima l’interpretazione di Luca Angeletti, nei panni dell’amico equilibrato, eccellente incassatore sempre disposto a spendere una buona parola per aiutare chi è in difficoltà; spassoso Toni Fornari, alle prese con il ruolo dell’ingenuo sempliciotto, un po’ ignorantello che, in modo del tutto inconsapevole, dà voce al pensiero scomodo dei presenti. Convincenti anche Laura Ruocco e Nicolas Vaporidis.

Insomma, «Finché giudice non ci separi» è una commedia divertente ben diretta da Augusto Fornari - piena di colpi di scena conditi da sensi di colpa, attacchi d'ira, battute ironiche e frecciatine sarcastiche - che accende i riflettori su una realtà complicata senza perdere mai di vista l’obiettivo: far ridere in modo gradevole. In scena fino al 22 novembre.

 

Teatro Golden - via Taranto 36, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/70493826, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 31 ottobre e sabato 7 novembre ore 17 e ore 21.00. Lunedì e mercoledì riposo
Biglietti: intero € 30, ridotto € 27

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Daria Delfino, Ufficio stampa Teatro Golden
Sul web: www.teatrogolden.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP