Finale di Partita - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Martedì, 03 Ottobre 2017 

Dal 26 settembre al 15 ottobre. Il Teatro Eliseo apre la sua nuova stagione con il surrealismo esistenziale di Samuel Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969. Glauco Mauri e Roberto Sturno sono diretti da Andrea Baracco in “Finale di partita”, uno dei testi più significativi dell’autore e sempre attuale, così come la caducità della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’essere, dai limiti e dalle possibilità della libertà individuale, dalla solitudine di ciascuno di fronte al mondo. Scritto nel 1956, in Italia fu messo in scena per la prima volta solo due anni dopo, da Andrea Camilleri.

 

FINALE DI PARTITA
di Samuel Beckett
con Glauco Mauri e Roberto Sturno
e con Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco
Produzione Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno

 

Il sipario, schiudendosi, ci svela gli interni di un bunker post-atomico, scarno, asettico, la cavità di un cubo, inaccessibile come le paure più recondite dell’essere umano. Glauco Mauri interpreta Hamm, il “padrone” cieco e costretto immobile su una sedia a rotelle; i suoi genitori, Nagg e Nell, scontano l’insanabile responsabilità di averlo messo al mondo, ormai senza gambe e chiusi in due “bare” per la spazzatura.

Lo accudisce, con aspro ed accondiscendente rancore Roberto Sturno, nelle vesti del suo servitore Clov, condannato a non potersi sedere mai. Hamm e Clov sono imprescindibili l’uno dall’altro: Clov lo nutre (e nutre se stesso) ma solo con la chiave della dispensa, gelosamente conservata da Hamm.

Dipendenti, schiavi della loro parte che vorrebbero strapparsi via, che ritengono responsabile dei loro mali, la reciproca ancora, come certezza e come catena. Tempi dilatati, nell’attesa di un nuovo inizio, più auspicabilmente una fine, masticando il ricordo di ciò che poteva essere, di ciò che non avrebbe mai potuto essere, maledicendo la condizione umana.

Una scala che danza da una finestra all’altra, alla ricerca di un orizzonte, delle rotelle che girano, che annaspano, giustificazioni di padri che soffocano, affetti inafferrabili e inconsolabili di animali inesistenti.

Mauri e Sturno restituiscono con generosità l’importanza e la grandezza delle maschere beckettiane, non privandole di quell’umanità controversa che ci appartiene. Baracco si cimenta nella messa in scena di uno degli autori più affascinanti e più complessi, riuscendo a dosare tragedia e farsa ed a condurre le anime sparute del pubblico nel giusto porto insicuro, che di domande è fatta la vita… ed il buon teatro.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì/giovedì/venerdì/sabato ore 20 - primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16 e ore 20 - mercoledì e domenica ore 17
Botteghino: lunedì ore 13/19 – dal martedì al sabato ore 10/20 – domenica ore 10/17
Biglietti: platea 40€ - I balconata 35€ - II balconata 27€ - III balconata 20€
Durata spettacolo: 1 ora e 20 minuti (atto unico)

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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