Filumena Marturano - Teatro San Ferdinando (Napoli)

Scritto da  Mercoledì, 06 Gennaio 2016 

Fino al 6 gennaio, al Teatro San Ferdinando, il Teatro di Eduardo, è in scena uno dei massimi capolavori di Eduardo De Filippo, l'intramontabile "Filumena Marturano", con la regia di Nello Mascia. Alla domanda “Come sarà la sua Filumena?”, Gloriana, popolare attrice e cantante protagonista della pièce, ha risposto: "Come me, certamente; vera come sono io, una mamma napoletana pronta a tutto per il bene dei suoi figli, una donna piena di decisione, come ce ne erano in quegli anni, dopo la guerra, quando c'era ancora tanta paura e tanta fame, come a Napoli ce ne sono tante e le incontro ogni giorno".

 

FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
regia Nello Mascia
con Gloriana (Filumena Marturano) e Nello Mascia (Domenico Soriano)
e con Cloris Brosca (Rosaria Solimene), Giancarlo Cosentino (Alfredo Amoroso), Ferdinando Maddaloni (Avvocato Nocella), Francesca Golia (Diana), Antonio D’Avino (Michele), Antonio Filogamo (Umberto), Gianluca d’Agostino (Riccardo), Rossella Amato (Lucia, cameriera), Valentina Elia (Teresina, sarta), Sergio Caporaso (facchino)
musiche James Senese
scenografia Raffaele Di Florio
costumi Luca Sallustio
disegno luci Lucio Sabatino
produzione Arteespettacolo, Prospet - Produzione Spettacolo

 

"Filumena Marturano", commedia che Eduardo ha dedicata alla sorella Titina, indimenticata protagonista del teatro partenopeo e primo volto di Filumena, è forse quella maggiormente rappresentata all’estero del suo ricchissimo repertorio.

Filumena è una donna coraggiosa ed una madre orgogliosa; che ha permesso prima alla sua famiglia e poi agli uomini che ha incontrato, di trasformare il suo passato in un doloroso ricordo ed il suo presente in una ricerca ostinata del “senso di famiglia”. In scena vive il dramma di una ex prostituta che non svela all’amante quale dei suoi tre figli ha avuto con lui, provando a conquistare la dignità sociale ed il rispetto di quell’uomo che l’ha sempre trattenuta agonizzante al suo fianco.

E’ la famiglia, quello che la popolana cerca con la furia quasi incontrollata e gestuale dei passionali. Domenico Soriano è l’uomo che la donna ha scelto e da cui è stata scelta venticinque anni prima.

Prepotente e selvatica, Filumena si oppone al presente e a quell’ancestrale ruolo che le è stato cucito addosso. L’intensa e struggente Giovanna Russo, in arte Gloriana, si rivela un purosangue in palcoscenico, è la Madre Coraggio di Brecht, il Papà Goriot di Balzac (al femminile), è tutto ciò che sono stati questi personaggi nelle pagine di un libro sulla scena del Teatro San Ferdinando. Della Filumena Marturano di Gloriana, ormai dismessa, poco femminile, abbandonata su una poltrona troppo scomoda e con le scarpe sempre troppo strette, non si ha mai pietà. Il pubblico condivide la fatica di chi non può mai essere troppo stanco per lottare e la sua dignità femminile che cresce monologo dopo monologo. Don Mimì (indossato perfettamente da Nello Mascia), sornione e “guappo napoletano” dai soldi facili e dai bei vestiti, diverte in scena e duella come un perfetto moschettiere con quella donna mai misurata e facile, che non lo ha mai visto uomo.

Raffaele Di Florio prova a sintetizzare ed ottimizzare in maniera poco efficace gli anni del dopoguerra, con una messinscena scarna e forse più adatta ad una Marturano degli anni moderni.

Uno spettacolo dal cast convincente, che pur dovendo fare i conti con la memoria storica di questa commedia, lascia che gli spettatori mettano da parte la nostalgia del teatro che è stato e vedano una “nuova” Filumena.

"Filumena Marturano" si conferma una commedia mai avvelenata dal tempo.

 

Teatro San Ferdinando - piazza Eduardo De Filippo 20, Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5524214, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 25, 29, 30 dicembre e 1 e 5 gennaio ore 21; 26 dicembre e 2 gennaio ore 19; 27 dicembre e 3 e 6 gennaio ore 18; 28 dicembre e 4 gennaio ore 17

Articolo di: Romina Attianese
Foto di: Pino Miraglia
Grazie a: Valeria Prestisimone, Ufficio stampa Teatro Stabile di Napoli
Sul web: www.teatrostabilenapoli.it

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