Ferdinando - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Lunedì, 22 Aprile 2019 

Nel 1986, in un terribile incidente sull’Autostrada del Sole, muore Annibale Ruccello, dopo essere stato contemporaneamente regista e interprete, nei panni di Don Catellino, del suo “Ferdinando”, vincendo per due anni consecutivi il premio IDI, prima per il testo teatrale e poi per la messinscena. A trent’anni di distanza questo testo rivive grazie alla regista Nadia Baldi e alla brava Gea Martire, che si dimostra all’altezza di sostituire la straordinaria Isa Danieli nel ruolo della baronessa protagonista.

 

Produzione Teatro Segreto presenta
FERDINANDO
di Annibale Ruccello
con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca
regia Nadia Baldi
costumi Carlo Poggioli
scenografia Luigi Ferrigno
consulenza musicale Marco Betta
aiuto regia Rossella Pugliese
organizzazione Sabrina Codato
progetto luci Nadia Baldi
foto in videoproiezione Davide Scognamiglio

 

Sul palcoscenico ad accoglierci la bella scenografia curata da Luigi Ferrigno: stratiforme, con al centro il sontuoso letto, trono sempiterno dell’ormai decaduta baronessa Clotilde, e lateralmente una serie di corde, campane ed orpelli sospesi verticalmente, un evidente rimando alla tradizione napoletana dei cestini porta-spese calati dai balconi.

Dal suo trono candido, l’amareggiata Donna Clotilde, baluardo della decadente nobiltà partenopea borbonica, impartisce ordini, critica e rivanga il passato, interfacciandosi con gli unici altri personaggi del suo piccolo mondo: la frustrata cugina Gesualda, che di fatto tratta come una serva, ed il viscido e sacrilego Don Catellino, simbolo dell’ipocrisia e vigliaccheria della casta religiosa. Costretta ad abbandonare Napoli dopo l’unità d’Italia, Donna Clotilde è decisa a non lasciare la propria dimora di campagna a Castellammare di Stabia (i riferimenti alla cittadina di provincia sono evidenti nelle numerose citazioni dell’Acqua della Madonna, acqua sorgiva locale, e nel nome scelto per il sacerdote, il patrono cittadino), incapace di affrontare la decadenza della propria posizione sociale. Si rifiuta di parlare in italiano la baronessa: quella lingua vile e lontana da Dio ha sostituito il dialetto napoletano dei Borboni, ben più nobile e ricercato.

Così, in una sorta di spazio atemporale, Clotilde si rifugia nel proprio mondo, inscenando una sorta di perenne malattia, a giustificazione del proprio stato di immobilità. A scalfire l’ordine delle cose, ci penserà il giovane Ferdinando, sedicente facoltoso nipote lasciato in affido all’unico parente ancora in vita, appunto Donna Clotilde. Il savoir faire di quello che si rivelerà essere un viscido imbroglione, stravolgerà completamente l’apparente ordine del ménage quotidiano della sontuosa residenza, portando lascivia e sensualità e facendo riscoprire a tutti i personaggi i lati repressi della propria sessualità.

Sempre attuale nei temi, il “Ferdinando” di Ruccello viene sublimato dalla sapiente regia di Nadia Baldi e dalla magnifica prova recitativa di una Gea Martire in stato di grazia, che riversa tutta la propria energia, la sua impetuosa potenza verbale e drammaticità partenopea nell’interpretazione delle contraddizioni di Clotilde, alla riscoperta della sua intimità di donna. Una nuova interpretazione di un grande classico, piena di eleganza, capacità ed intuizione.

 

Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: dal martedì al sabato, ore 10-19 (lunedì riposo), domenica 14.30-17 - telefono 06/6784380
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea € 25, prima galleria € 20, seconda galleria € 18
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Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro della Cometa
Sul web: www.teatrodellacometa.it

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