Fedra - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Lunedì, 10 Novembre 2014 

Con Galatea Ranzi, che è Fedra sul palco del Parenti dal 5 al 16 novembre, compiamo un viaggio nel tempo. La drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Consuelo Barilari ci portano a ripercorrere a ritroso, partendo da una Fedra anni ’60, le tappe del suo lungo percorso: dalla penna di Euripide alle contaminazioni dovute al passare dei secoli. Un lungo cammino in cui la donna Fedra si affranca dalla classicità che la vuole sottomessa all’uomo, per cercare la libertà di essere. Passa anche dal cinema, con il film "Phedra" che Jules Dassin, già assistente alla regia dello stesso Hitchcock, gira nel 1961. Ed ora, qui, sul palco del Parenti, liberata dalla schiavitù delle passioni, dal peso delle convenzioni, sceglie di morire di nuovo, non per vergogna, ma per gridare al mondo la sua consapevolezza di donna e il suo diritto di amare al di là dei limiti imposti dalla società benpensante.

 

Produzione Festival dell’Eccellenza al Femminile - Schegge di Mediterraneo presenta
Galatea Ranzi in
FEDRA
Diritto all’amore
testo originale di Eva Cantarella
con Galatea Ranzi nel ruolo di Fedra
regia e immagini Consuelo Barilari
consulenza drammaturgia e testi greci Marco Avogadro
musiche Andrea Nicolini
luci Liliana Iadeluca
editor video ed immagini Angela Di Tomaso
creazione oggetti di scena Paola Ratto
sarta Umberta Burroni
suono Rinaldo Compagnone
la canzone finale è di Carmen Consoli

 

La trasposizione teatrale della scrittura di Eva Cantarella si avvale, nella regia di Consuelo Barilari,
dell’uso strumentale delle proiezioni video, graphic emotion, cinematografiche e della lingua greca, che avvolge a tratti, come un tappeto sonoro ancestrale, il pubblico. Dalla Grecia anni '60, dove ci porta il filmato iniziale in bianco e nero all’inizio dello spettacolo, ci ritroviamo, grazie ad un gioco di immagini che si fondono sullo schermo, in quella di Euripide, dove l’esistenza umana è tutto un dolore perché manca la rilevazione di un altro vivere.

Ritroviamo Fedra, moglie di Teseo e matrigna del bell’Ippolito; si danna per la sua stirpe maledetta, lei figlia di Minosse e di Pasifae, la quale, innamoratasi di un toro, dà alla luce il Minotauro, la creatura mezzo uomo e mezzo toro che si ciba di corpi di giovani e giovanette. E il tributo di sangue, che sembra ancora gocciolare sullo schermo, pare continui ora, visto che Ippolito, figlio di Teseo e della sua prima moglie, è morto schiantatosi sulle rocce. Lei avrebbe voluto morire al suo posto, per espiare la colpa di averlo ingiustamente accusato di violenza, dopo che lui ha rotto la relazione con lei, Fedra, di venti anni più grande di lui, nonché sua matrigna. Teseo stesso, credendo a Fedra, ha chiesto vedetta. Ma ora la vendetta non placa il suo bisogno di lui. Fedra, sentendosi presa d’amore per il figliastro, ha infatti combattuto contro i suoi sentimenti per farli tacere, ha provato a non ascoltarli, si è ammalata, pur di rispettare le regole della società. Ma poi ha lasciato che i suoi sentimenti sgorgassero e ha conosciuto per la prima volta tra le braccia di Ippolito, l’amore.

Ella, ha deciso di amare contro tutti e tutto. Ha perso il suo ruolo di vittima della società benpensante , anche la sua stirpe non ha più nessuna importanza, non si tratta più di predestinazione divina: è lei che decide, consapevolmente, di trasgredire per amare. Ed ora che Ippolito è morto, si accorge che il suo amore era impossibile solo per le convenzioni, quelle che lei ha sfidato, credendo di essere padrona della sua vita. Il suo suicidio è un ricongiungimento con il suo amore e quindi con la libertà di essere donna.

Spettacolo suggestivo, evocativo di mondi, di storie, di lacci affettivi che dovrebbero essere facili da districare e che invece avvolgono le esistenze come sanguinarie reti.

 

Teatro Franco Parenti (Sala AcomeA) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo; martedì ore 20.45; mercoledì ore 19.45; giovedì ore 19.45; venerdì ore 20.45; sabato ore 20.45; domenica ore 15.45
Biglietti: platea intero €32, ridotto Over60 €18, ridotto Under25 €15, convenzioni €22,50; galleria intero €25, ridotto Over60 €15, ridotto Under25 €15, convenzioni €17,50
Durata 70 minuti

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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