Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab – Carrozzerie | n.o.t. (Roma)

Scritto da  Domenica, 29 Novembre 2015 

Dopo il successo ottenuto al Roma Fringe Festival 2015 e la vittoria di tre premi come Miglior Spettacolo, Miglior Drammaturgia e Miglior Attrice Protagonista ex aequo alle tre interpreti Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli, è tornato in scena a Roma, dal 26 al 28 novembre alle Carrozzerie | n.o.t., Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab, il primo capitolo della trilogia ispirata al lavoro del drammaturgo austriaco, con la regia di Dante Antonelli.

 

FÄK FEK FIK - LE TRE GIOVANI - WERNER SCHWAB
da Werner Schwab
dal progetto laboratoriale SCH.LAB
con Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli
regia di Dante Antonelli
suono Samovar
con il sostegno di Teatroavista - Centro di formazione e produzione teatrale
con il patrocinio di Forum Austriaco di Cultura Roma

 

Lo spettacolo nasce all'interno dello SCH.lab, progetto pedagogico e di ricerca realizzato da Dante Antonelli e Daniele Sterpetti sui Drammi Fecali di Werner Schwab, con il sostegno di Duncan 3.0. Il processo di studio, creazione e ricerca ha condotto il collettivo a individuare nel finale di Le Presidentesse dell'autore austriaco uno spunto per l'elaborazione di una drammaturgia originale, provocatoria, radicale e necessaria.

La scrittura autoriale delle tre giovani attrici che interpretano lo spettacolo si genera esattamente dove termina lo spettacolo Le Presidentesse, e porta dunque in scena un testo inedito, che lo stesso Schwab ha probabilmente concepito, ma che si è limitato ad accennare in un'immagine onirica embrionale, tutta da sviluppare, come una reliquia, un frammento, un dono «alle future generazioni di giovani dissidenti». Il lavoro di scrittura, effettuato da Martina Badiluzzi, Giovanna Cammisa e Arianna Pozzoli e curato da Dante Antonelli, decorre da questa visione appena delineata, che origina un'analisi sociale altrettanto acuta, ma riadattata a un diverso oggetto d'esame, ovvero quella fetta di europei che oggi hanno tra i venti e i trent'anni. L'indagine diventa allora feroce e racconta una generazione precaria, confusa e ambigua, afflitta da emarginazione e solitudine.

Il lavoro in nero, il sabato sera, lo stipendio che non arriva, la droga, il rapporto con i genitori, i bagni delle discoteche, la religione, il sesso, fare la spesa, i test di gravidanza, i prodotti biologici, gli abusi, le sbronze, i monolocali, il cibo, il dopo serata, gli amici intellettuali, l'Isis, le marchette, l'apparenza, lo smarrimento, l'inno francese, la frustrazione. Brandelli di un testo, ma anche resti di un panorama desertico in balìa del tempo: non abbiamo fedi, né ideali, né utopie. Siamo dog-sitter, diamo ripetizioni, andiamo a ballare e alle cene aziendali, abbiamo rapporti sessuali con estranei; abbiamo molto senso pratico e pochi sogni, ci teniamo a galla tra indulgenza e autocompiacimento. Non ci ascoltiamo, non ci capiamo, non pensiamo, abbiamo bisogno di concretezza e rumore.

Il collettivo SCH.lab esprime l'enorme disagio che ci affligge con impegno e acume, ma anche con coraggio e genuina irriverenza. Se la prospettiva femminile da un lato sottolinea la fragilità di questa generazione, dall'altro ne accentua il desiderio rabbioso di rottura con tutto ciò che viene considerato necessario ai fini dell'accettazione sociale, ma che non ci rispecchia: l'orologio biologico, la sessualità femminile, la gravidanza, i canoni di bellezza sono temi che vengono capovolti con l'intenzione di sovvertire gli schemi sociali di matrice patriarcale, maschilista, eterosessuale e capitalista, evidenziandone la ridicola inadeguatezza.

L'eccelsa rielaborazione drammaturgica è sostenuta da un lavoro attoriale magistrale: Martina Badiluzzi possiede un carisma magnetico che cattura gli occhi e l'attenzione; la sinuosa Giovanna Cammisa sprigiona un'energia vocale e fisica sorprendente; Arianna Pozzoli, longilinea ed esile, detiene come una grazia divina, una delicatezza scomposta e incontenibile che incanta come fosse un prodigio.


Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 26 al 28 novembre, ore 21
Biglietti: €10.00 + €3.00 (tessera associativa)

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Marta Scandorza, Ufficio stampa FMPress; Francesco Montagna e Maura Teofili, Carrozzerie | n.o.t.
Sul web: www.carrozzerienot.com

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