Exiles - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Domenica, 02 Dicembre 2012 

In scena presso il delizioso Teatro Belli di Roma - fino al 2 dicembre -  “Exiles”, l’unica opera teatrale prodotta dall’illustre scrittore irlandese James Joyce. L’opera trae origine da spunti fortemente autobiografici sia nelle dinamiche psicologiche, profonde e sottili, che investono i personaggi, sia nel contesto storico e sociale dell’Irlanda dei primi anni del ‘900. Di quell’epoca e di quella realtà sociale Joyce rifiuta il conformismo della morale cattolica, sviluppando un comportamento anticonvenzionale e uno spirito fortemente ribelle. Anticonformiste saranno anche le sue scelte di vita: porterà con sé fuori dall’Irlanda, in un esilio volontario, Nora (nel testo è rappresentata dalla protagonista Bertha), la donna di cui si era innamorato, che non sposerà e dalla quale avrà un figlio.

 

 

 

Teatro Instabile presenta
EXILES
di James Joyce
con Francesco Laruffa (Richard), Valeria Pistillo (Bertha), Andrea Bruno (Robert), Sonia Burgarello (Beatrice)
scenografia Mauro Banella
costumi G.L
disegno luci Gianni Leonetti
autore della fotografia video Bruno Cascio (a.i.c.)
opera in locandina M° Raffaele Sadutto
aiuto regia Maria Teresa Di Clemente
assistente alla regia Luca Avallone
ufficio di produzione Alessandra Carosi M.
organizzazione generale Valter Tulli
regia Gianni Leonetti

 

 

Le dinamiche di coppia e di amicizia che Joyce visse sono autenticamente riprodotte in quest’opera, un testo che riconduce ad un’analisi profonda della complessità delle dinamiche umane, delle esperienze emotive, dei condizionamenti etici e culturali.
Una ragnatela (efficacemente esemplificata in scena con delle funi di colore rosso) di passioni, impulsi e inganni in cui i quattro protagonisti agiscono e, contemporaneamente, subiscono tradimenti e sofferenze, in un susseguirsi altalenante di sentimenti contrastanti che evidenziano la contraddittorietà e la reciprocità di certi stati d’animo.
Protagonisti di “Exiles” sono Richard e Bertha Rowan, Robert Hand, e Beatrice Justice.
La scena si svolge a Dublino nei primi anni del ‘900. Richard e Bertha, insieme al figlio Archie tornano in Irlanda dopo nove anni di esilio volontario. Si trovano così a riallacciare legami sentimentali che il tempo e la lontananza avevano interrotto.
Richard incontrerà Beatrice, una donna con la quale intrattiene da anni un rapporto epistolare e con la quale – durante un incontro – si lascerà andare a una fugace passione.
Robert riprende il suo vecchio sentimento per Bertha e la corteggia, ignaro del fatto che Richard ne sia al corrente. Ottiene un appuntamento segreto con Bertha, ma Richard si presenterà prima della moglie, e lo incoraggierà a scegliere liberamente.
Bertha implora Richard, nelle precise esternazioni dei suoi racconti sulla relazione che la lega a Robert, di fermarla, di impedirle l’incontro. Richard da parte sua, in nome di una dichiarata volontà di non proibirglielo (“Chi sono io per eleggermi a padrone del tuo cuore? Amalo, sii sua, puoi”) sembra quasi spingerla nelle braccia di Robert, a cui è legato da un’amicizia di vecchia data.
Lascerà che Bertha incontri Robert, se vuole, e si condannerà a vivere nel dubbio che la moglie l’abbia tradito. Una pena che in realtà ristabilirà in lui un equilibrio: attenuerà il suo senso di colpa per averla anch’egli tradita molte volte e per averla fatta soffrire.
L’impianto drammaturgico rappresenta, dunque, l’intreccio psicologico che avvolge i quattro personaggi in un groviglio di sentimenti difficile da districarsi e sul quale si basano i legami, sempre in bilico tra verità e inganno, che li uniscono. Gelosie, passioni, tradimenti rivelano sempre una reciprocità di intenti dove il tradito è anche traditore, dove colui che teme e soffre l’inganno inganna egli stesso. In questa fitta e intricata rete ognuno risulta intrappolato nel proprio desiderio di tradire e - al tempo stesso - di impedirselo, o farselo impedire.
Le funi rosse che attraversano la scenografia di Mauro Banella simboleggiano perfettamente la ragnatela di intrighi in cui i personaggi sono intrappolati e, in una scelta registica decisamente apprezzabile, imprigiona i personaggi nei momenti di maggiore sofferenza e ne impedisce – o quanto meno ne ostacola – l’uscita di scena. Allo stesso tempo costituisce un’ancora di salvataggio, un elemento cui aggrapparsi nei momenti di maggior peso emotivo affinché ci si possa trattenere dall’impulso della passione. La scelta delle mosse da attuare verso l’altro, antagonista o alleato che sia, è metaforicamente rappresentata, nella scenografia, con i simboli di una scacchiera.
La messinscena di Gianni Leonetti verte principalmente sui dialoghi, insistenti nell’affondo psicologico della contraddittorietà dei sentimenti, lasciando fluire il significato drammaturgico in modo lineare e con il giusto ritmo. Il risultato scenico - che accentra pienamente il suo esito nel porre in evidenza la componente psicologica dei personaggi - risente, a tratti, di una scarsa dinamicità del movimento scenico degli interpreti. Grande efficacia comunicativa si riscontra invece nelle scene in cui si rappresentano vivacemente pulsioni e passioni.
Ottima l’interpretazione di Sonia Burgarello che ben rappresenta, nell’espressione e nella gestualità, la sofferenza di una passione viva, in conflitto tra la repressione e l’impulso. Valeria Pistillo è una Bertha sempre in lotta tra il desiderio di amare e di sentirsi amata, tra il desiderio di tradire e la sofferenza del sentirsi tradita. Andrea Bruno ben interpreta il ruolo di un appassionato amante costretto ad un ruolo ambivalente, per il quale dovrà fare i conti con un’amicizia consolidata nel tempo. Francesco Laruffa è un abile “tessitore”; ruotano intorno al suo personaggio, infatti, le scelte indotte o consapevoli degli altri personaggi.
Un testo profondo, che analizza abilmente le dinamiche relazionali cogliendone anche quell’aspetto sado-masochistico, per cui ognuno può essere al contempo vittima e carnefice.

 

 

Teatro Belli – piazza di Sant'Apollonia 11, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: intero € 18,00 - ridotto € 13,00

 

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Ufficio stampa Teatro Belli
Sul web: www.teatrobelli.it

 

 

TOP