Evolushow - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Sabato, 31 Gennaio 2015 

Ha debuttato con successo martedì 27 gennaio "Evolushow", il nuovo lavoro che vede impegnato Enrico Brignano sulle tavole del Sistina fino al 29 marzo. Lo spettacolo è concepito come un one-man-show con una leggera inclinazione verso la commedia musicale.

 

MF Produzioni e Live Nation presentano
EVOLUSHOW
di Enrico Brignano, Mario Scaletta, Manuela D’Angelo, Andrea Perrozzi, Mauro Frattini e Piero Sparacino
con Enrico Brignano
coreografie Manolo Casalino
costumi Paolo Marcati
musiche Andrea Perrozzi e Andrea Tosi
arrangiamenti musicali Andrea Tosi
ideazione scenica Marco Pupin

 

È partito da lontano, esattamente dal Big Bang, per arrivare ai giorni nostri e parlare delle imperfezioni e dei paradossi dell’evoluzione. E lo ha fatto con la modalità che gli è propria, quella del monologo che schernisce tutto scatenando risate a non finire. Eppure, nonostante l’ilarità, non ha risparmiato nessuno ed ha espresso le sue considerazioni critiche su molteplici aspetti e protagonisti del vivere quotidiano: sui giovani sempre problematici e pretenziosi; sulle donne alla ricerca dell’acconciatura perfetta; sui fan che si accaniscono per avere foto del loro beniamino nei momenti meno opportuni; sui cittadini del mondo che, purtroppo, riescono nella difficile, ma continuativa, opera di distruzione del pianeta. Insomma, Enrico Brignano si è lanciato in uno spettacolo che riparte dalle origini del mondo per riflettere sull’evoluzione-involuzione degli esseri umani e per scardinare con la consueta ironia le increspature più insensate ed illogiche della nostra realtà supertecnologica.

In questo nuovo lavoro, "Evolushow" - in scena al Teatro Sistina da martedì 27 gennaio fino al 29 marzo -, l’artista romano discorre in modo leggero, e pressoché ininterrotto per oltre due ore, di temi vari, facendo digressioni briose su un unico filo conduttore, ossia il racconto di millenni di storia.

All’interno di una scenografia tecnologicamente avanzata che ripercorre il viaggio nel tempo, Brignano organizza il suo one-man-show esaminando alcune delle celebri affermazioni del naturalista per eccellenza, Charles Darwin. Così, si chiede se è poi vero che il corpo dell’essere umano, con la selezione naturale, ha raggiunto la perfezione. Non dovremmo esserne tanto sicuri visto che l’individuo quando si trova in difficoltà, giusto per fare un esempio, vede coprirsi il volto di un fastidioso rossore rivelatore delle proprie emozioni. E volendo analizzare un altro caso in grado di confutare la teoria a colpi di risate, cosa dire dell’aria che si forma nello stomaco nel momento della digestione, magari in occasione di un appuntamento galante? E ancora, sarà poi vero come sostiene il celebre geologo britannico che lo stato ideale del maschio è la poligamia? A ben vedere, ancora oggi, seppure “evoluti”, tutti cercano qualcuno da amare in modo esclusivo.

Brignano presenta il suo monologo dalla prospettiva di un “noi” astratto che coinvolge tutti, seppur senza additare nessuno in particolare. Prende spunto dall’impasse raggiunta dallo sviluppo per sciorinare una carrellata di battute curiose e divertenti, sempre mantenendo alto il livello delle sue considerazioni. Acuta è la sua disapprovazione di alcuni comportamenti diventati espressione della nostra quotidianità: l’uso eccessivo del cellulare, l’inquinamento psicologico provocato dal selfie, la ricerca ossessiva della bellezza, la maniacale ricerca dell’approvazione altrui.

In questo suo ininterrotto discorrere, il comico parla anche dei giovani, sempre più spesso visti come "trionfi di perfezione" dai propri genitori che li fanno crescere maleducati nell’aberrante convinzione che gli adorati figli detengano un sacrosanto diritto ad essere scortesi. I ragazzi d’oggi, concentrati sulle proprie esigenze, vivono il rapporto con la tecnologia più o meno come una dipendenza tossica. L’artista romano, firmandosi per l’occasione "quarantottenne spaesato", decide di scrivere una lettera a questi giovani, usando addirittura mezzi desueti come carta e penna e li rimprovera di abitare un mondo virtuale. Ma non manca di criticare chi li fa vivere nel regno del superfluo e di bacchettare quanti cercano di convincerli dell’ormai avvenuta estinzione dei valori.

E ancora. Il progresso ha portato a scoperte sconvolgenti come quelle di carattere tecnologico. L’uso che se ne fa però, o meglio l’abuso, ci ha resi psicologicamente deboli se è vero, com’è vero, che lo smartphone, tanto per proseguire con gli esempi, è diventato una sorta di estensione del nostro braccio. Così, dice Brignano, dipendiamo dai selfie postati sui social network, dai like di Facebook, dai followers di Twitter. E anche i rapporti interpersonali, alla fin fine, sono filtrati da questa pazzia collettiva. L’uomo dovrebbe lasciare da parte il proprio egocentrismo per capire di essere solo un puntino, e forse anche molto meno, nell’universo. E il comico, sempre divertendo, lo dimostra con un escamotage: se si cercasse di ripercorrere la storia del pianeta spalmandola in un anno solare e datando l’origine del mondo al 1° gennaio, ci renderemmo conto che la comparsa dell’uomo arriverebbe solo il 31 dicembre, pochi secondi prima dello scoccare della mezzanotte. Dunque, "appena in tempo per il trenino del veglione di Capodanno".

Ad ogni modo, per quanto la tentazione sia sempre molto forte, Brignano ha mantenuto la promessa: ha bandito dallo spettacolo il tema della politica perché ha detto di non voler di rovinare la serata a nessuno; non ha parlato di "economia" perché, per dirla con le sue parole, "si sa che l’economia è bella quando dura poco"; ha evitato di mettere l’accento sul problema della "sanità" perché se ne dovrebbe parlare male, e ciò vorrebbe dire "sparare sulla Croce Rossa". Così ha cambiato tema, ha ripercorso la storia dell’uomo, con la sua paradossale involuzione, e lo ha fatto balzando da un argomento all’altro, denunciando una sorta di correità collettiva e proponendo angolazioni in continua oscillazione tra il serio e il faceto.

Insomma, dalla scimmia della preistoria all’uomo moderno depilato e super-tatuato, è tutta una provocazione per Enrico Brignano che, dopo "Rugantino", torna al Sistina con uno spettacolo dalla lunga tenuta. In questa occasione, nonostante le simpatiche e condivisibili sferzate, ha fatto della tecnologia un proprio alleato avvalendosi del supporto di Marco Pupin. Inoltre, a sostenere l’attore nella lunga passeggiata, compiuta quasi interamente da solo, ci sono gli intermezzi del corpo di ballo acrobatico, impegnato in movimenti di parkour studiati dal coreografo Manolo Casalino.

 

Teatro Sistina - via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domeniche e 26/4 ore 17
Costo biglietti martedì, mercoledì e giovedì: poltronissima € 57,50, poltrona € 51.75, prima galleria € 46, seconda galleria 40,25, terza galleria € 28,75
Costo biglietti, venerdì, sabato e domenica: poltronissima € 63,25, poltrona € 57.50, prima galleria € 51,75 seconda galleria 46,00, terza galleria € 34,50

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Federica Fresa e Laura Fattore, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.ilsistina.it - www.facebook.com/teatrosistinaroma - www.twitter.com/teatrosistina

Commenti   

 
#1 Ottima sintesiGuest 2015-02-02 13:15
bell'articolo. rende bene e invoglia a vederlo!
alessandro
 
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