Everything fits in the room - Biennale Teatro 2018 (Venezia)

Scritto da  Lunedì, 13 Agosto 2018 

La danzatrice e performer Simone Augtherlony, che vive tra Zurigo e Berlino, presenta per la prima volta in Italia il suo “Everything fits in the room” (2017), ideato con la collega Jen Rosenblit, a sua volta divisa tra Berlino e New York. In una performance che ha luogo in un Teatro alle Tese privato degli spalti, tutto avviene al di qua e al di là di un muro bianco di mattoni: gesti quotidiani solitamente compiuti tra le mura domestiche prendono vita invece al ritmo di musica elettronica in quello che potrebbe essere un locale notturno berlinese.



EVERYTHING FITS IN THE ROOM
idea e performance Simone Aughterlony, Jen Rosenblit
composizione e soundbody Miguel Gutierrez, Colin Self
interprete ospite Philipp Gehmacher
installazione luci Florian Bach
music kitchen sculpture Nik Emch
consulenza drammaturgica Jorge León, Joshua Lubin-Levy, Anna Mülter, Saša Bozic
direttore tecnico di tournée Marie Prédour
assistente di produzione Dagmar Bock
direttore di produzione Sina Kießling
amministrazione Karin Erdmann
diffusione Alexandra Wellensiek
prima ricerca sonora Tami T
si ringraziano Rosie Management, Uferstudios Berlin, Sandrine Ligabue (vicedirettore, Dipartimento culturale del Consolato Generale della Svizzera a New York), Ruth Childs, Zuzanna Ratajczyk
commissione e coproduzione HAU Hebbel am Ufer
produzione Simone Aughterlony, Verein für allgemeines Wohl
coproduzione Gessnerallee Zürich, Arsenic - Lausanne
con il sostegno di City of Zurich, Canton of Zurich Fachstelle Kultur e Swiss Arts Council Pro Helvetia, ImpulsTanz Wien, Ernst Göhner Stiftung, Fête de la Danse - Geneva, Tanzhaus Zurich, George e Jenny Bloch Foundation
realizzato nell'ambito di Utopian Realities, coproduzione di HAU Hebbel am Ufer e Haus der Kulturen der Welt, parte del progetto 100 Years of Now, a cura di HAU Hebbel am Ufer
finanziato da Federal Government Commissioner for Culture and the Media

 

Nelle parole della Aughterlony, questo spettacolo rappresenta il frutto di una ricerca iniziata quattro anni fa e fatta di contaminazioni che “risuonano e svaniscono all’interno e all’esterno dell’opera.

In uno spazio surreale, compaiono porte e finestre che non lasciano intravedere nulla, una cucina-isola galleggiante distribuisce suoni da ascoltare, dolci da mangiare, spezie da annusare. Protagonista è però la materialità dei corpi, spesso nudi più per disagio e privazione che per intima condivisione.

Catene e tessuti in pelle denotano uno spettacolo a tratti fetish. Tentazione, lussuria e gola accompagnano l’inquietudine di cinque personaggi che si dimenano nello spazio, facendosi largo tra gli spettatori, la parete e i vari oggetti che fanno parte del loro habitat: secchi, rami di abete, ossa.

Il ritmo in sottofondo mantiene vigili gli astanti di fronte (ma anche dietro e di lato) a movimenti spesso incomprensibili. La stessa incomprensibilità delle azioni dei performer riesce a trasmettere però quell’inquietudine, quella decomposizione del sé e quell’autodistruzione che la Aughterlony definisce “l’atto polemico che ne sta alla base: la paura che ogni cosa non stia proprio bene al suo posto, nel percorso che abbiamo immaginato”.

 

Tese dei Soppalchi - Sestiere Castello, Campiello Tana 2169/F, 30122 Venezia
Per informazioni e prenotazioni: telefono 041 5218711; e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: 24/07/2018 ore 21.30
Biglietti: intero 26.50€, ridotto (over 65, under 26, studenti e altri requisiti) 21.50€
Durata spettacolo: 75 minuti

Articolo di: Silvio Cristiano
Grazie a: Ufficio stampa Elsa Dubois
Sul web: www.labiennale.org/it/teatro/2018

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