Esse - Santo subito - Werner Schwab – Carrozzerie N.o.t. (Roma)

Scritto da  Martedì, 12 Aprile 2016 

Dopo il successo ottenuto con lo spettacolo "Fäk Fek Fik - Le tre giovani - Werner Schwab", il collettivo SCH procede con il progetto di riscrittura per la scena contemporanea dei tre Drammi Fecali di Werner Schwab, drammaturgo austriaco morto negli anni Novanta. Diretto da Dante Antonelli, "Esse - Santo subito - Werner Schwab" costituisce il secondo spettacolo della trilogia, ed è andato in scena alle Carrozzerie N.o.t. dal 7 al 9 aprile.

 

L’Associazione Malatesta
con il patrocinio del Forum Austriaco di Cultura Roma
e con il sostegno di Carrozzerie N.o.t. presenta il debutto di
ESSE - SANTO SUBITO - WERNER SCHWAB
regia Dante Antonelli
con Gabriele Falsetta
drammaturgia collettiva a cura di Dante Antonelli
aiuto regia Domenico Ingenito
assistente regia Domenico Casamassima
ambiente scenico Francesco Tasselli
ambiente sonoro Samovar
opere in videoproiezione Giovanna Cammisa
costumi Claudia Palomba
coordinamento Annamaria Pompili
ufficio stampa Marta Scandorza
foto Ugo Salerno
progetto grafico Serena Schinaia

 

Riscrittura radicale dell'opera "Sterminio" di Werner Schwab, "Esse - Santo subito - Werner Schwab" è a tutti gli effetti un ultimatum: potere o morte. Una sfida che l'artista lancia a se stesso, a ogni altro artista esistente, a ogni altro essere umano. Perché se il potere detiene una raffinata grazia artistica, al contrario l'arte non è un potere forte.

La scena nuda accoglie un ragazzo senza maglietta, che sembra uscito da un video di PoP_X. È un artista, unico attore dell'intera performance, che scandaglia la propria solitudine di provincia. Una solitudine fatta di tic nervosi, finestre chiuse, oscenità familiari, provincia piccolo borghese. Il protagonista di Sterminio, Herrmann, è un dichiarato alter ego dell'autore, morto suicida a trentacinque anni per un'overdose di alcol il primo gennaio del 1994. Nel lavoro del collettivo SCH personaggio e autore coincidono nell'unica figura dell'uomo-attore, che sembra rivolgersi direttamente all'individuo seduto in platea, o forse a se stesso.

L'attore è Herrmann, e Herrmann è un pittore che dipinge ogni giorno lo stesso quadro, nero. Montagne nere, mare nero, orizzonte nero. Come nere sono le figure sociali che di tanto in tanto prendono forma sul palco-tela. Herrmann è un pittore che grida contro il mondo, che sbatte la testa contro la finestra per ottenere un briciolo di riconoscimento. È un emarginato, inerme, schizofrenico, bugiardo patologico, che disperatamente e invano tenta di affermare un'identità sbilenca e provvisoria. Ma l'attore è anche Werner Schwab, autore controverso e incompreso - accusato di nazismo dai suoi connazionali, quando era uno dei pochi a parlare di nazismo in anni in cui in Austria veniva considerato ancora un tabù inaffrontabile - che dedica l'opera a se stesso, al «macroscopico bugiardo», all'attore che non ha bisogno di un palco per mettersi in scena.

Come si legge nelle note di regia, Werner Schwab è per il collettivo SCH un modello, idolo e musa ispiratrice: «Santo subito è in qualche modo proprio lui, Werner Schwab: martire laico e “suicidato dalla società”, capace di affrontare il suo tempo con uno sguardo lucido che non consente oscurantismi, che chiede partecipazione mentre si isola sempre più perché incompreso, santo di una religione tutta teatrale che si contrappone a ogni forma di teologia».

Attraverso il linguaggio del corpo e dosando l'inflessione vocale, Gabriele Falsetta, unico attore in scena, delinea le nevrosi del martire con una creatività mostruosa e controllatissima, ipnotica e sfacciata. Parole e gesti si addensano nell'ambiente sonoro creato da Samovar. Sul fondale della scena, un telo di plastica diviene la tela del pittore, sulla quale Giovanna Cammisa-Herrmann versa e scompone colate di vernice nera. Nera come la morte per suicidio. Nera come l'arte in assenza di potere. Nera come le camerette in affitto in cui gli artisti di una generazione intera si rintanano, dove nessuno possa vedere né sentire lo stillicidio del disperare.

 

Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 7 al 9 aprile, ore 21
Biglietti: €10.00 + €3.00 (tessera associativa)

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Marta Scandorza, Ufficio Stampa Compagnia; Francesco Montagna e Maura Teofili, Carrozzerie n.o.t.
Sul web: www.carrozzerienot.com

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