EsotericArte - Teatro Vittoria (Roma)

Scritto da  Sabato, 09 Dicembre 2017 

Dal 27 al 29 novembre è andato in scena, al Teatro Vittoria di Testaccio, “EsotericArte”, uno spettacolo che racconta in maniera non convenzionale la storia dell’arte medievale, con Elio Crifò e la partecipazione del professor Vittorio Sgarbi. Nato da un’idea di Stefano Baldrini, scritto e diretto dallo stesso Crifò, il testo si avvale della supervisione della professoressa Annamaria D’Achille, docente di Storia dell’Arte Medievale presso La Sapienza di Roma.

 

ESOTERICARTE
I misteri dell’arte italiana medievale
Un viaggio fra esoterismo, simbologia e numerologia
scritto da Elio Crifò
in scena Elio Crifò
con la partecipazione straordinaria del Prof. Vittorio Sgarbi
produzione Associazione Culturale LA FENICE diretta da Stefano Baldrini

 

“Non pensare che questo universo sia stato realizzato per te”, diceva Platone. E sembra proprio che questo spettacolo voglia dimostrare quanto avesse ragione. “Ci siamo sconnessi dal senso della vita”, riflette Crifò. Forse perché abbiamo pensato troppo a lungo il contrario di quello che il saggio filosofo suggeriva.

Elio Crifò indaga nel passato per capire il presente e dedica la prima parte dello spettacolo ad illuminare i mille anni di un intervallo storico definito buio: il Medioevo. “Può definirsi buio un periodo così entusiasmante?”, ci domanda Crifò. “Buia è la nostra epoca che non costruisce più cattedrali!”, risponde. Dunque entriamo nel Medioevo, e inizia un viaggio emozionante (raramente banale) all’interno di un tempo lontano, raccontato attraverso due punti di vista diversi, entrambi di grande ispirazione. Quello più misterioso di Crifò e quello più razionale e artistico del Prof. Vittorio Sgarbi. Un percorso attraverso la bellezza, che ci invita a sognare, a valicare i confini di ciò che vediamo.

Dove finisce l’antichità e dove inizia il Medioevo? Probabilmente a Ravenna dove venne deposto, nel 476 d.c., l’ultimo imperatore romano, Romolo Augusto. Da qui inizia una ballata senza sosta che l’attore Crifò intona riguardo alle storie e alle vicende di alcuni Re, vicino a certi importanti mosaici, al duomo di Modena con i suoi Telamoni, al Sacro Graal, alla “musica della matematica”, alle visioni di Jung, all’Albero della Vita che rappresenta l’amore, la forza e la compassione. E altro.

Che belle erano le opere degli artisti che incoraggiavano ad usare le virtù? Quanto sapere c’è dentro le cattedrali che sono come “libri di pietra aperti a tutti”? Che senso ha creare un’opera d’Arte? Perché abbiamo edifici costruiti con il senso dell’otto? O palazzi con giochi geometrici, proporzioni auree, disposizioni astrali e cosmologiche?

Sembra davvero che ci sia sfuggito qualcosa. La scienza ha messo l’uomo al centro del mondo rimpiazzando la spiritualità con la fisica: tutto deve essere misurabile.

“Oggi bisogna essere rapidi, efficienti e funzionali”, ci ricorda Crifò. Sicché pare non esserci più il tempo per imboccare direzioni aperte a mete sconosciute, ma dove batte il sole. Cosa ci perdiamo così? Questo spettacolo dimostra che l’arte e i suoi simboli spiegano come interpretare il mondo meglio di qualunque algoritmo. Ma ogni secolo ha la sua di Arte e questa rappresentazione - a prescindere dalle ipotesi di depistaggi che menziona - parla di un’Arte, quella medievale, in modo diverso: visionario e divertente! Perché non è vero che la Cultura è noiosa. Magari potrebbe esserlo chi la racconta.

Quadrato sopra quadrato, rombi che rappresentano il concetto di creazione; numeri segreti e linguaggi ermetici solo all’apparenza. L’esoterismo esiste ovunque. Anche nell’opera di Dante, autore di un libro sacro che Crifò definisce qui “un amplesso letterario”. “Dante fu talmente scomodo che dava fastidio pure da morto”, commenta ancora l’attore. Crifò ci mostra un paese fatto di stelle e di enigmi capaci di incarnare gli astri della vita umana. Affronta argomenti scivolosi e senza fine tenuti spesso a bada da altri grazie ad una “obesa ignoranza” collettiva.

Mentre Sgarbi dirà esattamente l’opposto, perché “la storia non può essere esoterica”; spiega il Professore che racconterà come la libertà e la diversità delle regioni italiane crearono l’anima del Medioevo.

Attraverso la spiegazione di alcune delle opere più significative di quell’epoca Sgarbi ci illustra come il Medioevo fu, per numerosi artisti, l’occasione per rappresentare un Dio che non può essere raggiunto dalla ragione ma che può essere uomo e dunque reale. Così i numeri e i simboli diventano solo “punti di appoggio” per un’Arte che vuole uscire dal mistero per assumere la forma dell’uomo.

“Al contrario dell’esoterismo tutto ciò che è reale è razionale e si può spiegare”, spiega Sgarbi che ci apre finestre di meraviglia, guidandoci per mano verso la comprensione profonda di certi quadri, mosaici e luoghi di culto pregni di storia. La Cattedrale di Cefalù con il suo Cristo Pantocratore o la chiesa di Santa Caterina a Galatina dove sembrano essersi dati appuntamento tutti i pittori del Trecento. Di certe opere poi, esplora con passione la parte più umana che sembra acquisire forza proprio in quegli anni.

Il filone della realtà si apre per mano di un pittore anonimo che lascia dipinta una candela, portatrice di luce reale in un spazio buio, “antefatto dello spirito caravaggesco”, prosegue Sgarbi nella sua lezione-spettacolo. Indaga le opere di Giotto paragonandole a “racconti cinematografici”. “La grandezza di Giotto è rappresentare la verità interiore, la forza dei sentimenti”, riflette di fronte al capolavoro ‘Incontro di Gioacchino e Anna alla Porta Aurea’.

Insomma, un bagno di Cultura e approfondimenti artistici davvero interessanti. Proposte come queste a Teatro sono stimolanti e rappresentano un nutrimento al quale non dovremmo mai rinunciare.

 

Teatro Vittoria - Piazza Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5740170 - 06/5740598, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì (ore 16-19), dal martedì al sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)
Orario spettacoli: dal 27 al 29 novembre ore 21
Biglietti: intero platea 31€, intero galleria 25€ (compresi 3€ di prevendita); ridotti in convenzione: platea 24€ e galleria 21€ (compresi i 3€ di prevendita); per ogni recita, 25 biglietti a 18€ per studenti

Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Alice Fadda, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatrovittoria.it

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