Esilio - Nido dell’Aquila, Todi Festival XXXI edizione (Todi)

Scritto da  Venerdì, 01 Settembre 2017 

E’ un gioiellino l’ “Esilio” (scritto e diretto da Mariano Dammacco e da lui interpretato accanto alla bravissima Serena Balivo) scelto per inaugurare la rassegna OFF alla 31° edizione del Todi Festival. Nel suggestivo Nido dell’Aquila, ecco un riuscito esempio di piccolo teatro: racconto surreale di ironia e verità, in cui l’alienazione odierna vive attraverso spunti creativi e atmosfere poetiche.

 

ESILIO
con Serena Balivo, Mariano Dammacco
luci Marco Oliani
regia e drammaturgia Mariano Dammacco
proposto da Alessandro Toppi
una produzione Piccola Compagnia Dammacco con il sostegno di Campsirago Residenza
con la collaborazione di L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino e di Associazione CREA Teatro Temple, Associazione L’Attoscuro

 

Questa è la storia di come una questione sconsolatamente attuale e drammatica possa diventare, se riletta con un tocco di ironia e creatività, un delizioso momento di teatro. Prendi un uomo qualunque - potresti essere tu, potrei essere io, o chiunque di noi. E’ appena stato licenziato sentendosi dire le solite frasi “apprezziamo le tue capacità… una risorsa importante… periodo di crisi… costi da tagliare… ti si aprirà un portone…”. Nei giorni-settimane-anni successivi lo aspettano incredulità, spossatezza, delusione, ansia, rabbia, abbattimento, disperazione. Perché cos’è oggi un uomo senza un lavoro? Con esso perde il ruolo sociale, il prestigio, il suo valore agli occhi della collettività. Vive una crisi d’identità, smarrisce le relazioni, l’autostima ne esce sconfitta. Diventa (o così si sente) un povero reietto della società. E’ una situazione angosciosa e attuale, destabilizzante e comune. Eppure, la Piccola Compagnia Dammacco ha saputo trovare la chiave per raccontare questa disagiata condizione dell’anima nel modo più lieve e per tradurne in scena con delicatezza tutte le possibile sfumature emotive. In “Esilio” c’è poesia. E ironia.

Il protagonista è un ometto timido, ingenuo, buffo. E’ infagottato in abiti più grandi di lui, ha baffetti sottili, un unico sopracciglio nero, una vocina bizzarra, movenze spigolose, un’andatura scoordinata. Sembra uno Charlot contemporaneo, disorientato e surreale, che a tratti ricorda l’imitazione che di D’Alema faceva Sabina Guzzanti e a tratti evoca una fantozziana memoria. Gioca tra ingenuità e sottigliezza e tocca il cuore. E se alle prime battute la sua forma caricaturale sembra fin troppo forzata, basta poco per apprezzarne invece la goffa comicità e non percepire più alcun risvolto macchiettistico. Intelligente costruzione di un personaggio surreale per poter trattare anche temi pesanti e angosce contemporanee. Ad interpretarlo è una donna, la bravissima Serena Balivo (finalista Premio Ubu 2016), ottima nell’espressività e mimica facciale, nei movimenti da marionetta, nel farsesco falsetto della voce. Fa da controcanto Mariano Dammacco, anche autore e regista dello spettacolo, che interpreta l’anima smarrita (e parla al femminile con voce calma e profonda). Dando voce da fuori campo ai pensieri e alle emozioni del protagonista o entrando in scena per brevi momenti nella sua lunga tunica nera e luccicante, ci confida di sentirsi nuda, esposta, mentre un’anima non dovrebbe esserlo. Esiliata dal corpo, rinnegata dalla vita, anima persa che vuole tornare a casa. Il dentro e il fuori, Anima e Corpo che si muovono sul palcoscenico, si cercano invano.

Esilio” è così un monologo a due voci che combina il teatro di parola con la commedia dell’arte, il teatro di figura a personaggi kafkiani e a rimandi disneyani (non solo il protagonista che sembra uscito da un fumetto, ma anche la personificazione delle Emozioni che lo popolano che non può non far pensare ad Inside Out) sempre mantenendo un linguaggio semplice e accessibile a tutti.

Il protagonista vive a fasi alterne, ciclicamente, momenti di dolore e slanci di irrazionale ottimismo. La poetica dell’alienazione tocca il culmine nella fase di spossatezza e rassegnazione, quando l’unica soluzione per curare le ferite sembra essere l’isolarsi nel proprio guscio, il chiudersi in casa senza voglia e forza di fare nulla - aumentando in realtà così il livello di incubo. Ma ne segue poi, sempre, un istinto di sopravvivenza, una reazione. C’è in “Esilio”, in fondo, un inno alla forza di volontà. Il nostro protagonista prova a resistere, non vuole arrendersi, le tenta tutte: il pilates, il buddismo-bullismo, la filosofia, la fisica quantistica, il lasciarsi sfruttare dalle agenzie interinali, l’ipotesi di un complotto internazionale. Cerca un perché e arriva addirittura, per scoprire le motivazioni, ad istituire il proprio processo... Nessuno vi prenderà parte, né l’ex collega, né la fidanzata di tanti anni prima, né i genitori a cui, umiliato, sarà costretto a chiedere la paghetta. In reazione al dolore cerca ogni modo, ogni forma di rivalsa personale. Fino a perdere la testa.

Con toni surreali ma concreti, “Esilio” ha i propri punti di forza in una drammaturgia originale e nell’ottimo lavoro d’attore. Uno spettacolo semplice ed essenziale anche nei mezzi scenici utilizzati così come nelle musiche: un uomo alla deriva, su una zattera/pedana in mezzo ad un mare scuro evocato dallo sciabordio dell’acqua che, nel buio introduttivo prima dell’inizio dello spettacolo, culla il pubblico. Piccolo prezioso successo del teatro Off: lo spettacolo è stato scelto infatti per inaugurare la sezione OFF della 31° edizione del Todi Festival, una nuova rassegna di teatro contemporaneo orientata alla formazione di pubblico e artisti. Spettacolo vincitore al Festival Teatrale di Resistenza - Premio Cervi Teatro per la Memoria 2017 e finalista al Premio Rete Critica 2016 e al Premio Cassino OFF 2017, “Esilio” è il secondo capitolo della Trilogia della Fine del Mondo che, iniziata con “L’ultima notte di Antonio”, si concluderà nel 2018 con “La buona educazione”.

 

Teatro Nido dell'Aquila - via Paolo Rolli, 06059 Todi
Per informazioni e prenotazioni: telefono 327 6353257 (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30)
Orario spettacolo: domenica 27 agosto ore 19
Biglietti: ingresso gratuito

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa NCMedia
Sul web: www.todifestival.it

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