Erinni o del rimorso - Nido dell’Aquila, Todi Festival XXXI edizione (Todi)

Scritto da  Domenica, 03 Settembre 2017 

Le Erinni, figure mitologiche femminili inquietanti, tornano in questo spettacolo “Erinni o del rimorso” di ORTIKA - gruppo teatrale nomade, in chiave moderna con un’accezione psicanalitica e socialmente connotata sulle problematiche che riguardano il femminile e le donne in genere, offrendo anche una chiave contemporanea, come un esempio, di natura mediatico-televisiva e una sorta di teatro nel teatro. Apprezzabile la scenotecnica di Alice Colla dove l’elemento simbolico dell’acqua è centrale. La realizzazione è però un po’ confusa, forse ambiziosa, mettendo insieme tanti generi e stili, con salti di linguaggio.

 

ERINNI O DEL RIMORSO
ideazione e regia Alice Conti
con Alice Conti e Veronica Lucchesi
testo Chiara Zingariello
drammaturgia Alice Conti e Chiara Zingariello
scenotecnica Alice Colla
maschere Greta Canalis
uno spettacolo di ORTIKA - gruppo teatrale nomade
produzione Teatro della Caduta, Torino


Le Erinni, figure mitologiche della vendetta, perseguitano chi si macchia di un delitto contro il proprio sangue fino a farlo impazzire e la follia sembra l’elemento dominante in questo spettacolo in un gioco al massacro tra vittima e carnefice anche se si perde un po’ di vista la distinzione e il gioco o intreccio di ruoli e il filo della storia, forse in parte volutamente (?). Lo spunto che emerge è che le Erinni, come dice uno dei due personaggi in scena, sono coloro che ti rapiscono quando perdi il talento, la virtù e la saggezza. In fondo in tal senso le Erinni sono dentro di noi, che ci autocondanniamo e possiamo anche ritrovarci e salvarci perché, come si dice in un passaggio, non sono che il rovescio della medaglia: una delle due donne che sembra aver dominato l’altra l’abbraccia dicendole che in fondo è come lei.

Il testo immagina la trascrizione delle Erinni oggi come rimorso, termine che letteralmente indica qualcosa che “ci mangia dentro”, una sorta di autoerosione. E’ il mostro che divora e inghiotte e questo avviene appunto quando si smette di alimentare un talento, che si è desiderato e per cui si è lottato. Il peccato non è solo una violenza nell’ambito familiare e in senso fisico ma è anche quello verso noi stessi, ovvero verso la vita alla quale dobbiamo dare il massimo.

In scena una ragazza che rinuncia per paura della sconfitta, in parte comprensibilmente, vista l’aggressività di un mondo che premia solo il successo e che obbliga alla scelta tra successo e sconfitta. La protagonista vuole farla finita, essere morta in vita, cominciando un lungo sprofondamento in se stessa, probabilmente simboleggiato dalla vasca, una sorta di anamnesi-dell’utero materno. Vi incontrerà la sua ombra alla ricerca di una possibile integrazione o rivoluzione. Questa è la scelta reale e ognuno ha il diritto di avere un’opzione possibile individuale, quella che gli corrisponde di più. In tal senso il mondo della televisione, dello spettacolo, anche metaforicamente, impone a tutti lo stesso stile e per questo è facile che le persone si smarriscano.

Forse da asciugare in alcune parti che risultano un po’ ripetitive e da segmentare con momenti ben scanditi, resta interessante la metafora portata in scena. Sicuramente da menzionare la parte scenografica che crea suggestione e colora di un elemento noir fin dall’inizio lo svolgimento conferendo inquietudine ed emozionalità con una soluzione interessante nel disegno luci e nella composizione del suono.

 

Teatro Nido dell'Aquila - via Paolo Rolli, 06059 Todi
Per informazioni e prenotazioni: telefono 327 6353257 (dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30)
Orario spettacolo: giovedì 1 settembre ore 19
Biglietti: ingresso gratuito

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa NCMedia
Sul web: www.todifestival.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP