Erectus - TeatroLaCucina, Olinda (Milano)

Scritto da  Domenica, 01 Settembre 2019 

È una danza vivace che infonde freschezza e che sembra nutrirsi di una calviniana leggerezza quella di “Erectus” di Abbondanza/Bertoni, seconda parte del progetto “Poiesis”, dopo “La morte e la fanciulla”.

 

ERECTUS
Pithecanthropus
progetto, regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
coreografie in collaborazione con i danzatori Marco Bissoli, Fabio Caputo, Cristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello
musiche Charles Mingus: “Pithecanthropus Erectus”
luci Andrea Gentili
regia video Sebastiano Luca Insinga
realizzazione video Jump Cut
organizzazione Dalia Macii
amministrazione e ufficio stampa Francesca Leonelli con Federico Visintainer
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di Mibact Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Provincia Autonoma di Trento - Servizio Attività Culturali, Comune di Rovereto - Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Trentino Alto Adige / Suedtirol

 

“Erectus” è uno spettacolo elegante, raffinato, curato nei minimi dettagli: sulle note dell’album storico di Charles Mingus, “Pithecanthropus erectus” (1965), quattro danzatori bianchi si muovono su una scena spoglia, dietro di loro uno sfondo nero sul quale vengono proiettate suggestive immagini in bianco e nero del mondo animale.

Mentre il suono del sax pervade la sala, il primo danzatore fa il proprio ingresso in scena, avvolto su se stesso, come una creatura che pian piano si srotola e prende forma; man mano entrano gli altri danzatori (Marco Bissoli, Fabio Caputo, Cristian Cucco, Nicolas Grimaldi Capitello), diversi per formazione e stile. I loro corpi sono scolpiti, statuari, rivestiti di una nudità carica di significato che ne esalta la fierezza e sottolinea il legame di somiglianza tra l’uomo e l’animale, di cui scorrono le immagini sullo sfondo.

La loro danza è ironica e a tratti irridente, sotto le note del free jazz, musica nera per eccellenza, i codici della danza bianca vengono reinterpretati in modo selvatico, libero, imprevedibile. Quattro i brani su cui si svolge la danza: “Pithecanthropus erectus”, che dà il titolo allo spettacolo, narra in musica la storia dell'evoluzione umana in una suite di dieci minuti, un tema attenuato che a tratti si scuote con l'irrompere in scena dello stridente suono di un sassofono impazzito, fino ad esplodere nell'improvvisazione collettiva; “A Foggy Day”, l’unico brano non composto da Mingus ma da George Gershwin e Ira Gershwin; Profile of Jackie; fino al brano di congedo, “Love chant”, in cui i quattro danzatori si esibiscono insieme fino alla chiusura affidata ad uno dei componenti che si muove come se fosse uno strumento di percussione.

L’eleganza di “Erectus” si nutre di essenzialità: la scenografia è inesistente, il palco è spoglio e libero per permettere alla danza di dispiegarsi in libertà senza orpelli né artifici, lo sfondo è un suggestivo contrappunto fatto di immagini del mondo animale, i costumi non esistono, la nudità rivela l’uomo nella sua componente corporea.

La musica riveste un’importanza fondamentale nello spettacolo: il free jazz di Charles Mingus, la sua sperimentazione e polistrumentismo conducono verso il trionfo della componente dionisiaca, di cui presagi sono le immagini degli animali che si affaticano e sudano proprio come gli interpreti.
Non una danza narrativa, ma astratta, performativa, volta, attraverso la coreografia, a condividere gioco e libertà fisica.


TeatroLaCucina (Olinda) - Via Ippocrate 45, Milano (M3 fermata Affori FN uscita via Ciccotti)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/66200646 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (prenotazione necessaria)

Articolo di: Laura Timpanaro
Sul web: www.olinda.org

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