Erano tutti miei figli - Teatro Palladium (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 18 Febbraio 2015 

Un intenso Mariano Rigillo, una struggente Anna Teresa Rossini, guidati dall’incisiva regia di Giuseppe Dipasquale. Sulla scia del vivo successo riscosso in tournée nazionale, dal 10 al 21 febbraio approda al Palladium di Roma “Erano tutti miei figli”, nuovo allestimento del capolavoro di Arthur Miller.

 

ERANO TUTTI MIEI FIGLI
di Arthur Miller
traduzione Masolino D'Amico
regia Giuseppe Dipasquale
scene Antonio Fiorentino
costumi Silvia Polidori
luci Franco Buzzanca
con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Filippo Brazzaventre, Barbara Gallo, Enzo Gambino, Annalisa Canfora, Giorgio Musumeci
produzione Teatro Stabile di Catania

 

Le braci della borghese ipocrisia covano la verità. Elemento fastidioso, invadente, opprime i cuori e annebbia le menti. Meglio consumarsi di nascosto. Joe Keller ha una fabbrichetta di componenti d’acciaio, produce pezzi per l’esercito americano, produce…produce… non può sbagliare, non può esitare, ma l’efficienza si paga… la pagano il collega in prigione, il figlio e la madre, scomparsi in modo diverso ma ugualmente senza ritorno, provano a sfuggirla il figlio minore e la fidanzata del fratello assente, nascondendosi l’uno nelle braccia dell’altra.

I vicini sanno… li osservano, come un entomologo, affascinati dal tiepido orrore accanto a loro. Il figlio del collega spezza la lenta, ovattata agonia, rovesciando il vaso di Pandora, colpisce con durezza e indietreggia incredulo, sì…di certo si sbaglia. Invece Joe non è mai stato male, quindi il padre è innocente, non ha ucciso lui i 21 piloti inviando pezzi danneggiati, non ha spinto lui al suicidio il figlio per la vergogna ed il dolore, è stato Joe. Ma faceva comodo a tutti ostinarsi a negarlo. Noi ricchi siamo così bravi e belli, come potremmo mai avere l’anima nera?

Giuseppe Dipasquale restituisce un affresco grottesco, reso brillante da un impianto recitativo efficace e progressivamente incalzante. Bravissimi Mariano Rigillo ed Anna Teresa Rossini, nel ruolo di Joe e consorte, degna di nota l’entrata in scena di Ruben Rigillo che ha conferito il giusto ritmo e la richiesta tensione.

Il testo di Arthur Miller, rappresentato con trasporto ed efficiacia, è destinato a rimanere contemporaneo per sempre in quanto rappresenta la natura umana, malmostosa quando si confronta con l’affannosa avidità, il prestigio ad ogni costo, il vigliacco, proprio, prezioso orticello.

Quanto valore diamo ad una vita umana? Dipende da dove proviene quella vita, da quanto può permettersi di stringere fra i denti la propria anima. Carnefici asettici voltan le spalle alle deflagrazioni, fino al giorno in cui il proprio sguardo diverrà loro insostenibile. Nel frattempo, la miccia del mondo continua ad accorciarsi.

 

Teatro Palladium - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4746390 - 06/4814162 - 393/9753042 - 339/5932844, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 10 febbraio ore 21, 11 febbraio ore 18.30, 12 febbraio ore 21, 13 febbraio ore 18.30, 14 febbraio ore 21, 15 febbraio ore 17, 16 febbraio riposo, 17 febbraio ore 18.30, 18 febbraio ore 21, 19 febbraio ore 17, 20 febbraio ore 21, 21 febbraio ore 21
Biglietti: platea 15€ intero, 10€ ridotto - galleria 10€ intero, 8€ ridotto

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Ufficio stampa Nicola Conticello
Sul web: http://itacaitaca.it

TOP