Era meglio se facevo l’attore - Teatro Studio Uno (Roma)

Scritto da  Sabato, 27 Gennaio 2018 

Andrea Onori, brillante attore e regista, emergente con la sua intelligente ironia e creatività nel panorama teatrale romano, porta in scena il suo ultimo spettacolo “Era meglio se facevo l’attore”, nella sala Specchi del Teatro Studio Uno di Roma, da sempre attento a valorizzare nuovi linguaggi ed artisti. Sostenuto dalla consulenza artistica di Mariagrazia Torbidoni, ci restituisce un monologo polifonico, un cilindro meta-teatrale, che come il gonnellino di Eta Beta non finisce di stupire, divertire e far riflettere.

 

Produzione Virgolatreperiodico presenta
ERA MEGLIO SE FACEVO L’ATTORE
di e con Andrea Onori
consulenza artistica Mariagrazia Torbidoni

 

Un gioioso clochard si aggira per il foyer, si fa seguire in sala… in uno zaino racchiude tutta la vita di scena. Essere un attore o non essere un attore… l’unico mestiere che (per lungo tempo o per sempre) va mantenuto con un altro mestiere! Amleto sembra non essere più gioioso come un tempo, dev’esserci qualcosa che lo turba… ovvio! Ogni replica la stessa storia! Prima di tutto, vorrebbe farsi una famiglia con Ofelia ma come fa se lei muore ogni quarto atto? E il fantasma del padre? Ingestibile e frustrante come qualsiasi rapporto familiare che (non) si rispetti. Comunque in Danimarca è sempre umido e, sempre, alla fine, lui stesso muore. E’ vita questa? A proposito di vita, non vi chiedete mai come vive Amleto fra l’ultima replica in un teatro e la prima in quello seguente, vero? Come tutti i personaggi o aspiranti tali, ovvero fra casting, provini, stage, sale prove, animatori, camerieri, deliveristi e pasti creativi.

Andrea Onori ha la sensibilità istrionica per farci vivere e riconoscere in tutto questo. Un canto notturno di un attore errante che si trova a barcamenarsi ed a cavarsela in ogni frangente, lo testimonia la regia a vista, la scenografia istantanea, i molteplici personaggi, tutti ben caratterizzati e divertenti, al limite del bipolarismo. Lo spagnolo traghettatore, con origini venete; l”equilibrista” romano, omaggio al Sordi “americano”; il coraggioso, umile ma tenace immigrato; il pedante Orazio. L’utilizzo del microfono sottolinea, con stentorea delicatezza, i momenti più lirici.

Il pubblico viene accolto, lasciato immergere nella scena, così interagisce, sviluppa empatia e sostiene le inevitabili, volute “difficoltà” di compromettere, in uno, tutti i ruoli che contribuiscono a mettere in scena uno spettacolo a teatro. Uno spettacolo attraverso la quarta (parete), davanti le quinte, spassoso, generoso, coinvolgente, una significativa prova d’attore, una testimonianza, un’affermazione, una presa di posizione. Oltre a tributargli il meritato applauso lo si vorrebbe abbracciare, per dirsi reciprocamente, implicitamente che, comunque, andrà tutto bene.

 

Teatro Studio Uno - Via Carlo Della Rocca 6, Roma (Torpignattara)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 349/4356219, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: posto unico 12€
Durata spettacolo: 50 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Eleonora Turco, Ufficio stampa Teatro Studio Uno
Sul web: www.teatrostudiouno.com

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