Er naso de Gogolle - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Sabato, 12 Gennaio 2019 

Dall’8 al 20 gennaio. Un altro piccolo gioiello è scaturito dal lavoro di ricerca percorso da Pierpaolo Palladino nei meandri della drammaturgia dialettale contemporanea. In scena in questi giorni al Teatro della Cometa, «Er naso de Gogolle» prende spunto dal racconto di Nicolaj Gogol ed è interpretato dal bravissimo Francesco Acquaroli.

 

ER NASO DE GOGOLLE
di Pierpaolo Palladino
da Nicolaj Gogol
con Francesco Acquaroli
musiche originali Pino Cangialosi
suonate dal vivo da Flavio Cangialosi (tastiere, chitarra e percussioni) e Livia Cangialosi (voce e fiati)
disegno luci Alessia Sambrini
regia Pierpaolo Palladino


Ambientato nella Roma del Papa Re di inizio Ottocento, di cui l’autore è cultore e fine conoscitore, «Er naso de Gogolle» ripropone in una chiave del tutto originale per stile e lessico il farsesco e surreale testo di Nicolaj Gogol, «Il naso» per l’appunto, inizialmente pubblicato nella rivista Sovremmenik dopo essere stato già respinto per eccessiva volgarità da un'altra pubblicazione e successivamente inserito nella raccolta dei “Racconti di Pietroburgo”. Attualmente in scena al Teatro della Cometa dove ha debuttato l’8 gennaio, il lavoro conosce nuova vita grazie alla penna arguta di Pierpaolo Palladino che ne rivisita la trama restituendo alla platea una versione romanesca nel linguaggio, nelle ambientazioni e nell’identificazione dei personaggi. In questa trasposizione, l’assessore di collegio Kovalev diventa l’abate Cesare Casimiro Corvallone, cinico e arrivista quanto basta; la Curia Vaticana prende il posto delle istituzioni zariste; San Pietroburgo scompare per lasciare spazio a squarci della città eterna.

È il 29 marzo del 1836 quando il “prelato” laico Corvallone è protagonista “di un fatto curioso assai”: si sveglia privo di naso, al posto del quale emerge solo una brutta linea nera. Lo sconcerto è totale, il panico ha il sopravvento. Perché in una società in cui la forma è più importante della sostanza, la reputazione di un uomo dipende molto da come si presenta. E poi si sa “a un omo timorato nun je capitano ‘ste cose”, ed è noto che non si può esulare dalla domanda “un uomo senza naso che uomo è?”. Svegliarsi in questo stato è un tutt’uno con il timore di procedere a gambe levate verso la perdita di rispettabilità in un contesto relazionale fatto di regole strutturate e di comportamenti di convenienza. Tanto più che la suddetta appendice, con tanto di brufolo in punta, ha l’ardire di girare impunemente per i quartieri travestita da Cardinale. Estremamente importante è l’impegno a ritrovare la narice perduta e, una volta avvenuto il rinvenimento grazie all’intervento del preoccupatissimo Oreste il Barbiere, prioritaria è l’individuazione della modalità che permetterà alla protuberanza di essere riattaccata al viso.

A dare voce all’ironico ed originale monologo è il bravissimo Francesco Acquaroli, artista dal corposo curriculum teatrale oggi noto al grande pubblico per aver rivestito il ruolo del boss in “Suburra” e quello del “duro” malavitoso Samuele in “Rocco Schiavone”. Attore di lungo corso qual è, Acquaroli non ha difficoltà a prestare il volto ai diversi personaggi che si alternano in scena, conferendo a ciascuno di loro una nota caratteristica capace di renderlo immediatamente riconoscibile allo spettatore e regalando un tocco personale a questa forma di drammaturgia dialettale contemporanea di cui Palladino è prezioso e valido esponente. Lo stesso allestimento scenografico, scarno ed essenziale, contribuisce ad esaltare la versatilità dell’interprete.

Alle prese con sonorità pop-rock (synth, chitarra elettrica, percussioni) Livia e Flavio Cangialosi eseguono la partitura musicale ideata dal Maestro Pino Cangialosi, già collaboratore di Palladino in precedenti allestimenti di livello, quali ad esempio «Il Pellegrino». Ciò che ne scaturisce è un insieme di musiche concepite in forma di melologo, genere in cui i passaggi salienti del racconto sono sottolineati dall’accompagnamento strumentale, unendosi col parlato a formare un corpo unico.

 

Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: dal martedì al sabato, ore 10-19 (lunedì riposo), domenica 14.30-17 - telefono 06/6784380
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea € 25, prima galleria € 20, seconda galleria € 18
Riduzioni per lettori di SaltinAria!

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro della Cometa
Sul web: www.teatrodellacometa.it

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