Epistola ai giovani attori - Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Roma)

Scritto da  Antonella Vercesi Domenica, 03 Maggio 2009 
epistola ai giovani attori

Dal 28 Aprile al 3 Maggio. Una supplica per l’insurrezione della parola, un’oratoria ribelle, un grido alle nuove generazioni che hanno abbandonato l’uso del linguaggio. Filippo Dini ,con la regia di Barberio Corsetti, vuole riflettere il dramma scritto che è l’essenza della crescita morale di un popolo.

 

Produzione Fattore K presenta

EPISTOLA AI GIOVANI ATTORI

Traduzione di Gioia Costa

Regia di Giorgio Barberio Corsetti

Con Filippo Dini e Mauro Pescio

Luci di Gianluca Cappelletti

Video di Angelo Longo

Costumi di Anna Coluccia e Annalisa Gallina

Assistente alla regia Fabio Cherstich

Oliver Py, l’autore di quest’opera, “Epistola ai giovani attori”, un vero e proprio atto d’amore nei confronti della parola, è anche il Direttore artistico dell’Odeon di Parigi; la rappresentazione rientra nel progetto “Face à Face, parole di Francia per scene d’Italia”. Filippo Dini, ci educa, come l’oratore della magna Grecia, vestito da attrice tragica,  vuole condurci nell’etimologia del segno scritto, la parabola dotata di significato, una traduzione del termine parola, dal francese, lontana dall’altra più bestiale – mot - il grugnito. Il maestro filosofo, dotato di una maschera ridicola, con un vestito altrettanto buffo, sembra prendersi sul serio, quando, nell’esplicitare i motivi barbari che hanno allontanato l’uomo dal significato della lingua, opta per una comunicazione antica, simile ad un mantra, musicale ed altisonante. Ma è anche diretto e viscerale. Si arrabbia terribilmente di fronte all’ignoranza contemporanea che premia i calciatori, esalta i responsabili della cultura, crede ai politici moderni o fomenta i poliziotti del desiderio, questi ruoli stereotipati, sono portati in scena in maniera precisa e credibile da Mauro Pescio. È il mediocre, il prodotto culturale del sistema odierno. Il compito del teatro è ridare alle nuove generazioni, inebetite di fronte al bisogno di immagini fasulle e impacchettate, la potenza della metafora.

Il regista, Barberio Corsetti, all’unisono con Oliver Py, grida la necessità di riappropriarsi della spaventosa perdita dell’idioma, non solo come entità aerea a se stante, ma soprattutto perché rappresenta lo specchio dei sentimenti che potrebbero finire nel dimenticatoio.

L’amore, la rabbia, il dolore, vogliono farsi forma al di fuori di noi, il ruolo dell’arte è ridare forza e verità all’incantevole potere del segno, lontano da un gesto che è  bisogno primario.

La parola è performativa, è una promessa di fedeltà e condivisione.

C’è chi ne fa un uso sporadico o chi logora la stessa a sproposito, esistono dei limiti, come delle sponde, che conducono all’infinito.

Noi siamo quello che diciamo, incarniamo o incantiamo la parola?

Filippo Dini commuove (muove insieme a lui), anche perché lega un’immagine di sé patetica ad uno stile di comunicazione aulico, preciso, formale. Ci avvicina a quelle parole difficili, che diventano popolari; come un clown, mette una maschera, per togliersene un'altra, ridicola, amabile, che striscia e si dispera in nome del suo credo artistico.

Grazie a lui abbiamo sofferto, amato e riso, perché tutto era detto nel rispetto della verità.

 

Teatro Piccolo Eliseo

Dal 28 Aprile al 3 Maggio

Via Nazionale, 183 Roma

tel. 06 4882114 - 06 48872222

Telefono 06 4882114 | 06 48872222

Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 20:45, mercoledì e domenica ore 17:00, sabato ore 16:30, lunedì riposo

Biglietti: poltronissima 22 euro, ridotto giovani (fino a 26 anni) 16 euro

poltrona 16 euro, ridotto giovani (fino a 26 anni) 13 euro

 

Articolo di: Antonella Vercesi

Grazie a: Benedetta Cappon, Ufficio Stampa Teatro Eliseo

Sul web: www.teatroeliseo.it

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