Enrico IV - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Scritto da  Domenica, 26 Ottobre 2014 

Uno degli attori più osannati del nostro teatro, Franco Branciaroli, da giovanissimo fu il preferito di Giovanni Testori, che scrisse per lui e recitò con lui dal vivo sulla scalinata est della Stazione Centrale di Milano una propria commedia assolutamente indimenticabile. Oggi Branciaroli, che in teatro è ormai un classico, sceglie di interpretare e dirigere per la prima volta una commedia di Luigi Pirandello, che il grande drammaturgo siciliano scrisse nel 1921 appositamente per un attore così grande e celebre che ancora oggi si parla di lui, Ruggero Ruggeri. L’opera, "Enrico IV", andò in scena a Milano nel 1922, mentre Ruggeri entrò a far parte della Compagnia d’Arte fondata due anni dopo proprio da Pirandello per poi diventare, molti anni dopo e assieme a Giorgio Strehler, il più celebre Arlecchino che da Milano girò il mondo intero. Ma tutto questo che c’entra? Nulla forse, salvo che il teatro è creato da gente che ama il teatro, sia che lo scriva, reciti o diriga e così tutto torna. Branciaroli è al Piccolo Teatro Strehler dal 21 ottobre al 2 novembre e offre una messa in scena straordinaria della lucida follia che Pirandello ha sempre cercato di descrivere in tutti i suoi grandi capolavori del malinteso e dell’ironia.

  

Produzione CTB Teatro Stabile di Brescia / Teatro de Gli Incamminati presenta
ENRICO IV
di Luigi Pirandello
regia Franco Branciaroli
scene e costumi Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
con Franco Branciaroli (Enrico IV), Melania Giglio (Matilde Spina), Giorgio Lanza (Tito Belcredi), Antonio Zanoletti (Dionisio Genoni), Tommaso Cardarelli (Carlo di Nolli), Valentina Violo (Frida), Daniele Griggio (Il cameriere Giovanni)
e con (in ordine alfabetico) Sebastiano Bottari (Landolfo/Lolo), Andrea Carabelli (Bertoldo/Fino), Pier Paolo D’Alessandro (Ordulfo/Momo), Mattia Sartoni (Arialdo/Franco)

 

Il sipario si apre su un palco decorato da grandi pannelli che mostrano cavalli bardati in stile medievale, ci sono piani diversi in scena su cui poggiano alcuni uomini in costume tipico dei cavalieri di un millennio fa circa. Indossano pure quelle armature morbide in maglia metallica, sulla testa e sul volto. Poi sembra di sentire uno squillo ed entra un altro condottiero un po’ panciuto che grida “Pronto, pronto?” e si ferma tra gli altri. Un giovane lo guarda inorridito e dice: “Una voce del Duemila?”. “No” grida un altro con tono bellicoso, “è un sortilegio e lui è un demonio!”. “Non fate i matti con me” ribatte il primo, “lui sta arrivando…”. Ecco come inizia questa divertente e complessa commedia che si trasforma in tragedia, anche se in verità è un gran dramma fin dall’inizio. Ma esiste un’ironia di fondo che francamente fa ridere sotto i baffi quasi tutto il pubblico per gran parte del tempo dei tre atti.

Eccellenti le interpretazioni di Giorgio Lanza nel ruolo di Tito Belcredi, di Melania Giglio in quello della marchesa Matilde Spina, di Antonio Zanoletti che interpreta uno psicoanalista tipico degli anni ’20 che crede di poter tutto fare e comprendere, di Tommaso Cardarelli nei panni di Carlo di Nolli, figlio della sorella del pazzo, e di Valentina Violo che è Frida, la figlia di Matilde che somiglia incredibilmente a come era la madre alla sua attuale età, ovvero quando era davvero amata dal malato di oggi. Si scoprirà che Tito, il suo rivale nella tenzone amorosa, ha provocato il fatale incidente che ha reso ‘pazzo’ l’uomo, caduto da cavallo quasi vent’anni prima battendo la testa, e che la sorella volle tenerlo protetto in casa per evitargli di confrontarsi col mondo esterno. L’incidente era avvenuto durante un Carnevale in cui per un mese intero diversi amici avevano scelto dei personaggi celebri, creandone i costumi, riproducendone gli atteggiamenti e studiandone a fondo la natura, e lui rappresentava proprio "Enrico IV", l’imperatore tedesco che a 26 anni attese di poter amare la donna dei suoi sogni. Al risveglio dalla caduta si era creduto davvero l’uomo del costume che indossava e così tutti, sorella e servitù, da allora si travestono ogni giorno per non provocare una nuova destabilizzante emozione. Del protagonista non viene mai pronunciato il vero nome.

Quando però la sorella sente di essere ormai prossima alla morte, chiede agli altri amici di un tempo di tornare per una sera tutti travestiti come quel giorno, nella speranza che il fratello, ormai invecchiato pure lui, possa rinsavire. Ecco perché si portano dietro un analista ma resteranno tutti sorpresi dalle parole dell’uomo e dai suoi comportamenti. Ne discuteranno a lungo, bisticciando, ma nessuno capirà prima del momento voluto dal dramma che da molti anni l’uomo si era ‘risvegliato’ naturalmente e aveva continuato a fingersi pazzo, non sapendo cosa fare ormai della sua vita, sfuggitagli in dodici anni durante i quali la sua mente era stata assente.

Gli eventi seguenti sono tipicamente pirandelliani ma ogni singolo interprete riesce a sorprendere il pubblico per bravura e intensissima capacità di mostrare qualcosa che sembrerebbe sfuggire senza un ascolto attento ma anche sempre piacevole. Branciaroli è meraviglioso, la sua voce domina e la compagnia che lo circonda è talmente naturale nella stranezza di tutto quanto accade da dar l’impressione che davvero possano avvenire cose simili, tutto sommato. Sarà il finale a sorpresa a ricatapultare il tutto nella tragedia, dimostrando che non si può mai prevedere cosa succederà finché non è ormai accaduto.

 

Piccolo Teatro Strehler - via Rivoli 6, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304 (max 1 scatto urbano da telefono fisso)
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 2 ore e 25 minuti, con intervallo

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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