Enigma - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Domenica, 09 Ottobre 2016 

Berlino, vent'anni dopo il 9 novembre 1989. In che modo le due Germanie hanno fatto i conti con l'abbattimento del muro che separava l'est dall'ovest? "Grande" e "piccola" Storia si intrecciano nello spettacolo di Stefano Massini prodotto da Arca Azzurra Teatro e Ottavia Piccolo, in scena al Teatro Studio dal 4 al 9 ottobre.

 

ENIGMA.
Niente significa mai una cosa sola
di Stefano Massini
scene Pierluigi Piantanida
luci Marco Messeri
musiche originali Mario Arcari
regia Silvano Piccardi
con Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi
produzione Arca Azzurra Teatro e Ottavia Piccolo
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Regione Toscana - Comune di San Casciano Val di Pesa

 

4 novembre 2009, 22:03.
Friedrichsstraβe n° 17, ex Berlino Est.
Jakob Hilder, insegnante di matematica sessantenne in pensione, accoglie in casa sua la coetanea Ingrid Winz, ex professoressa di storia, dopo averla accidentalmente investita con la sua auto. Mentre attendono che il fratello di lei passi a prenderla, i due, entrambi cittadini della DDR - Repubblica Democratica Tedesca - rivangano il loro passato e aprono il loro cuore, scoprendosi più simili di quanto avrebbero potuto immaginare.

Jakob e Ingrid sono due anime sdradicate, spaesate e incapaci di conformarsi alla società di una Germania unificata e soprattutto occidentalizzata. Entrambi, insomma, soffrono di Ostalgie, la nostalgia della vita condotta per gran parte della loro esistenza al di là del Berliner Mauer. Dalla parte orientale del Muro di Berlino tutto era ordinato, tutto era uguale e tutto seguiva un filo logico - e, se il filo non si trovava, si faceva il modo di costruirlo; c’era sempre qualcuno o qualcosa a cui dare la responsabilità per ciò che non funzionava.

Ora, che l’intero sistema in cui sono cresciuti è una barzelletta anche ai loro occhi, Ingrid e Jakob sono soli di fronte a ciò che per loro non funziona: la diversità che li circonda e l’opprimente peso del passato sulle loro spalle. Ma c’è anche dell’altro che li accomuna: un segreto nascosto in un affascinante gioco di scatole cinesi ideato dall’enigmista più insospettabile, il cui primo indizio ci viene fornito, a guisa di avvertimento, subito all’inizio dello spettacolo.

<< In ognuno di questi segmenti almeno uno dei due personaggi mentirà sapendo di mentire. >>

Su cosa potrebbero mentire Jakob e Ingrid, professori nella DDR?
Piccoli dettagli?
Grandi difetti?
Ogni cosa?

L’enigma di queste due anime per caso a confronto ha luogo su una scena semplice, quasi scarna, che riproduce l’arredamento - sui toni del grigio - di una vecchia casa antiquata, un po’ polverosa e piena di troppi ricordi, e si snoda lungo dieci segmenti, indizio dopo indizio in un crescendo d’intensità emotiva, fino al raggiungimento della soluzione finale del gioco.

A dare vita a Ingrid Winz e Jakob Hilder sono Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi, interpreti di una performance sorprendente e avvincente, capaci di passare con elegante scioltezza da momenti di profonda emotività a lampi di umorismo e lieve ironia. Questi due meravigliosi attori sembrano danzare sulle note di una musica che conoscono solo loro, finendo ciascuno la frase dell’altro, scambiandosi le battute, dettando il ritmo di questo gioco accattivante tra realtà e finzione su cui si regge l’intero testo di Stefano Massini, che non potrebbe aver avuto un titolo migliore.

In Enigma niente significa mai una cosa sola e niente è lineare. Non lo è il tempo della storia, che si avvolge e si srotola seguendo il filo dei pensieri dei due protagonisti, né la trama, che procede lungo una serie di affermazioni e smentite degne del migliore thriller psicologico. La verità s’incrocia con la finzione, come spesso accade nelle opere di Massini, ma c’è di più, anche i personaggi di Ingrid e Jakob si rivelano un groviglio di emozioni, sentimenti e personalità, o, parafrasando il testo, degli Ingrid e Jakob del “prima” e di quelli del “poi”.

Anche la Storia, infine, si rivela come un grande arazzo in cui più volte la macrostoria del regime sovietico, della DDR e dell’Antifaschistischer Schutzwall e la microstoria dei due personaggi s’intrecciano in una trama fitta e complicata. Allo spettatore sta il compito di rimettere assieme i pezzi nel giusto ordine e trovare la soluzione del rompicapo.

Note:
Berliner Mauer = Muro di Berlino
Antifaschistischer Schutzwall = il nome ufficiale del Muro di Berlino.


Piccolo Teatro Studio Melato - via Rivoli 6, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 70 minuti senza intervallo

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

Commenti   

 
#1 Enigma-Guest 2016-10-10 12:03
Articolo ben scritto. L'azione è descritta in modo coinvolgente, avvincente, non troppo stringato e non eccessivamente dettagliato per non togliere al lettore quel pizzico di curiosità necessaria. Ci prepara a uno spettacolo sicuramente ricco di sorprese.
 
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