Elvira - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Lunedì, 17 Ottobre 2016 

Fino al 18 dicembre al Piccolo Teatro Grassi sono di scena le lezioni di Louis Jouvet sulla seconda scena di Elvira nel “Don Giovanni” di Molière. A interpretare l’attore francese è Toni Servillo, in uno spettacolo di cui è anche regista. “Elvira” porta il pubblico in un teatro chiuso, a spiare tra platea e proscenio un maestro e la sua allieva nel momento della creazione del personaggio. Settantacinque minuti intensi, in cui si racchiude non solo una lezione di teatro ma, anche, una preziosa lezione di vita in crescendo.

 

ELVIRA
(Elvire Jouvet 40)
di Brigitte Jaques © Gallimard
da Molière e la commedia classica di Louis Jouvet
traduzione Giuseppe Montesano
regia Toni Servillo
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi
con Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Teatri Uniti

 

È il sentimento il protagonista dello spettacolo in questione, Sentimento come il titolo di una canzone della Piccola Orchestra Avion Travel del fratello di Toni, Peppe Servillo, e i due, al Piccolo, non sono affatto nuovi. Adesso però, dopo lo stragrande successo de Le voci di dentro e dopo La parola canta, dov’erano fianco a fianco, a calcare il palco del Piccolo di Milano (in questo caso il Grassi) è solo Toni, attore da premio Oscar che, il caso ha voluto, trova anche le parole per omaggiare il premio Nobel Dario Fo nel giorno della sua scomparsa, dopo gli inchini finali, in una piovosa sera d’autunno. Sentimento anche in queste parole, perché «Fo ha rappresentato il teatro con nobiltà» ed è con la stessa nobiltà che Servillo si augura di continuare a coltivare quest’arte.

Elvira”, si scriveva, è una fenomenologia del sentimento, purissimo, semplice come un fondale nero e una scenografia quasi spoglia, ma che conquista, inevitabilmente. Toni Servillo, la grande maestria, il grande portamento, la grande precisione del teatro italiano (mi verranno perdonate le ormai banali allusioni al titolo del film premio Oscar) omaggia il francese Jouvet, artista dallo charme popolare, una delle più grandi figure del cinema e del teatro francese, L’Eduardo della Senna, stesso omaggio che gli fece Strehler una trentina d’anni fa.

Elvira esiste eccome, è l’Elvira del Don Giovanni di Molière, donna sedotta e abbandonata, interpretata da Claudia, allieva di Jouvet, e anche Claudia esiste davvero. Lo spettacolo, infatti, altro non è che l’insieme di sette lezioni che negli anni Quaranta Jouvet diede a Parigi alla sua allieva Claudia per interpretare Elvira. Siamo, per l’esattezza, di fronte allo studio dell’attrice della seconda scena della donna nel quarto atto del Don Giovanni. Le parole così piene di sentimento, che accompagnano un personaggio sul nascere, anche quelle, allora, sono esistite per davvero: sono quelle trascritte e prima veramente pronunciate dal maestro alla sua studentessa che risponde, si trasforma, si emoziona.

E lo spettatore? Assiste silenzioso agli studi di una parte, un attentissimo voyeur, testimone di una relazione maieutica lì seduto per spiare come nasce un lavoro di teatro, tra paure e menzogne, fatica e catarsi. Ed è così che, da quando si apre il sipario, cominciano le lezioni di teatro che diventano lezioni di vita, comincia il copione che sono lettere scritte per davvero, cominciano gli insegnamenti di Jouvet a Claudia che sono insegnamenti di Servillo al pubblico: quello che ogni esecuzione comporta un grande sforzo, quello che recitare smuove le sensibilità e le fa ribollire, quello che c’è un eccesso del sentimento, di tenerezza, di collera, di orgoglio, di qualità e difetti, una scalata necessaria per dare vita a un personaggio. L’estasi di Elvira, attraverso le parole del maestro e il portamento di Servillo, lascia a bocca aperta e regala uno spiraglio di luce di fronte a quel mistero così meraviglioso e incomprensibile che è il teatro, che è la vita. Un mistero buffo, verrebbe da aggiungere, tornando a Dario Fo.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30
(salvo mercoledì 23 e 30 novembre ore 15 per le scuole); domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro

Articolo di: Andrea Dispenza
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP