Elvira (Elvire Jouvet 40) - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Sabato, 12 Gennaio 2019 

Dall’8 al 20 gennaio. Dopo una lunga tournée internazionale ritorna al Teatro Bellini di Napoli lo spettacolo di Brigitte Jacques basato su sette lezioni del regista e attore di cinema e teatro Louis Jouvet sul personaggio di Elvira, figura iconica del Don Giovanni. Una testimonianza preziosa di una riflessione senza tempo sul ruolo dell’attore e sulle emozioni che la scena riesce a regalare allo spettatore.

 

ELVIRA (ELVIRE JOUVET 40)
di Brigitte Jacques © Éditions Gallimard
da “Molière e la commedia classica” di Louis Jouvet
traduzione Giuseppe Montesano
con Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi
regia Toni Servillo
coproduzione Teatri Uniti, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

 

Non meravigliatevi, don Giovanni, di vedermi a quest’ora e in questi panni. Una ragione pressante mi costringe a venire da voi, e quel che devo dirvi non consente indugi. […] Vi ho amato, niente al mondo mi è stato caro come voi; per voi ho dimenticato il dover mio, ho fatto le cose più insensate; e tutta la ricompensa che vi chiedo è di emendare la vostra vita, di evitare la vostra perdizione. Salvatevi, vi prego, o per amore di voi o per amore di me.”

Un breve monologo di Donna Elvira. Una battuta da recitare senza pause, intensa e diretta. Un ragionamento dettato non più dall’amore passionale ma dalla compassione verso Don Giovanni, quella di Elvira, che irrompe in scena e spiazza il protagonista e lo spettatore nel quarto atto del testo di Molière. È questo l’incipit del lavoro oggetto dello spettacolo “Elvira”, traduzione di Giuseppe Montesano del capolavoro di Brigitte Jacques “Elvire Jouvet 40”.

Toni Servillo dirige e interpreta lo spettacolo, nei panni del celebre regista ed attore francese Louis Jouvet, in un adattamento fedele al testo originale, ambientato nella Parigi del 1940, a ridosso dell’occupazione nazista del territorio francese. Dallo studio sul personaggio di Elvira scaturisce un dialogo tra il regista ed i suoi allievi del Conservatoire National d’Art Dramatique che non racconta solo di Elvira stessa, ma del ruolo dell’attore nell’approccio ad un personaggio, nello studio meticoloso delle battute, dei respiri, della presenza scenica che rappresentano elementi imprescindibili sui quali si basa la credibilità del personaggio che si recita.

"Elvira" è un inno al teatro e alla cultura, allo studio ed alla creazione delle emozioni. Emozione è infatti l’obiettivo centrale a cui deve tendere l’attore attraverso la nascita di un sentimento, parola centrale nello spettacolo, forse la più ripetuta da Servillo. Il sentimento regola non solo il rapporto tra l’attore, e quindi il personaggio, ed il pubblico che lo osserva, ma anche il legame stesso di conflittualità necessaria che deve esistere all’interno dell’interprete rispetto al personaggio che deve incarnare. Un rapporto di scomodità che nasce dal postulato di Jouvet secondo cui “se un attore è a proprio agio con il personaggio il sentimento è condizionato, e di conseguenza non è credibile”. Un attore, secondo il regista francese, non è altro che un amplificatore delle emozioni che un personaggio già possiede. Il ruolo dell’interprete è semplicemente dare corpo al sentimento, facendosi veicolo attraverso il proprio corpo e la propria voce delle emozioni del personaggio. In questa ottica minimalista, condivisibile o meno, si inserisce un’interessante visione della preparazione al testo scenico in cui l’attore deve studiare “per sottrazione”, evitando di far proprio il personaggio e creando un meccanismo di essenzialità che riesce a far vibrare realmente i sentimenti della maschera che si indossa.

Toni Servillo è protagonista indiscusso di uno spettacolo che vede gravitare tutto intorno a Jouvet, con una dialettica convincente che riesce ad evitare il tono cattedratico in cui si potrebbe facilmente rischiare di incappare, trattandosi di vere e proprie lezioni di recitazione. La maestria dell’attore e regista napoletano si mostra però ancora più evidente nell’aver individuato in Petra Valentini una emozionante interprete di Claudia, alunna del suo corso e Donna Elvira al tempo stesso. La prova attoriale della Valentini non è affatto subordinata a quella di Servillo; al contrario, attraverso il percorso emozionale della giovane studente e attrice, trasporta lo spettatore nelle sue difficoltà nell’approccio al personaggio, nelle perplessità e dubbi che la condurranno ad una maturazione attoriale, chiaramente visibile alla fine dello spettacolo. Francesco Marino e Davide Cirri sono gli altri due validi interpreti sulla scena, in ruoli strettamente funzionali all’esecuzione di alcune scene e battute di cui le prove del testo necessitano.

“Elvira” è uno spettacolo da non perdere, in quanto consente di comprendere cosa ci sia, o quantomeno dovrebbe esserci, nello studio del teatro. L’attore ingenuo ha la presunzione di regalare emozioni solo grazie al suo carisma istrionico; l’attore virtuoso fa la storia perché studia e approfondisce la tecnica, la meccanica delle emozioni, perché comprende che nel sottraendosi fino quasi a non esistere più nella persona che è, riesce veramente ad esaltare il personaggio che deve rappresentare sulla scena.

 

Teatro Bellini - Via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: feriali ore 21; domenica ore 18; giovedì 17/01 ore 17.30; sabato 19/01 ore 19; lunedì riposo
Biglietti: da euro 14 a euro 32, under 29 euro 15 tutti i giorni della settimana

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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