Eltongion - Spazio 18b (Roma)

Scritto da  Domenica, 28 Gennaio 2018 

Dal 25 al 28 gennaio. Grazie alle canzoni del cantautore britannico, un semplice netturbino di periferia somigliante alla pop-star tanto da essere soprannominato "Eltongion", aiuta il giovane Andrei a trovare il coraggio di aprirsi e vincere le sue paure. Una storia di formazione in cui entra anche Maria, giovane insegnante di sostegno, figura attraverso la quale i due metteranno a nudo i loro cuori e troveranno la forza di essere se stessi.

 

ELTONGION
favola metropolitana
di Maricla Boggio
con Jacopo Bezzi, Jessica Bertagni, Danilo Turnaturi
regia Massimo Roberto Beato

 

L'incontro e la sinergia tra un giovane multi-talentuoso attore-imitatore-cantante come Jacopo Bezzi ed una drammaturga sensibile, esperta e affermata, ma anche aperta alla sperimentazione di nuove forme di teatro come Maricla Boggio, non può che produrre risultati di forte interesse.

Avevamo notato la sorprendente performance di Bezzi questa estate ai Giardini della Filarmonica nei panni di tre protagonisti del pop-rock contemporaneo: Elton John, Renato Zero e Lucio Dalla. E ci eravamo stupiti della somiglianza sia fisica che vocale soprattutto con l'artista inglese, del quale Bezzi riusciva a produrre non tanto un'imitazione, quanto un vero e proprio calco del personaggio fin nelle minuzie e nei tic.

Credo che sia partita da questa peculiarità artistica l'operazione drammaturgica di Maricla Boggio che serve al giovane performer romano un testo, potente nella sua essenzialità, che lo trasforma in una specie di Elton John dei diseredati, quasi un'Opera da tre soldi in miniatura.

Siamo in una periferia romana, ma il discorso potrebbe valere anche per altre città: Andrei, un liceale senza una famiglia stabile è debole e passiva vittima del bullismo, che subisce con una sorta di vittimismo masochistico che lo priva di qualsiasi voglia di riscatto o di ribellione. La sua caduta negli abissi della depressione e della solitudine che potrebbe portare al suicidio è tuttavia alleviata da una giovane insegnante di sostegno che prende a cuore il caso del ragazzo invogliandolo a trovare una via d'uscita nella lettura o in più svariati interessi. Senza tuttavia ottenere molti risultati.

Quell'angolo di città dove il ragazzo va a rifugiarsi è frequentato anche da un operatore ecologico, un netturbino, assolutamente fuori dagli schemi: egli è infatti dotato di una strabiliante voce ed è straordinariamente somigliante proprio ad Elton John, tanto da essere conosciuto in zona con il soprannome di "Elton". Anche Elton prende a cuore il caso del ragazzo senza famiglia e perseguitato dai bulli, cerca allora di trasmettere ad Andrei una scala di valori umani e sociali usando come mezzo di comunicazione proprio le canzoni e i testi di Elton John.

In questo contesto di amicizia sincera e spontanea, una volta trovato il mezzo di comunicazione adatto (non tanto i libri proposti dall'insegnante, quanto la musica del cantante britannico) Andrei ricostruisce una situazione e un ambiente familiare che lo portano a prendere la propria esistenza in mano per cercare di farne qualcosa. Seguendo i consigli di "Elton" sulla falsariga dei refrain del vero Elton John, Andrei sfrutta l'occasione di un tema in classe per raccontare la propria situazione esistenziale ai compagni di scuola.

Ed ecco il colpo di scena: Andrei è figlio di un pentito di mafia, probabilmente di una piccola mafia o di una malavita locale, ed è di conseguenza a rischio di ritorsioni e minacce da parte "loro", della delinquenza organizzata. Così nonostante la lettura in classe del suo tema porti ad una riconciliazione con l'ambiente scolastico, Andrei subisce un pestaggio fuori scuola, questa volta non da parte dei soliti bulli, bensì da chi vorrebbe intimidire il padre collaboratore di giustizia.

Il finale a lieto fine, l'amore che sboccia tra "Elton" e la giovane insegnante di sostegno che vengono a sostituirsi definitivamente per Andrei alle figure materne e paterne, non deve ingannarci: la fiaba (o favola come si legge nel programma?) metropolitana di Maricla Boggio è rapida ed efficace ad aprire squarci di luce e di speranza senza mai però esorcizzare del tutto il pericolo del buio della coscienza in cui si agitano minacciosi fantasmi, pericoli cui sono purtroppo esposti molti ragazzi di oggi.

Il volto da "ragazzo di vita" del giovane Danilo Turnaturi dona al personaggio di Andrei un tocco pasoliniano ricordando qualcosa dell'Accattone di Franco Citti; Jessica Bertagni è molto abile a trasformarsi da una impegnata insegnante di sostegno ad una giovane sognatrice vocalizzando in duetto alcuni brani musicali.

In conclusione: Eltongion” di Maricla Boggio, che nel delizioso formato necessariamente minimalista dell'edizione del Teatro Spazio18b ha un valore didattico oltreché drammaturgico, contiene però la sinossi di un vero e proprio musical in grande stile alla West side story all'italiana. Perché non provarci?

La regia di Massimo Roberto Beato è abile a sfruttare ogni possibilità dello spazio e a dare un ritmo con entrate ed uscite da gran teatro in un'operazione riuscita.

 

Teatro Spazio 18B - Via Rosa Raimondi Garibaldi 18b, 00145 Roma (zona Garbatella)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/92594210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero €15, ridotto €12 (tessera associativa €3)

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio stampa Monica Brizzi
Sul web: www.spazio18b.com

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