Elisabetta II - Teatro Vittoria (Roma)

Scritto da  Antonella Vercesi Giovedì, 08 Ottobre 2009 
roberto herlitzka

Dal 6 Ottobre all’1 Novembre. Roberto Herlitzka è, nell'opera di Thomas Bernhard “Elisabetta II”, un ricco industriale cinico ed ironico. Attende nella sua lussosa casa alcuni ospiti, attratti per l'occasione dal fugace passaggio della regina d'Inghilterra sotto il balcone del magnate.

 

 

 

Roberto Herlitzka in

ELISABETTA II

Di Thomas Bernhard

Traduzione di Umberto Gandini

con Gianluigi Pizzetti, Jiulio Solinas, Marisol Gabbrielli, Alessandra Celi, Mariella Fenoglio, Antonio Sarasso, Simone Faucci

Scene di Alessandro Chiti

Costumi di Roberto Posse e Nathalie Von Teufenstein

Musiche di Arturo Annecchino

Luci di Luigi Ascione

Regia di Teresa Pedroni

 

Si apre il sipario. La scenografia è imponente. Una struttura di vetro separara le ambientazioni. Nell'aria Viennese si percepisce l'arrivo di un evento mondano. Molti aristocratici sono elettrizzati all'idea di partecipare ad una festa nel luogo del convivio in onore del corteo per la regina Elisabetta. L'unico tassello trattato con indifferenza nell'organizzazione dell'intrattenimento è anche il fulcro dell'opera e del meccanismo familiare: si tratta del proprietario di casa, il temibile Signor Herstein, burbero, capriccioso e attento imprenditore, relegato su una sedia a rotelle da cui domina il suo mondo, come un vero Re.

Herlitzka è il maestro del teatro di parola. Sono commossa dal primo istante. In scena, costretto a stare immobile per esigenze di copione, tiene l'ingranaggio della piéce. Gli altri attori sostengono come sapienti e solide spalle il monologo del protagonista che ricopre l'intero spettacolo. Nello specifico, i domestici vengono letteralmente prosciugati dalle sue elucubrazioni intellettuali; alla loquacità del capo, non possono altro che rispondere con ammirata rassegnazione: “Naturalmente signor. Herstein”.

Il personaggio ha molte sfumature esilaranti, che Herliztka, sa ridare al pubblico con immediata sensibilità: è un padre generoso e allo stesso tempo un bambino viziato fermo nel corpo di un signore elegante affaticato dalla vita.

Nonostante la prima impressione di freddezza contestuale (sul palco si ergono una sedia, un orologio nero e un triste tavolo per l'ora del the), il nobile è un soggetto vitale, caloroso, stimolante, molto più vivo delle figure espressioniste da cui è costretto ad attingere perché sono le uniche che a lui si relazionano.

Queste, rappresentano il fedele mondo a cui entrambe le parti devono appartenere: il datore di lavoro e i suoi dipendenti, che intessono inconsciamente attrattive amorose reciproche.

Il Signor Herstein conosce perfettamente i personaggi che animano la sua esistenza.

Dei suoi collaboratori, il maggiordomo e la governante, sa vizi e virtù, meglio di loro stessi. Nei dialoghi diventano uno lo specchio dell'altro; nel dire la verità che spesso ferisce ruba un sorriso come sanno fare solo i soggetti di un’intelligenza superiore.

Il finale, inaspettato, lascia senza parole.

 

Teatro Vittoria

Piazza Santa Maria Liberatrice, 10 – 00153 – Roma (Testaccio)

Per informazioni e prenotazioni: 06/5740170 – 06/5740598

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21:00 – domenica ore 18:00 - mercoledì (2° settimana) ore 17:00 e ore 21:00

Biglietti: platea €22,00 (ridotto over 65 €18,50 - ridotto under 26 €14,00) - balconata €17,00 (ridotto over 65 €13,50 - ridotto under 26 €12,00) - prevendita €2,00 (ridotto over 65 €1,50 - ridotto under 26 €1,50)

 

Articolo: Antonella Vercesi

Grazie a: Ufficio Stampa SVS

Sul web: www.teatrovittoria.it

 

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