Elettrocardiodramma - Teatro Argot Studio (Roma)

Scritto da  Lunedì, 02 Febbraio 2015 

Per la stagione congiunta Dominio Pubblico è andato in scena, dal 27 gennaio al 1 febbraio, per la prima volta a Roma, al Teatro Argot Studio di Trastevere, il monologo “Elettrocardiodramma” scritto, diretto e interpretato dal poliedrico artista Leonardo Capuano. Per Dominio Pubblico in regione, grazie alla collaborazione di ATCL Lazio lo spettacolo andrà in scena anche il 3 febbraio a Rieti al Teatro Flavio Vespasiano e il 4 febbraio a Viterbo presso il MAT Musicarteatro.

 

Produzione 369gradi / Armunia presenta
nell'ambito della rassegna congiunta Dominio Pubblico
ELETTROCARDIODRAMMA
di e con Leonardo Capuano
assistente alla regia Elena Piscitilli
luci Corrado Mura


"In scena un uomo balbuziente, con indosso un vestito da donna, non sembra far caso a ciò che indossa: dice d’essersi svegliato così. Una figura tragicomica che mi accompagna da anni, il balbuziente, non un’invenzione ma un caro amico che di tanto in tanto mi racconta come gli vanno le cose. Sembrerebbe solo ma non lo è, parla con chi gli fa compagnia da sempre, figure presenti, concrete, come quattro fratelli, la madre, la donna amata, che vivono con lui, parlano attraverso lui, e cercano di risolvere le problematiche della vita di tutti i giorni a modo loro. Elettrocardiodramma sembra un errore, ma in realtà rivela una piccola verità, una paura latente, o un punto di vista comico e sorprendente." Così Leonardo Capuano, autore, regista ed interprete di questo monologo ne presenta l'essenza.

Leonardo Capuano sfodera la carta del delirio psicotico misto ad un’ironia lieve, a volte giocata sul nonsense a volte incentrata su una amarezza ironica e bambinesca. Per quasi un’ora dà voce al protagonista della pièce, un uomo balbuziente perseguitato dai suoi fantasmi interiorizzati (madre, fidanzata, quattro fratelli) che a loro volta parlano tramite lui. Lo fa attraverso una messa in scena dove sono presenti solo un tavolo e una sedia e mediante un uso magistrale delle luci, un chiaroscuro cupo che rende il palcoscenico un vero e proprio luogo dell’anima dove ansie, paure e ingenuità del protagonista prendono forma.

Attraverso un’ottima interpretazione e una mimica facciale da pelle d’oca, Capuano riesce in parte ad avvincere il pubblico, riuscendo in molti passaggi dello spettacolo a farsi seguire, strappando copiose risate e applausi in platea. La sua interpretazione clownesca pervasa di una poeticità fondata sull’assurdo, ci conduce nell’alienazione del protagonista, nella sua difficoltà di amare e di essere amato, nella sua consapevolezza del proprio squilibrio mentale, nella sua ossessione per un amore antico che sembra perseguitarlo.

"Elettrocardiodramma" è una specie di resoconto sullo stato emotivo del protagonista e indubbiamente una buona occasione per lo spettatore di entrare in una mente schizofrenica seguendo i contraddittori e poco lineari racconti del personaggio di Capuano. Una pièce bizzarra tutta giocata sull' uso della parola ma soprattutto del gesto (il quale sembra dire più di quello che lascia intendere). In poche parole ci sarebbero tutti i presupposti per un ottimo spettacolo, eppure qualcosa non funziona.

Un teatro del genere non deve necessariamente trasmettere un messaggio ma deve avere un contenuto. Altrimenti perché vederlo? Ed invece è come se il testo difettasse di un vero e proprio contenuto e quello di Capuano finisse per tramutarsi solamente in un buon esercizio di stile dove i deliri psicotici del suo eroe non andassero da nessuna parte. Una follia dunque che resta in superficie.

Inoltre a lungo andare i farneticamenti di Capuano perdono la presa del pubblico. Una mancata differenziazione dei personaggi sul piano interpretativo tende a non agevolare la comprensione di chi o cosa siano gli interlocutori a cui si rivolge il protagonista, manca una base emotiva che ti scuota veramente. Nonostante dunque lo spettacolo sia ben interpretato e ben costruito e lo si possa certamente definire gradevole, finisce per non rimanere particolarmente impresso nella memoria dello spettatore.

 

Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30
Biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto + tessera associativa annuale (3 euro)

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio Stampa Dominio Pubblico
Sul web: www.dominiopubblicoteatro.it - www.teatroargotstudio.com

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