Ho scritto Italia sulla sabbia - Teatro Delfino (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 25 Ottobre 2017 

Al Teatro Delfino di Milano e solo per pochi giorni, da mercoledì 18 a domenica 22 ottobre, si è presentata una grandissima artista: Eka, giovane e bella ragazza snella ed elegante, capace di creare arte non con pennello, matite o carboncino bensì con la sabbia, che getta su una lastra di vetro illuminata da un faro, con tanto di proiettore che rimanda le immagini che vi appaiono su un grande schermo posto al centro del palcoscenico. Eka e il suo tavolo magico stanno sulla sinistra, perfettamente visibili, ma sarà lo schermo a catturare l’ attenzione e le emozioni degli spettatori.

 

Eka, il cui vero nome è Erica Abelardo, regala per la prima volta uno spettacolo teatrale completo intitolato “Ho scritto Italia sulla sabbia”, prodotto da Marco Guerrini che non solo le ha organizzato il tour che la porterà in giro per l'Europa, di cui Milano è la prima tappa, ma ha anche scelto personalmente con lei le musiche splendide che accompagnano l'esibizione. Finora si può dire che Eka si sia esibita principalmente in convention ed eventi; è apparsa anche in televisione e, di fatto, si tratta di un'ottima fumettista, disegna magliette e si occupa di tantissime cose. Con Guerrini ha però scelto un nuovo sentiero.

Hanno lavorato assieme e, mentre lei si faceva ispirare per il genere di immagini che avrebbe creato, disfatto e ricreato con quelle sue mani fatate, lui sceglieva brani e interpreti da abbinare. Appena spente le luci in sala lei è entrata e ha fatto un gentile inchino, racchiusa in un abito rosso fuoco, accostandosi subito al suo tavolo già illuminato per lei. La platea, fornita di comodissime poltrone, era abitata da persone molto curiose e in attesa.

Senza mai dire una parola, abbiamo tutti visto accendersi lo schermo gigante sul palcoscenico, abbassarsi tutte le luci presenti ed è partita la musica con un brano struggente di Ivano Fossati, mentre Eka iniziava a disegnare con la sabbia. Dopo neppure due minuti la voce di Ivano è stata sostituita da quella possente di Domenico Modugno che ha intonato la celeberrima 'Nel blu dipinto di blu', con quelle parole famose in tutto il mondo: “Volare, oh oh, cantare, oh oh oh oh” e l'aereo, che appariva grazie alle dita agili e ai palmi delle sottili mani di Eka che spostano, mettono, tolgono e aggiungono sabbia, sembrava in perfetta sintonia con la canzone, mentre comparivano nuvole qua e là.

Da quelle linee ecco apparire una donna con un trolley, ma ancora due gesti e tutto cambia, con la musica che propone un brano con arpa, bellissimo. Eka ci mostra d'improvviso un balcone, archi e mura coperte di piccoli cespugli... e sì, questo è il balcone di Giulietta, non ci sono dubbi, siamo partiti per un viaggio che ci porterà in giro per l'Italia a vedere i luoghi più belli, così come la nostra artista sa mostrarci! Siamo a Verona e l’incanto delle immagini proiettate grazie al talento e alla fantasia di questa creatrice di visioni spinge il pubblico ad applausi a scena aperta. Ma ecco apparire l'inconfondibile Arena e Pavarotti, il cui profilo viene definito tratto dopo tratto, canta le celebri note del ‘Nessun Dorma’.

Una voce che non si sentiva da tanto tempo ma che ha un suo fascino particolare, quella di Memo Remigi, canta “Com’è strano darsi appuntamento a Milano...” mentre sullo schermo appaiono ombrelli con uno sfondo umido, le strade bagnate e tanta, tanta pioggia e vento. Già, siamo proprio qui, in questa città. Che dire del mitico Quartetto Cetra che canta “Da un vecchio palco della Scala...” mentre le immagini precedenti lasciano il posto alla sala circondata da palchi reali e palchetti. Il tutto appare come pura poesia mentre la donna con l'ombrello di prima si trasforma in una ballerina. E' la volta della voce di Roberto Vecchioni che canta ancora Milano in “Luci a San Siro”, mentre la Scala si trasforma nello stadio Meazza e la voce magnifica di Mina subentra a carezzare e sovrastare quella di Vecchioni.

Ed ecco le Quattro Stagioni di Vivaldi e la bravura di Eka ci porta come d'incanto sul Ponte di Rialto a Venezia. La donna del disegno di prima si trasforma in un gondoliere, c'è l'acqua, ci sono i canali e un leone poggiato su un'alta colonna in lontananza. Quando la voce di Lucio Dalla irrompe c'è chi sente dei veri brividi e “Piazza Grande” riempie tutta la sala, mentre la città di Bologna appare poco per volta, con le sue torri e poi i portici con la gente seduta ai tavolini all'aperto. “Bologna sai, mi sei mancata un casino” ci dice Lucio e sembra a tutti di provare la stessa nostalgia. Di colpo altra sabbia, le dita volano sul tavolo di vetro, cambio di musica: il viaggio continua.

Le note di “Mi porti un bacione a Firenze...” invadono la sala ed appare l'Arno circondato dalle mura antiche che portano verso il centro della città. Con questa sosta a Firenze arriva il momento di fare una pausa ed Eka scrive “A TRA POCO”. L'intervallo permette al pubblico di guardarsi attorno e notare che tutti stanno sorridendo, beati. Porta anche a ragionare sul fatto che esistano pochissimi artisti al mondo capaci di utilizzare la tecnica della 'Sand Art', l'arte con la sabbia considerata una specie di pittura che adopera granelli di sabbia in grado di riflettere la luce, trasformando questi mucchietti spazzati con le mani in preziose opere d'arte della durata di pochi istanti.

Erica Abelardo ha iniziato a coltivare questa sua passione nel 2011; fin da bambina disegnava bene, anche grazie all'influenza artistica di un padre fotografo, così da grande si è iscritta presso l'Istituto Bellisario di Pescara per seguire studi di grafica pubblicitaria e fotografia, proseguendo poi gli studi di moda e design presso l’Università di Urbino. Lei, originaria di Chieti, ha scoperto di avere talento e ha studiato dal disegno a matita fino al digital painting e ha creato fumetti e illustrazioni molto trendy.

Ma eccola tornata sul palco e la musica sta già avvolgendo gli spettatori, tornati al buio: è la volta di Pino Daniele con “Napul’è” e sul grande schermo appare una bella, grande moka con una tazza di caffè in primo piano mentre in lontananza si staglia la figura del Vesuvio, con tanto di pennacchio di fumo. La grossa moka si trasforma poi in un uomo col grembiule e il cappello bianco, in mano ha una pala e dietro a lui c'è un forno, mentre la tazzina di caffè diventa una bella pizza! Altra trasformazione e la pala diventa una chitarra, il pizzaiolo si trasforma in un bellissimo Pulcinella, mentre dietro si staglia l'inconfondibile baia della bella città campana: siamo passati a un brano musicale in dialetto partenopeo che affascina lo spettatore, fino a che non vediamo di colpo un pallone.

Questa nuova immagine è abbinata al brano di De Gregori che canta “Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore” e la maglia del numero 10 troneggia sullo schermo. Arriva la voce di Massimo Ranieri che canta “Malafemmina” e il volto di Totò si staglia per magia. Neanche il tempo di meravigliarsi che la voce inconfondibile del cantante dei Negramaro intona “Meraviglioso”, il brano di Modugno che questo gruppo ha saputo stravolgere in modo struggente. Che dire? Gli spettatori si abbandonano ad un incanto dopo l'altro e ora vediamo Roma, cantata perché “non faccia la stupida stasera” dalla voce bassa di Ornella Vanoni e appare un gladiatore con tanto di elmo, cappa e scudo rotondo che, senza motivo, si trasforma nel Colosseo, che diventa una cartolina con tanto di alberi e fiori.

La voce del Papa buono, Giovanni XXIII, echeggia nella sala e ne vediamo la schiena. Quando pronuncia la frase immortale “Dite ai vostri bambini una parola buona, asciugate le loro lacrime...” il discorso colpisce ogni singola persona presente. La cupola di San Pietro si distingue chiaramente ma, come ha fatto ad apparire adesso un gatto? No, è la lupa con i bambini che le stanno sotto, siamo ancora a Roma e la voce calda e ironica di Franco Califano sta cantando “Come eri bella, alla nevicata del '56”. Ed ecco una ragazza e un giovane, che si guardano stando l'uno di fronte all'altra, fino a che si tengono per mano e... stanno dentro l'acqua! Già, sono nella fontana di Trevi, questa è la Dolce Vita e questa è la fine di uno spettacolo che ha fatto dire a qualche spettatore: 'Quanto è bello il nostro Paese!”. Un viaggio davvero spettacolare!

 

Teatro Delfino - Piazza Piero Carnelli, 20138 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/87281266 - 333/5730340, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì 18 a domenica 22 ottobre; ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero 20 €, ridotto over 60/under 25 15 €, convenzioni e cittadini quartiere 10 €

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Stefania Scarpetta ed Elena Simoncini, Ufficio stampa Teatro Delfino
Sul web: www.teatrodelfino.it

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