Einstein & me - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 30 Settembre 2018 

Dopo il successo del suo “Monologo Quantistico”, Gabriella Greison porta in scena in anteprima, al Teatro Sala Umberto di Roma, il suo nuovo progetto teatrale dal titolo “Einstein & me”, per raccontare dal punto di vista della moglie dello scienziato scopritore della teoria della relatività, Mileva Maric, la storia d’amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo. Con la partecipazione amichevole di Giancarlo Giannini ad interpretare la voce di Albert Einstein, il monologo narra di ambizioni precluse, sacrifici profusi e scoperte scientifiche sconvolgenti.

 

Officine del Teatro Italiano presenta
EINSTEIN & ME
La storia d’amore che ha rivoluzionato la fisica e il mondo
di e con Gabriella Greison
regia Cinzia Spanò
assistente alla regia Martina Maffezzini
elementi di scena Saverio Assumma De Vita
disegno luci Giuliano Almerighi
video e audio Andrea Finizio
grafica Fabio Rea
con la partecipazione amichevole di Giancarlo Giannini nella voce di Albert Einstein

 

La vita delle donne è sempre stata costellata di battaglie. Soprattutto agli inizi del Novecento, la donna doveva lottare contro gli stereotipi e i luoghi comuni del tempo e la sua condizione esistenziale non era rischiarata dall’emancipazione e dalla libertà di pensiero, ma legata indissolubilmente al mondo casalingo e all’attesa. Un mondo che si discostava enormemente dalla natura e personalità di Mileva Maric, fisica e moglie di Albert Einstein, che Gabriella Greison porta in scena nel monologo teatrale dal titolo “Einstein & Me”.

L’attrice, scrittrice e fisica milanese ha raccontato la vita di Albert Einstein dal punto di vista di sua moglie Mileva Maric, brillante studentessa, collaboratrice e madre dei suoi figli, e lo ha fatto con una forza espressiva, uno sguardo verso il pensiero femminile ed un linguaggio unici. Attraverso i suoi occhi, gli occhi di una donna che evidentemente nutre un’autentica passione nei confronti della materia e delle vicende che hanno caratterizzato il mondo scientifico tra il 1869 ed il 1917, Gabriella Greison propone in scena la storia di una studentessa di fisica intelligente, ribelle e desiderosa di cambiare il mondo.

Quinta donna in assoluto a frequentare una facoltà scientifica, della quale è profondamente orgogliosa, tanto da farsi notare da professori e compagni di corso per la sua preparazione. Uno in particolare se ne innamora, un ragazzo spettinato e spocchioso dal nome di Albert Einstein, che dopo mesi di corteggiamento, di scambi di nozioni di fisica, di approfondimenti e laboratori seguiti assieme, riesce a conquistarla e sposarla. Durante questi venti anni passati insieme però Mileva dovrà accettare forti rinunce sul piano della realizzazione scientifica e grandi sacrifici dopo la nascita dei due figli, oltre a combattere le voci negative che vennero messe in giro per danneggiarla. Mileva può confidarsi solo con la sua amica immaginaria Madame Marie Curie, con la quale parla anche della sua evoluzione come donna e come scienziata.

Il monologo, diretto magistralmente da Cinzia Spanò ed incorniciato dalla scenografia curata da Saverio Assumma De Vita, costituita da una sedia universitaria con tavoletta ribaltabile e da un albero spoglio di colore bianco, ha saputo raccogliere e comunicare, grazie al giusto ritmo dell’attrice e ad un dialogo costellato sì di regole e formule ma al contempo profondamente diretto, il mondo di una donna durante complessi anni di cambiamento. Anni in cui Einstein esplode come scienziato ed anni in cui a lei viene preclusa quella strada nonostante avesse fornito contributi importanti per la definizione di alcune formule e riflessioni scientifiche. Un monologo che, anche grazie alla partecipazione amichevole di Giancarlo Giannini come voce fuori campo di Albert Einstein e agli efficaci disegni di luci e video, assume connotati inaspettati ed in cui si pongono sapientemente a fuoco il mondo e il pensiero dello scienziato, diviso tra sentimenti contrastanti e realizzazioni importanti.

“Resteremo bambini per tutta la vita, finché vivremo e ce ne sbatteremo del mondo” recita Giancarlo Giannini ad un tratto. È la rappresentazione perfetta di quei pensieri dissonanti dello scienziato che ha rivoluzionato il mondo e che ha condotto però Mileva in un circolo oscuro che lei dovrà combattere in solitudine. La storia di Mileva, spirito coraggioso e brillante, vuole ricordare alle donne di oggi, non più costrette in un mondo che ostacola ogni possibilità di realizzazione, l’importanza di credere fortemente in se stesse, di lottare strenuamente per i propri sogni e di soddisfare le proprie aspirazioni umane e professionali prima di tutto per se stesse.

 

Teatro Sala Umberto - Via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: lunedì chiuso, martedì-venerdì 11-19, sabato 12-19, domenica 12-18
Orario spettacoli: domenica 23 settembre ore 21
Biglietti: da 23€ a 15€

Articolo di: Marirosa Fedele
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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