Effetto Lucifero - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 24 Maggio 2014 

Lucifero era un angelo luminoso e con il dono della bellezza, ma per colpa della sua blasfema superbia diventò un angelo caduto e da allora il suo nome impersonifica il male. Lo spettacolo “Effetto Lucifero”, in scena dal 22 al 25 maggio al Teatro Filodrammatici di Milano, tratta la vicenda di sei uomini sconosciuti che durante una notte tempestosa trovano rifugio in una casa isolata. Nessun padrone è fisicamente presente nell’abitazione, tuttavia c’è del cibo e ci sono dei vestiti asciutti che subito i personaggi si affrettano ad indossare. Solo tre di loro però troveranno abbinate alle rispettive tute un paio di chiavi. Ben presto il possesso di un oggetto basterà per spaccare in due un gruppo formato da sei uomini qualunque, innescando un tremendo e inaspettato mutamento.

  

Produzione Òyes
con il sostegno di Teatro Filodrammatici presenta
EFFETTO LUCIFERO
drammaturgia Dario Merlini
regia Andrea Lapi, Dario Merlini, Umberto Terruso
scene e costumi Chiara-Luna Mauri
con Stefano Cordella, Daniele Crasti, Massimiliano Mastroeni, Dario Merlini, Dario Sansalone, Fabio Zulli

 

 

Lo spettacolo non è ancora iniziato ma sul palco due attori salutano il pubblico, sembrano divertiti. Tengono tra le mani uno striscione con sopra scritto: BENVENUTI. (Lo stesso apparirà anche alla fine). Perciò “benvenuti” nell’inizio e “benvenuti” nella fine di una storia che il genere umano è in grado di produrre. Infatti “Effetto Lucifero” - con la drammaturgia di Dario Merlini e la regia di Andrea Lapi, Dario Merlini e Umberto Terruso - prende le mosse da un esperimento svolto nel 1971 a Stanford, dal professor Philip Zimbardo, per il quale alcuni studenti (per quindici dollari al giorno) accettarono di fare la parte delle “guardie” e altri quella dei “detenuti”. Tale esperimento dovette essere arrestato dopo soli cinque giorni, in quanto i partecipanti avevano preso troppo sul serio il gioco dei ruoli.


In scena il caso è il medesimo: l’oscurità latente dei rifugiati “con le chiavi” si presenta presto in maniera sfacciata. Loro sono gli eletti, devono proteggere la casa e se lo faranno bene verranno ricompensati. Ma da chi? Un semplice biglietto di carta, scritto da alcuni fantomatici proprietari, è sufficiente a legittimare le azioni abusive dei tre uomini. Nel frattempo la pioggia cade e continua a far rumore. Fuori le mura della casa tutto rimane immobile. Dentro, qualcosa esplode. Velocemente la quiete viene distrutta, le risate soffocate, e la ragione scappa lontano. I ruoli cambiano, l’ambiguità cresce e tutto viene rovesciato fino ad arrivare ad un'unica certezza: il male esiste, ed è ovunque. Chi non ci crede è un illuso.


Nel 2011 questo testo è stato finalista del Premio Riccione - Tondelli e nell’anno precedente il progetto vinse il Premio Giovani Realtà del Teatro. Con il sostegno del Teatro Filodrammatici, la produzione è della compagnia Òyes (formata da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici) che nasce con l’esigenza di “fare teatro per il pubblico, per la gente”, raccontando storie che facciano riflettere. Missione compiuta. Assistendo allo spettacolo si è rincuorati nel ricordarsi che quella proposta è solo finzione. Ma la consapevolezza che, seppur in altri termini, non lo è stato, non lo è e, forse, mai lo sarà, ci porta a pensare… “È inutile ribellarsi contro la realtà, si impone sempre”, sussurra dopo un sogno violento una delle “vittime” al suo compagno. Che la realtà arrivi sempre a superare l’immaginazione, e che questa diventi solo uno strumento come un altro per rappresentarla, forse è un fatto. Qui però l’immaginazione è sollecitata dalla semplice ma completa scenografia, dalle grida e dai movimenti che caratterizzano una splendida interpretazione. Questi uomini sono “pazzi”, dice una delle vittime.


E' mai giusto essere il protagonista di una situazione senza averla scelta? E anche quando il risultato fosse quello di ricoprire una delle migliori posizioni di un qualche “sistema”, non rimane comunque il pericolo di ferire o ferirsi? Calarsi nei panni di qualcun altro, affannarsi per cercare una concreta somiglianza, per poi trovarla quasi senza sorpresa, non rende un individuo estraneo a se stesso?


Si può scegliere di essere una vittima, di diventarlo. Si può scegliere di essere un carnefice, di diventarlo. Ma questi sei uomini non avevano scelto nulla.


Ci viene dimostrato che diventare marionette a servizio di quello che ci circonda, indipendentemente dalla nostra indole, è possibile ed è facile. Diventarlo rispetto al “male” lo è ancora di più. Lucifero occupava un posto di rilievo nei cieli, era prediletto da Dio. Poi nei cieli accadde qualcosa e Lucifero decise di ribellarsi. Egli era convinto delle sue azioni e nonostante ciò venne fatto precipitare. Se manca anche la consapevolezza, se l’unica decisione possibile diventa una non scelta, allora la “caduta” potrebbe essere ancora più scivolosa.


E adesso, “Benvenuti” alla fine.

 

 

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21; domenica ore 16
Biglietti: intero 19 euro, ridotto convenzionati 15 euro, under 25 13 euro, over 65 10 euro



Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

 

 

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