Effe - Doppio Teatro (Roma)

Scritto da  Lunedì, 23 Febbraio 2015 

L’opera teatrale di Cristopher Marlowe “La tragica storia del Dottor Faust”, riletta in una chiave del tutto nuova e originale, dove i personaggi di Faust, Wagner e Mefistofele si confondono e smarriscono in una messa in scena schizofrenica, grottesca, diventando quasi un’unica entità a più voci. Un’opera teatrale fuori dagli schemi, in cui il testo originale di Marlowe cede il passo alle urgenze inconsce dei suoi personaggi.

 

EFFE
regia di Enrico Maria Carraro Moda
con Marta Angelini, Tommaso Lombardo, Carlotta Sfolgori, Giuseppe Di Simone
produzione Associazione culturale e artistica I nani inani

 

Negli anni '60 e per buona parte degli anni '70, il teatro sperimentale portò alla nascita di una serie di spettacoli che avevano lo scopo di scuotere lo spettatore a tal punto da indurlo all’insulto, alla protesta o persino alla fuga dal teatro. Questo tipo di spettacoli potevano avere una matrice politica, finalizzata a veicolare un certo tipo di messaggio e risvegliare nel pubblico una coscienza sociale su un determinato argomento, oppure potevano valicare i limiti performativi prefiggendosi come unico scopo quello di sfidare determinate regole per il gusto di trasgredirle e ribellarsi a ciò che a teatro si può fare e a ciò che a teatro non si dovrebbe fare. Enrico Maria Carraro Moda fa sicuramente parte della seconda categoria. E’ un provocatore. Un iconoclasta. Un personaggio a sé nella realtà teatrale romana che se ne infischia delle regole, se ne infischia di fare un teatro che debba necessariamente piacere al pubblico e che ama profanare (nel senso nobile del termine) più che rivisitare opere altrui, assoggettandole al suo estro artistico dissacrante e folle.

Effe è il Faust, ma è come se non fosse il Faust. Cos’è? Non ci è dato saperlo. Sicuramente è teatro off, come difficilmente se ne vede in giro. E’ una sfida alla pazienza degli spettatori che cercano necessariamente una morale in uno spettacolo o un’emozione ben definita, certezze che in Enrico Maria Carraro Moda non troveranno mai perché Effe non vuole dare nulla di tutto ciò. Effe è ribellione. Effe è un rock’n’roll stonato ma assolutamente trascinante.

Uno spettacolo come Effe non si può spiegare. E’ un’esperienza che va vissuta per chi ama il teatro vero, che può suscitare una profonda ammirazione per chi comprende il gioco di Enrico Maria Carraro Moda ma anche rabbia e un desiderio irrefrenabile di insultare attori e regista. Ed è proprio questo che rende lo spettacolo unico: la mancanza di un senso univoco e il coraggio di osare sul serio. Lo spettatore può sentirsi disorientato, incredulo per quello che vede, perché si trova a vivere il teatro in un modo diverso dal solito, le sue certezze su un’opera teatrale crollano, si sente smarrito e persino preso in giro. D’altronde l’arte non deve necessariamente piacere e incontrare i favori del pubblico, può anche sfidarlo, spingerlo alla polemica e all’odio verso quello che si guarda (ciò però non vuol dire che un siffatto spettacolo non sia valido e degno di attenzione).

Enrico Maria Carraro Moda, aiutato da quattro ottimi attori/ kamikaze, in grado di mettersi in gioco e assecondare i suoi deliri (Carlotta Sfolgori, Giuseppe Di Simone, Marta Angelini e Tommaso Lombardo) ironizza sul Faust e le sue paure, propone al pubblico di scegliere la sequenza di scene da vedere, usa il ketchup per il patto di sangue tra Faust e Mefistofele, fa vestire da donna il suo Faust, Mefistofele, Wagner? Non ci è dato saperlo e poca importa. Ci mostra l’infanzia di Faust sculacciato da una delle sue attrici. Fa continui riferimenti a Wikipedia irridendo la cultura fast food che ci propina internet. Ma è effettivamente così? E cosa c’entra questo con Faust? Mah! Boh! Il Mefistofele di cui parla Carraro Moda siamo tutti noi? Le sue paure sono le nostre paure? Difficile venirne a capo. Ma su una cosa siamo certi: Enrico Maria Carraro Moda ha talento da vendere e il suo spettacolo ci piace proprio perché è del tutto inclassificabile.

 

Doppio Teatro - via Tunisi 16, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3285468526, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Foto di: Federica Di Benedetto
Sul web: www.doppioteatro.it

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