Educazione fisica - Teatro Palladium (Roma)

Scritto da  Daniele Pierotti Domenica, 27 Maggio 2012 
Educazione fisica

All’interno della rassegna “Teatri di vetro – Festival delle arti sceniche contemporanee”, giunta ormai alla sesta edizione, ideata e organizzata da Triangolo Scaleno Teatro con la direzione artistica di Roberta Nicolai, il 21 maggio è stato presentato al Palladium di Roma “Educazione fisica”, opera prima di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco.

 

 

Produzione CRT Centro di Ricerca per il Teatro

in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri | Scenica Frammenti Collinarea Festival |

Comune di Ponsacco | PIM Spazio Scenico | Uddu Associazione | Zerocento presenta

EDUCAZIONE FISICA

di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco

testo Elena Stancanelli

luci Cristian Zucaro, realizzazione scene Petra Trombini

con Enrico Ballardini, Sabino Civilleri, Alice Conti, Giulia D'imperio, Daniele Giacomelli,

Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Dario Muratore, Chiara Muscato, Quinzio

Quiescenti, Alessandro Rugnone, Francesca Turrini, Marcella Vaccarino, Gisella Vitrano

 

Il CRT, Centro di Ricerca per il Teatro, è nato nel 1974 a Milano ed in breve tempo si è imposto come uno dei centri più importanti, all’interno del panorama culturale italiano, per quanto riguarda la sperimentazione e la ricerca teatrale. Proprio il CRT produce “Educazione fisica”, frutto dello studio e della sperimentazione di due attori/registi (Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco), provenienti da una delle fucine più prolifiche ed innovative del teatro italiano, la “Compagnia Sud Costa Occidentale” emblema del realismo espressionista di Emma Dante.

È lo stesso Sabino Civilleri ad entrare per primo in scena, nel ruolo di un professore di educazione fisica, che appare in preda ad una crisi nervosa: si muove a scatti, compie dei gesti inconsulti, sembra parlare e relazionarsi con una pianta, va avanti ed indietro in una palestra vuota. Solo all’entrata dei suoi tredici allievi si inizia a comprendere realmente il ruolo di questo insegnante, le sue idee, le sue emozioni ed, infine, la sua missione. Il professore di educazione fisica si è assunto il ruolo di guida di una classe di ragazzi indisciplinati, che vuole forgiare nelle menti, nei corpi e nello spirito, al fine di farli diventare atleti votati alla disciplina, che abbiano come unico scopo quello di sublimarsi verso il gesto sportivo esemplare, sommo. Per fare questo, l’allenatore guida dovrà conquistarsi la loro più totale fiducia, annientare il loro individualismo di adolescenti, sacrificandolo sull’altare del gruppo e del raggiungimento del risultato finale. E’ così, allora, che il gruppo di giovani si muove all’unisono al suono della fanfara dei bersaglieri, compie dei movimenti perfettamente sincronizzati con il pallone e guai a contravvenire alle regole, guai a deludere il proprio professore/condottiero ed il gruppo. Chi sbaglia, chi esce fuori dal coro, paga!

Educazione fisicaVoi chi siete? Me lo chiedo ogni volta che vi guardo. Tu, per esempio, chi sei? No, non importa. Tanto non lo sai. Non sapete niente. Il vostro problema è che non sapete niente.” È racchiuso in queste frasi l’intento del professore/comandante: il suo desiderio è quello di creare uno scopo nella vita dei suoi ragazzi, cancellando il loro modo di vivere casuale e privo di finalità tipico degli adolescenti. Ed allora quest’ uomo, esaltato dalle proprie idee e dal fatto di avere di fronte un gruppo pronto ad assimilare i suoi insegnamenti e a farsi modellare come un blocco di creta grezza, si erge a guida incontrastata, quasi fosse un novello Leonida alla testa di un esercito di indomiti spartani. La guida riesce nel suo intento; i singoli allievi/atleti abbandonano il proprio individualismo, cancellano le proprie emozioni e personalità, sacrificandole ad un fine più alto, quello della disciplina e del gruppo. Divengono parti uguali dello stesso ingranaggio, perfettamente funzionanti e galvanizzati dai discorsi deliranti del proprio comandante. Naturalmente in un siffatto discorso chi compie i gesti perfetti viene innalzato, mentre chi sbaglia, chi suona fuori dal coro o non si integra perfettamente nel gruppo viene umiliato; il professore crea quindi due squadre, quella degli atleti perfetti, dei vincenti, e quella degli sconfitti, dei perdenti, che nella loro inadeguatezza vengono mortificati e messi da parte. Eppure, sarà proprio la sete di successo, l’ambizione di potere ed il delirio di onnipotenza di questo professore neo-duce a portare progressivamente il suo sogno a sgretolarsi, venendo tradito dal gruppo che con tanta dedizione e forza era riuscito a plasmare secondo le proprie idee e finalità.

Lo spettacolo, tratto dal testo di Elena Stancanelli, asciutto, ma al tempo stesso assai efficace ed evocativo, gode di un gruppo di attori perfettamente amalgamato, preciso nei movimenti e perfettamente e totalmente espressivo (il lavoro svolto con Emma Dante da Civilleri e Lo Sicco si estrinseca perfettamente nello studio minuzioso effettuato sui movimenti e sulle espressività dei corpi, che spesso sono al limite del grottesco e dell’esasperazione). L’idea del gruppo, che nasce da una massa grezza e si trasforma passo dopo passo in una perfetta macchina da guerra, viene resa ottimamente, anche grazie ad una sapiente regia, che non si fa mai invasiva e che permette al gruppo di attori di sfruttare ogni singolo angolo del palcoscenico, portando la rappresentazione ad apparire come un’opera corale, totale. Proprio in questo risiede l’aspetto più brillante dello spettacolo, oltre naturalmente che nel lavoro encomiabile fatto sugli attori e con gli attori, lavoro che permette al pubblico di assistere ad un’opera assai interessante, capace di turbare profondamente, ma al contempo di gettare uno sguardo originale e significativo sulla gestione ed educazione delle giovani generazioni.

 

Teatro Palladium - piazza Bartolomeo Romano 8, Roma (zona Garbatella)

Per informazioni: botteghino 06/57332768, dalle ore 16 alle 20 dal martedì alla domenica Orario spettacolo: lunedì 21 Maggio 2012 ore 20,30

Durata spettacolo: 55 Minuti

 

Articolo di: Daniele Pierotti

Grazie a: Antonella Bartoli (Ufficio stampa Triangolo Scaleno Teatro), Francesca Venuto (Ufficio stampa Fondazione Romaeuropa)

Sul web: http://teatridivetro.it

 

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