Edipo Re, da Sofocle a Pasolini - Tieffe Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Andrea Dispenza Lunedì, 21 Marzo 2011 
Edipo Re - da Sofocle a Pasolini

Dal 15 al 20 marzo. Tra enormi e antichi campanacci, simboli del mondo pastorale e della transumanza e la musica dal vivo prende corpo il mito greco di Laio, il re giusto, in un’azione scenica mozzafiato e inquietante come solo il teatro greco sa essere. Ulderico Pesce non rinuncia a lanciare moniti al disorientato presente, recuperando brani musicali della tradizione popolare arbereshe, grecanica e lucana e raccontando il mito di Edipo sotto una luce nuova. Un'interessante, originale regia e un gioco di luci trascinante per un nuovo Edipo Re.

 

 

Produzione Centro Mediterraneo delle Arti e TieffeTeatro

presentano

EDIPO RE – DA SOFOCLE A PASOLINI

di Ulderico Pesce con la collaborazione di Maria Letizia Gorga

con Maria Letizia Gorga, Maximilian Nisi, Ulderico Pesce

rielaborazioni e direzione musicale a cura di Stefano De Meo e Pasquale Laino

tastiere Stefano de Meo

fiati Pasquale Laino

regia Ulderico Pesce

con la consulenza artistica di Anatolij Vasil’ev

 

Edipo Re - da Sofocle a PasoliniL'Edipo Re di Ulderico Pesce suona i campanacci di ottone e rame e parla un evidente dialetto meridionale. Canta musiche dei popoli Arberesh stanziati nel Sud dell'Italia dal 1400, della tradizione grecanica e del mondo pastorale.

Questo Edipo ha alle spalle due strumentisti che suonano dal vivo fiati e tastiere per una pièce che coinvolge il pubblico. Non solo perché emoziona e disorienta, ma anche perché qualche malcapitato spettatore è costretto ad alzarsi e interpretare un ruolo. A una giovane ragazza viene fatta indossare una maschera scura per interpretare la Sfinge. Poi è la volta di un ragazzo, scelto per vestire i panni di Tiresia, l'indovino cieco che conosce la causa delle sciagure che si abbattono su Tebe. Il tutto tra imbarazzo individuale e divertimento collettivo.

In scena si può assaporare l'originale rappresentazione della tragedia di Sofocle rivisitata dal regista lucano Ulderico Pesce. “Edipo Re - da Sofocle a Pasolini”, di cui Pesce è anche interprete assieme a Maria Letizia Gorga (i due hanno condiviso un'esperienza teatrale con il russo Anatolij Vasil'ev, consulente artistico dell'Edipo) e Maximilian Nisi è piena di simboli e tradizione. C'è il dramma dell'Edipo, inconsapevole seduttore della propria madre e parricida, il trasporto e, perché no, l'erotismo del momento più drammatico, di quando madre e figlio fanno l'amore al centro della scena.

Edipo Re - da Sofocle a PasoliniDal funerale del padre Laio, il re giusto, alla danza della seduzione, dal giaciglio su cui la madre Giocasta si accoppia con un Edipo in abito nero, elegante, senza sapere di averlo generato. Nei vari episodi che compongono il dramma il feretro è sempre sul palco. Rappresenta qualcosa su cui piangere o ballare, sul quale battere i pugni e disperarsi nel momento in cui il pastore rivela a Edipo il suo passato. Come se l'umanità fosse sempre su un piedistallo, come a indicare che il passato, le culture e la propria identità sono certezze sempre lì immobili, che non ci abbandoneranno mai. Un qualcosa di comune a tutti gli esseri umani, eroi, re o spettatori che siano. Forse è anche per questo che Pesce ha deciso di eliminare il coro originario della tragedia, per sostituirlo con una messinscena aperta con il pubblico, costituito da uomini, con una identità. La stessa identità comune che forse spinse Pier Paolo Pasolini a fare dell'Edipo Re quel bambino nato nel periodo della Grande Guerra oggetto della stessa profezia e vittima dello stesso destino, nel suo lungometraggio del 1967.

Divertente e drammatico, ricco di cultura e coinvolgente, l'Edipo in questione ha un carattere assolutamente umano. Pesce vuole indagare sul dramma, vuole far conoscere musiche nuove e far rivivere liriche e tradizioni che dovevano necessariamente essere rispolverate, tanto sono accattivanti.

Un accostamento equilibrato tra sceneggiatura, musica e gioco di luci che, aggiungendo la parte del pubblico come elemento vivo della scena, porta ad una nota di merito particolare soprattutto per la regia.

 

Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti 11, Milano

Orari spettacoli: ore 21, mercoledì ore 19.30, domenica ore 17

Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 16 alle 19

Prenotazioni e informazioni: telefono 02/36592544, telefono Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prezzi: 22 intero – 15 ridotto (over 60, under 25)  

 

Articolo di: Andrea Dispenza

Grazie a: Ufficio stampa Maddalena Peluso

Sul web: www.tieffeteatro.it

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