Ecuba, la nausea e la strage - Teatro Colosseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 22 Aprile 2012 
Ecuba

Dal 20 aprile al 6 maggio. Una Ecuba, quella di Francesca Benedetti, per la regia di Beppe Menegatti, rivista alla luce delle suggestioni surrealiste e metafisiche di Savinio e Böcklin, delle trasgressioni di Georges Bataille e dell’esistenzialismo sartriano. Una scenografia bellissima, imponente, simbolica e allo stesso modo realista incombe sulla scena, catturando gli occhi degli spettatori e accogliendo, nel gioco di pieni e vuoti, il racconto, il dispiegarsi della tragedia che si articola in un continuum di greco e moderno, come fosse un’unica grande storia dove il divenire non ha tempo; dove tutto inizia e accade a causa della nascita dallo stesso grembo.

 

Associazione Culturale Musicale BEAT 72 diretta da Ulisse Benedetti presenta

ECUBA

La Nausea e la Strage

libera elaborazione drammaturgica di Riccardo Reim

da “Ecuba” e “Troiane” di Euripide

con Francesca Benedetti, Raffaele Latagliata, Pier Luigi Pizzetti, Andrea Volpetti

e con Roberto Bisacco e Giorgio Crisafi

regia di Beppe Menegatti

 

L’attrice Francesca Benedetti è un’Ecuba barbona, una donna vecchia, sola, una ex attrice ormai costretta a vivere a terra, sulla terra, nella terra; una ex regina/prostituta/amante. Una donna forte, vendicativa, succube e allo stesso tempo manipolatrice; una zingara che sembra leggere nella sfera di cristallo; una medium che in sé incarna ogni personaggio della storia che vive e parla attraverso lei. Un’Ecuba volgare, provocatoria, affabulatrice; un’Ecuba donna, eroe femminile; una donna legata indissolubilmente ad un fato cattivo; una donna, i cui occhi sono abituati alle atrocità delle guerre greche e a quelle della seconda guerra mondiale, Troia come i campi di sterminio.

Uno spettacolo molto interessante; una Francesca Benedetti divisa tra sperimentazione e classicismo, padrona indiscussa della scena, circondata da attori uomini, animali da palcoscenico, sopra le righe, quasi posseduti.

Una regia che osa, che unisce in un unico ambiente, ricco di possibilità, piani differenti; mai pesanti ma ricchi di riferimenti e di immagini.

Passionale, animalesca la scena di Cassandra; commovente e onirica la scena di Elena; come commovente la scena del campo di concentramento. Parole ed immagini si fondono in una storia ancora vicina e simbolo di altre e continue atrocità commesse dall’uomo.

Purtroppo assistere ad una generale e non ad una prima come era previsto ha tolto qualcosa ai presenti, indebolendo la magia del racconto scenico e in alcuni momenti mettendo in evidenza dei piccoli limiti insiti nella messa in scena.

 

Colosseo Nuovo Teatro - via Capo d'Africa 29, 00184 Roma

Per informazioni e prenotazioni:

telefono 06/7004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Laura Sales

Grazie a: Ufficio stampa Viola Sbragia

Sul web: www.e-theatre.it

 

TOP