E’ Bal - TeatroLaCucina (Milano)

Scritto da  Domenica, 23 Luglio 2017 

È un canto d’amore intimo, passionale, viscerale, in cui ci sono tutto il dolore dell’abbandono, la solitudine e la consapevolezza del proprio amaro destino; quello di Ezia, la protagonista di “E’ Bal” del poeta Nevio Spadoni, messo in scena da Roberto Magnani e Simone Marzocchi del Teatro delle Albe e rappresentato al TeatroLaCucina, all’interno della manifestazione “Da vicino nessuno è normale”.

 

Produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro presenta
E’ BAL
di e con Roberto Magnani e Simone Marzocchi
testo Nevio Spadoni
musica Simone Marzocchi
realizzazione strumenti musicali Giovanni Cavalcoli, Fabio Ceroni, Roberto Magnani, Danilo Maniscalco, Simone Marzocchi
tecnico luci e suono Fagio
tecnici di produzione Fagio, Andrea Napolitano, Massimiliano Rassu
organizzazione e promozione Silvia Pagliano, Francesca Venturi

 

I quinari di Nevio Spadoni tracciano un sentiero narrativo semplice: in un passato recente Ezia, donna trentaseienne, vagava per le strade di un paese della campagna romagnola, conducendo in una sorta di ballo (E’ bal) la propria ricerca di un uomo da sposare, ricordando un amore finito, un fidanzato che l’ha abbandonata e ormai giace tra le braccia di un’altra donna. In un mondo fumoso e opaco, quasi ancestrale nei riti, la storia di Ezia assume i contorni di una favola senza tempo. Se, infatti, alcuni elementi quali la giostra, la piazza, il negozio di una pescivendola, indicano che la vicenda si svolge nella seconda metà del ‘900, altri dettagli, quali i pettegolezzi della gente, la visione della donna (irrimediabilmente vecchia a 36 anni) e malvista nella condizione di nubile spostano un po’ più indietro nel tempo la storia.

Ezia è quasi una strega per i suoi compaesani, eppure in quel territorio dai contorni sempre più labili che è la campagna romagnola, di cui respiriamo la polvere, complice l’atmosfera estiva e rustica del TeatroLaCucina, mostra un incredibile coraggio superando gli schemi della gente e proseguendo il suo folle “ballo”.

Un ballo in cui danzano in armonia la poesia e la musica, i versi di Nevio Spadoni e gli strumenti di Simone Marzocchi. Il dramma di Ezia, contenuto nei quinari di Spadoni è affidato all’attore Roberto Magnani, anche creatore del progetto. Un compito non facile dal momento che la poesia è in dialetto romagnolo ravennate e non ha subito nessun adattamento, solo pochi accorgimenti confidando nel potere del teatro e una grande cura all’espressività, ai gesti, alla mimica. Ma la natura del lavoro, seppur con componente narrativa, è musicale. Elementi metallici di diverso genere compongono la scenografia e vengono usati da Simone Marzocchi come strumenti musicali: una lastra di metallo, una sega di metallo appesa, una vecchia macchina da cucire, una ghironda che suona come una chitarra. Una scelta registica condivisa: “I suoni hanno preceduto e generato le visioni. Siamo partiti pensando alla voce di Ezia, come a un suono metallico pieno di ruggine, stridente, in contrasto con la musicalità del verso quinario del testo di Nevio”.

Un dialetto che viene proposto in modo integrale senza nessun aiuto per il pubblico, simbolo di una volontà di preservare una purezza della lingua e della poesia. Un codice arcaico, che è musica e che non conosce contaminazioni ma che al contempo rischia di diventare strumento di chiusura.

Peccato, perché la storia di Ezia è una storia ancora viva nelle nostre coscienze. Simbolo di un paese perbenista, provinciale, conformista e crudele che non conosce e non concede margini alla diversità, di alcun tipo, e molto velocemente affibbia l’etichetta di strega ad ogni donna che ‘esce dai binari’.

 

TeatroLaCucina (ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini) - Via Ippocrate 45, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 66200646, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: mercoledì 12 luglio ore 21.45
Biglietti: 13 euro intero, 10 euro ridotto

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Rosita Volani e Lucia Piemontesi, ufficio stampa “Da vicino nessuno è normale”
Sul web: www.olinda.org

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