Matti da slegare - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Giovedì, 10 Marzo 2016 

Al Teatro Carcano di Milano c’è uno spettacolo nuovo e molto particolare, Matti da slegare con Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti insieme a Irene Serini e Gisella Szaniszlò. Dal 24 febbraio e fino al 13 marzo il gruppo agisce sotto la regia del grande Gioele Dix, che ha pure adattato la sceneggiatura dal testo originale, scritto del norvegese Azel Hellstenius. Il suo libro è prima divenuto una commedia teatrale e poi un film, diretto da Setter Naess, candidato nel 2002 agli Oscar come miglior film straniero. La traduzione dal norvegese è di Giovanna Paternità, ma Gioele Dix ha voluto ricondurre il testo a qualcosa che si potesse meglio digerire e in particolare ha permesso ai suoi due pezzi grossi della comicità di intervenire in alcuni punti per rendere più vicini a sé stessi i due personaggi che interpretano sul palco.

 

Al Teatro Carcano di Milano
da mercoledì 24 febbraio a domenica 13 marzo 2016
Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti
MATTI DA SLEGARE
di Axel Hellstenius

Versione italiana della commedia Elling & Kjell Bearne
traduzione di Giovanna Paterniti

con Irene Serini, Gisella Szaniszló
Scene e costumi Francesca Pedrotti - Disegno luci Carlo Signorini
Musiche Ugo Gangheri
Adattamento e regia Gioele Dix
Coproduzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano – Mismaonda

 

Il romanzo scandinavo affronta un problema vero e serio: il periodo in cui venivano chiusi i vecchi manicomi mentre i malati mentali affrontavano nuovi metodi curativi e di collocamento. Specie quando non erano considerati pericolosi, si tendeva a un certo punto a sistemarli in appartamenti, con un sussidio e un assistente sociale che si riprometteva di inserirli alla vita sociale con sorveglianza e sostegno. Due personaggi provenienti da questa triste realtà e che hanno vissuto assieme nella stessa stanza dell’Istituto di Cura sono scelti per convivere in questa nuova esperienza. Si tratta di un uomo ignorante sui 50 anni, Giovanni, che ha vissuto decenni al chiuso e di un altro cinquantenne, Elia, colto ma molto riservato, capace di parlare liberamente solo po’ compagno di stanza al quale racconta storie inventate fingendo di essere sempre stato, un tempo, un avventuriero.

A loro due si affianca Gisella Szaniszló, prima nei panni di Manu, un’infermiera dell’istituto psichiatrico che riappare, molto diversa, come Rita, l’inquilina del piano di sopra del nuovo appartamento in città e che finirà per diventare una vera amica della strana coppia. Infine c’è Irene Serini che appare nel ruolo di Franci, l’assistente sociale a cui i due sono consegnati: deve sorvegliarli e indirizzarli anche insegnando loro cose a cui non sono abituati, come rispondere al telefono ad esempio, per favorire il loro inserimento nella nuova vita indipendente. Il legame tra tutti loro è il regista, Gioele Dix, che ha anche adattato il testo teatrale norvegese per renderlo più fruibile al pubblico italiano e soprattutto per favorire la recitazione di due grandi comici come Giobbe Covatta ed Enzo Iachetti. I quali, in effetti, interpretano due personaggi molto inquietanti e fondamentalmente tristi, come chiunque sia rimasto chiuso per tantissimo tempo in un luogo dove si vive fuori dal resto del mondo, per motivi diversi. Il reinserimento sociale potrebbe non riuscire mai o provocare gravi crisi e ai nostri due piccoli eroi della sopravvivenza ne capitano un po’ di tutti i colori.

La vera genesi dell’opera l’ha raccontata Gioele Dix: “Ho messo parecchio le mani sia sul testo originale sia sulla commedia, che in Norvegia è stata trattata diversamente da noi. Sono stati Giobbe ed Enzino a convocare me, convinti che avrei saputo coniugare la comicità che li contraddistingue con gli aspetti più duri, ma anche dolci, affettuosi ed emotivi dei protagonisti. Ci volevano due comici molto bravi, capaci di far ridere e dopo due minuti far piangere! Il comico ha dimestichezza col dolore: umorismo e tragedia si incontrano”. Giobbe Covatta ha aggiunto: “I due personaggi sono coinquilini e, comprese le ragazze che li avvicinano, hanno tutti una parte di follia. L’unico normale sembra poter essere un bambino che sta per nascere, di cui io divento come un surrogato di papà perché il padre è sconosciuto. Così si ricompone una famiglia che in qualche modo rimette in ordine tutto quello che era stato sottosopra per tutto il tempo”.

Parla anche Iacchetti, che ha un ruolo molto complesso: “Il mio personaggio è molto complicato, è uno che ha vissuto sempre e solo con la madre. Quando lei è morta, lui ha perso ogni riferimento con la realtà e finisce in istituto. Mi ha aiutato il fatto che proprio l’anno scorso è mancata mia madre e, per quanto molto anziana e che io abbia la mia vita, da un anno mi sento sperduto e la sua mancanza è terribile. Elia, il personaggio, presenta disturbi ossessivi, è più colto del suo compagno di stanza ed è pure geloso di lui e della sua amica, che considera grassa non avendo mai saputo che esistano le donne incinte. Quando lo capisce, scrive di getto una poesia per quella donna e, alla fine, anche grazie all’assistente sociale Franci, si realizza un po’. In qualche modo, per la prima volta dopo 50 anni di vita solitaria, i componenti di questa nuova famiglia finalmente vinceranno la solitudine che da sempre li ha caratterizzati”.

Encomiabile il desiderio di devolvere tutto l’incasso della seconda serata ai senzatetto tramite l’Associazione Arca, di cui i due comici sono testimonial. Ma ascoltiamo Irene Serini: “Franci, l’assistente sociale molto pratica che deve risolvere i problemi dei due protagonisti, per quanto sia insensibile alle persone alla fine, segretamente, apre squarci sull’umanità degli altri e sulla propria fragilità, che le faranno scoprire la propria identità”. Anche Gisella Szaniszló ha una battuta per noi: “Sono prima l’infermiera poi divento Rita, l’inquilina del terzo piano, incinta e un po’ sballata. Giovanni e Rita si ‘riconoscono’ e pure Elia scopre una propria passione, ovvero la scrittura poetica. Ringrazio Gioele per avermi scelta in questa commedia, cosa che mi ha permesso di stare con attori così fantastici, capaci di esistere in scena in modo così vitale!”.

Lascio concludere a Gioele Dix: “Io stesso attore e oggi regista a mia volta ringrazio Sergio Fantoni (l’anziano direttore artistico, insieme a Fioravante Cozzaglio, del Teatro Carcano che ha prodotto e sta ospitando tutto il gruppo). Qui abbiamo misurato la nostra forza perché l’attore conosce il peso delle parole, abituato ad ascoltare, a ‘sentire’ sia sé stessi che il pubblico. Siamo riusciti a lavorare sui personaggi rispettando i loro codici. Giobbe è davvero Giovanni, Enzo è Elia, non è Enzo, ce l’abbiamo fatta”. Ricordo che proprio Giobbe ha letto per primo il libro, poi lo ha passato a Enzo poi a Dix, che aveva visto il film, ha poi letto il libro e scoperto il testo teatrale prima di decidere che lo avrebbe saputo ristrutturare, adattandolo e alleggerendo volutamente alcune situazioni. “Quando Totò incontra Pasolini” confida Gioele, “vola altissimo… lo aveva sempre fatto ma non si capiva: è la poesia di Pasolini che rende leggerissima la comicità di Totò. Ho pensato un po’ a questo e mi sono lanciato in questa avventura”.

E noi non possiamo che ringraziare tutti quanti per averci regalato uno spettacolo diverso, un po’ cupo ma pieno di squarci di luce interiore, capace di avvicinarci a chi appare diverso, dando un senso a tanti aspetti di un mondo che di solito si preferisce non conoscere. Ci sono riusciti facendoci prima sorridere e infine ridere di gusto, a dispetto di tutti i problemi reali che si affrontano grazie a una magica alchimia di talento, sensibilità e bravura assoluta.

Teatro Carcano - Corso di Porta Romana, 63, 20122 Milano
Telefono: 02 5518 1377
Orari da martedì a giovedì e sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30 – domenica ore 16
Durata 2 ore + intervallo - Prezzi euro 34,00/25,00 – E’ valido “Invito a Teatro”
Per prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta saranno Matti da Slegare per Progetto Arca, giovedì 25 febbraio al Teatro Carcano di Milano
La recita di martedì 8 marzo è riservata al Comune di Milano

Il tour prosegue a Vercelli (20 marzo), Monfalcone (22 e 23 marzo), Sacile, San Sepolcro, Forlì e Copparo per proseguire tutto aprile da Vicenza fino alla Sardegna, con tappe a Nuoro, Olbia, Palau e Sassari il 24 Aprile al Teatro Verdi.

 

Articolo di Daniela Cohen

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