Due dozzine di rose scarlatte - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Giovedì, 05 Marzo 2009 
due dozzine di rose scarlatte

Dal 3 al 22 marzo. Torna sul palcoscenico dello storico teatro romano l’esilarante commedia di Aldo De Benedetti, tra i massimi esponenti del teatro d’evasione nel periodo tra le due guerre mondiali, in una rilettura moderna ed estremamente coinvolgente, che si avvale di una direzione registica fresca e dinamica e di un poker di attori talentuosi e sorprendentemente affiatati tra loro, tra i quali spicca il protagonista Michel Altieri, giovane promessa del teatro di prosa e musicale italiano.

 

 

 

Politeama Mancini presenta

DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE

da Aldo De Benedetti

nella riscrittura di Tato Russo

dal 3 al 22 marzo al

Teatro “Sala Umberto”

con Michel Altieri, Katia Terlizzi, Umberto Bellissimo e Letizia Netti

Regia di Livio Galassi

Scene di Tonino Di Ronza

Costumi di Giusi Giustino

Musiche di Zeno Craig

 

Talvolta la polvere del tempo non sembra scalfire in alcun modo la brillantezza e la sottile ed ironica intelligenza di una pièce teatrale. Per convincersi di questa asserzione sarà sufficiente lasciarsi accarezzare dall’inebriante profumo di queste due dozzine di rose scarlatte, che non accennano in alcun modo ad appassire nonostante ormai vengano portate in scena da ormai sette decenni divertendo generazioni su generazioni di spettatori. Difatti il testo originale di Aldo De Benedetti risale al 1936 e si iscrive nella cornice di quella peculiare tipologia di commedia sentimentale d’evasione che va frequentemente sotto il nome di “teatro dei telefoni bianchi” (l’autore scrisse quest’opera appositamente affinchè ne fosse protagonista Vittorio De Sica); l’adattamento che ne viene proposto nello spettacolo in scena al Teatro Sala Umberto rappresenta un’efficace attualizzazione del testo originario che, grazie soprattutto alla moderna riscrittura di Tato Russo e alla fresca e dinamica direzione registica di Livio Galassi, diviene estremamente godibile per il palato teatrale delle esigenti platee di oggi.

Lo sviluppo dell’intreccio narrativo ripercorre gli schemi classici della commedia romantica degli equivoci, ma dipanandolo con un ritmo che cattura l’attenzione dello spettatore, alternando momenti di puro ed effervescente divertimento ad altri maggiormente malinconici e riflessivi. Fulcro della narrazione è una coppia di giovani sposi, il cui matrimonio evidentemente già naviga in acque piuttosto tempestose travolto dal grigiore della quotidianità, dalla mancanza di novità stimolanti e dall’irrequietezza sentimentale che contraddistingue questi protagonisti arroganti, agiati e perennemente insoddisfatti. Alberto Verani, divo televisivo vanitoso e strafottente, sfruttando l’imminente partenza di sua moglie Marina per un viaggio ai Caraibi con la cugina ed un’occasione offertagli dal Caso, inizia a corteggiare l’avvenente attrice Sabina Fiorilli, sua vecchia conoscenza, a suon di dozzine di rose rosse. Questa leggerezza darà però origine ad una spirale di malintesi e la situazione si ritorcerà decisamente contro di lui, scatenando gelosie ed una catena inarrestabile di incomprensioni: infatti per errore le rose saranno ricevute dalla moglie Marina la quale, lusingata da questo omaggio misterioso, si invaghirà dell’ignoto mittente rinunciando al suo viaggio esotico; a complicare ulteriormente il quadro vi sarà poi il fedele amico della coppia che sfrutterà questo frangente per palesare i propri sentimenti per Marina, fingendo di essere l’uomo del mistero, artefice di questi omaggi floreali. L’epilogo di questo turbinio esilarante di eventi sarà un interrogativo, un provocativo spunto di riflessione lanciato ad ogni singolo spettatore: si possono ancora ricercare emozioni, serenità e felicità in un rapporto di coppia stabile e consolidato senza ricorrere a semplici e fugaci evasioni?

Oltre al testo della pièce teatrale che conserva intatto il proprio umorismo raffinato e garbato ed un ritmo contagioso ed immediato, lo spettacolo può offrire numerosi altri ingredienti vincenti. Innanzitutto il talento interpretativo degli attori in scena: Michel Altieri, nei panni di Alberto Verani, affronta con sicurezza e perfetta padronanza del palcoscenico questa nuova sfida teatrale (sostituendo il protagonista Leopoldo Mastelloni originariamente annunciato in cartellone), mostrando peraltro in alcuni brevi momenti anche le sue indiscutibili doti canore, grazie alle quali fu scoperto e portato alla ribalta nientemeno che da Luciano Pavarotti e che negli ultimi anni gli hanno consentito di mietere successi straordinari in musical come “I promessi sposi” o “Il ritratto di Dorian Gray”; estremamente azzeccata anche Katia Terlizzi nel conferire spessore e complessità psicologica al ruolo della viziata, insoddisfatta e pretenziosa protagonista Marina Verani. Di gran lunga più macchiettistiche e prettamente emblematiche dell’aspetto di comicità e leggerezza di questa commedia sono invece le interpretazioni di Umberto Bellissimo, l’amico della coppia che tenterà di sedurre la giovane moglie insoddisfatta, e di Letizia Netti, domestica africana di casa Verani con un’improbabile suoneria sul cellulare pronta a farla scatenare ad ogni singola telefonata ed una lingua vispa e pronta sempre a commentare con ironia e cinismo gli accadimenti che coinvolgono i suoi irrequieti datori di lavoro.

Particolarmente curata e ben riuscita anche la scenografia che ritrae alla perfezione una casa dell’alta-borghesia romana con lussuoso mobilio alla moda, televisori al plasma e tutti i simboli di un’opulenza fin troppo ostentata. Un meritatissimo plauso quindi alle scene di Tonino Di Ronza e ai costumi di Giusi Giustino, che realizzano in concreto l’operazione di attualizzazione del testo teatrale di De Benedetti.

Una commedia divertente e spensierata, per trascorrere una serata in allegria e allo stesso tempo riflettere su alcuni dei capisaldi dei rapporti umani – amore, fedeltà, insoddisfazione esistenziale e instancabile ricerca di un compimento delle proprie più segrete aspirazioni – che attraversano diametralmente le generazioni e che non si possono umanamente non condividere.

 

Teatro Sala Umberto – Roma

Via della Mercede, 50 – 00187 – Roma

Telefono 06/6794753 – Contatto mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Botteghino: lunedì – sabato ore 10:30/19:00

domenica ore 14:00/17:00

Biglietti: poltronissima da € 27,00 a € 30,00

poltrona da € 25,00 a € 27,00

galleria da € 20,00 a € 22,00

Orari spettacoli: martedì, I mercoledì, giovedì, venerdì ore 21:00

II mercoledì pomeridiana ore 17:00, sabato ore 17:00 e 21:00

domenica ore 17:30, lunedì riposo

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazia a: SVS Ufficio Stampa

Sul web: www.salaumberto.com

 

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