Due donne che ballano - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Lunedì, 21 Dicembre 2015 

A pochi giorni dal debutto al Teatro Sociale di Bergamo, giunge al Teatro Carcano per due settimane di repliche "Due donne che ballano" di Josep Maria Benet i Jornet, la prima nuova produzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano per la stagione 2015/16. Ad interpretarla due autentiche stelle della scena italiana, le pluripremiate Maria Paiato e Arianna Scommegna, mentre la regia è firmata da Veronica Cruciani.

 

Produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano presenta
DUE DONNE CHE BALLANO
con Arianna Scommegna e Maria Paiato
di Josep Maria Benet i Jornet
traduzione Pino Tierno
scene Barbara Bessi
luci Gianni Staropoli
musiche Paolo Coletta
regia Veronica Cruciani

 

La scena è tradizionale. L’interno di una casa, il tinello, una porta finestra alla nostra sinistra, la porta che da’ sulla cucina e le scale a destra. Ci sono due donne. Una sulla quarantina e l’altra più anziana. E’ la storia di una vecchia signora e di una donna assunta dalla figlia per farle le pulizie in casa e tenerle compagnia un paio di giorni a settimana. E fin qui niente di che. Ma la scena si apre subito con un conflitto.

La vecchia (interpretata da Maria Paiato) aggredisce l’altra donna, la percepisce come un’intrusa in casa sua e vuole sapere perché la figlia la manda lì, cosa le ha detto di lei e se pensa che abbia l’alzheimer e non sia più in grado di badare a se stessa. L’altra, diciamo la badante (a vestirne i panni Arianna Scommegna), dal canto suo non si dimostra remissiva per niente, come invece ci si aspetterebbe e contrattacca. Inizia così un battibecco costante fra le due che va avanti per un po’, quasi quasi annoiandoci e facendoci sbadigliare, fino a che ci rendiamo conto che questa struttura ci ha portati silenziosamente vicino a queste due donne, nella loro vita, ci ha aperto la porta di casa e seduti a quel tavolo adesso ci siamo anche noi. Tra le due donne si instaura, attraverso questa modalità un po’ brusca e gridata, un profondo rapporto di fiducia, solidarietà e affetto reciproco. Le due arrivano a scambiarsi regali e alla fine a sostenersi in una scelta “di vita” molto importante.

Quello che colpisce è senza dubbio il talento delle due protagoniste, la capacità dell’attrice Arianna Scommegna, che interpreta la badante, di far vivere in scena un personaggio che è autentico e tridimensionale, una donna che porta con sè la tragedia della sua vita. Una tragedia domestica, quotidiana che ha reso la sua esistenza impossibile da vivere. L’attrice è vera, concreta, reale. E’ una donna che possiamo aver incontrato dal macellaio o in fila alle poste senza accorgerci della sua presenza. E adesso ce la ritroviamo lì, davanti, ci viene sbattuta in faccia e dalle nostre poltroncine pensiamo: ogni persona che incontriamo potrebbe potenzialmente nascondere una sofferenza profonda, con quanta superficialità siamo abituati a vivere e quanto ci chiediamo davvero chi abbiamo davanti? Non a caso infatti, dall’altro lato abbiamo la donna più anziana che fa esattamente questo, costantemente e per tutto il tempo, chiede alla sua inserviente: chi sei? Voglio sapere chi sei. Voglio sapere chi ho in casa. Con violenza, come una pretesa, ma soprattutto come una ricerca disperata di un qualche contatto umano. E qui si apre un’altra desolante finestra su: cosa sarà di noi quando saremo vecchi? Come finiremo? I nostri figli, se mai ne avremo, come si comporteranno con noi?

E’ amara questa commedia, è amara la scelta registica di Veronica Cruciani che decide di affrontare tutto con leggerezza sì, a tratti ironia perché si ride e anche di gusto in alcuni momenti; ma alla fine scendono lacrime, piano, senza singhiozzi, con calma. Scendono su questi due sipari che calano e tu sai che stanno calando perché si è esaurita ogni speranza verso il futuro, perché non si vede altra soluzione che quella decisa.

Una recitazione bella, autentica, senza fronzoli. Sembra la vita, ma non lo è affatto. E’ ottimo teatro. Una regia lineare, chiara, intelligente. Una drammaturgia ben scritta, mai banale, vera.

Tre donne, le due attrici e la regista, che affrontano una storia di donne e allora è chiaro tutto, anche la semplicità scenografica che è semplicemente il tinello di una casa: il luogo che nei sogni rappresenta l’intimo femminile, la dimensione della confidenza, della convivialità e dell’incontro. Incontro di due solitudini che non smettono di essere sole. Non c’è romanticismo. Non ci sono fronzoli di nessun tipo. C’è la vita. Così com’è. C’è uno spaccato sociale, di mondo. Un mondo maschile dove le donne si adattano sempre più a fatica.


Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30, venerdì ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: poltronissima € 34,00 - balconata € 25,00 - studenti e giovani fino a 26 anni € 15/13,50

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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