Dove sei, o Musa - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 19 Novembre 2016 

“Dove sei, o Musa” è uno spettacolo ideato, diretto e interpretato da Elena Russo Arman in collaborazione con la chitarrista Alessandra Novaga e raccoglie la declamazione di ventidue fra i più famosi e toccanti sonetti di William Shakespeare, intrecciandoli a dieci brani di John Dowland, compositore e liutista contemporaneo al Bardo. Lo spettacolo, in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 20 novembre, è una riedizione del lavoro originariamente presentato nella stagione 2011/2012 con nuove scene, ideate dai finalisti del progetto “Dove sei, o musa”, portato avanti in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Brera in occasione del 400° anniversario della morte di William Shakespeare.

 

DOVE SEI, O MUSA
sonetti di William Shakespeare tradotti da Giovanni Cecchin
musiche di John Dowland
regia di Elena Russo Arman
con Elena Russo Arman (voce), Alessandra Novaga (chitarra)
scene di Eva Angeloro e Andrea Delorenzi
finalisti del progetto "Dove sei, o musa" in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell'Accademia di Brera nell'ambito del progetto "Shakespeare - 400 anni - il backstage" sostenuto da Fondazione Cariplo
luci di Roberta Faiolo
produzione Teatro dell'Elfo

 

Sotto la guida dei due giovani scenografi Eva Angeloro e Andrea Delorenzi, il palco della Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini si trasforma in una sorta di notturno giardino incantato, illuminato appena dai raggi di una luna che spunta, candida ed enorme, tra i rami degli alberi. I toni di scene e costumi sono quelli del nero e del grigio, illuminati di volta in volta da luci calde o fredde. Il gioco di trasparenze di tre tendaggi - uno sul fondo, uno in mezzo e uno che funge anche da sipario - conferisce profondità a una scena altrimenti monocroma e allo stesso tempo le dona un alone di magico mistero che non può che richiamare le atmosfere di Sogno di una Notte di Mezza Estate.

Lo spettatore prende così posto in sala avendo l’impressione di essere capitato per caso in una radura, vagabondando, solo, per il bosco di notte, e di aver incontrato due esseri - la Voce e la Chitarra - che non paiono completamente umani. In effetti, sia Elena Russo Arman che Alessandra Novaga appaiono vestite di scuro, ornate da nere piume di uccello, silenziose ed enigmatiche come opere d’arte o creature ultraterrene. La chitarrista è seduta su un trono coperto di piume, mentre la Russo Arman si muove liberamente e con grazia sul palco, avvolta in un abito in stile tardorinascimentale completo di parrucca sormontata da una testa di pavone, occhialini scuri, piume e una rigida gorgiera elisabettiana. E veramente da dama lei si comporta, ora garrula e maliziosa, ora passionale e sofferente, mentre con voce morbida declama i sonetti e interagisce con Alessandra Novaga con la scioltezza data da anni di mutua collaborazione nella messa in scena di spettacoli incentrati sulla relazione tra musica e parole.

Il rapporto tra voce e chitarra è magico quanto lo scenario in cui le due artiste sono inserite; sembra quasi che la Novaga suoni in accordo con la voce di Elena Russo Arman, quasi che quest’ultima fosse il secondo strumento in scena, e al contempo che i movimenti dell’attrice diano il via agli accordi della chitarra. I sonetti scelti per la rappresentazione sono organizzati per seguire una sorta di climax d’intensità, ma anche per raccontare la storia dell’amore che nasce giocoso, cresce appagato e corrisposto e si evolve, senza tralasciare le pene del mal d’amore: la gelosia, il sospetto, la sofferenza, la paura della fine dell’amore stesso.

Man mano che il poeta conferisce un accento intimistico ai suoi versi a scapito delle lodi sulla bellezza e l’immortalità del suo amore, man mano, insomma, che i sonetti sono privati dei loro orpelli romantici, anche le due persone in scena cambiano sotto gli occhi dello spettatore. Si privano delle piume, degli accessori e degli ammennicoli di cui erano ammantate e appaiono, infine e finalmente umane, spoglie di protezione, indifese davanti al sentimento che permea l’intera rappresentazione.

 

Note:
William Shakespeare: 1564 - 1616. Drammaturgo e poeta inglese, scrive i Sonetti, pubblicati per la prima volta nel 1609, in gran parte prima del 1600.
John Dowland: 1563 - 1626. Compositore e musicista cattolico di origini inglesi o forse irlandesi. I brani suonati all’interno dello spettacolo sono originariamente concepiti per il liuto.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Bausch) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 19.30, domenica ore 15:30
Biglietti: intero € 32.50, martedì 21.50€, ridotto giovani e anziani 17 €
Durata: 60 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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