Doris Every Day - Teatro Studio Uno (Roma)

Scritto da  Giovedì, 10 Aprile 2014 

Barbie, sogno di ogni bambina, è il modello di perfetta bellezza e somigliarle, con tutti i sacrifici che questo comporta, è l'obiettivo di Doris, inculcatole dalla madre fin da piccola. La bellezza come ideale e aspirazione massima, quindi. Ma fino a che punto si è disposte a cambiare vita per apparire belle ai propri occhi e a quelli degli altri? Cosa si nasconde dietro una vita in apparenza perfetta, fatta di abiti rosa, sorrisi e capelli luminosi? È lì la felicità? Questo è ciò che prova a raccontare “Doris Every Day”, in scena fino al 20 aprile al Teatro Studio Uno di Roma e vincitore nel 2012 del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio: un'indagine sul mondo della bellezza femminile con un testo corrosivo e intelligente. Il risultato è una riflessione amara e insieme ironica sul valore della perfezione estetica nella società attuale; tanti gli spunti interessanti che però avrebbero potuto essere sviluppati maggiormente.

  

 

Produzione DoveComeQuando presenta
DORIS EVERY DAY
di Laura Bucciarelli
regia Pietro Dattola
con Flavia Germana De Lipsis, Andrea Onori
assistente regia ed elementi di scena Alessandro Marrone

 

 

Barbie è bionda, bella, magra. Barbie ha sorriso smagliante, gambe lunghe e capelli setosi. Barbie ha un fidanzato, case in campagna, cavalli, un guardaroba sconfinato. Barbie è perfetta. È l'ideale che ogni bambina, giocando, vorrebbe raggiungere. Anche Doris, la protagonista dello spettacolo in scena al Teatro Studio Uno, vuole essere Barbie. Sua madre gliel'ha insegnato fin da piccola. Ma diventare perfetta non è cosa semplice: servono costanza, sacrificio, impegno. Doris non è nata bionda, ma lo è sempre stata dentro. Poi ha studiato, perché la bellezza ha le sue regole: l'adatta nuance di tinta, i prodotti di qualità, il tacco giusto per ogni orario, i pilastri di un buon rapporto con sé stesse (bei capelli/pelle luminosa/corpo tonico). Ogni giorno, regole inflessibili e lavoro continuo. Non importa se per raggiungere l'obiettivo sia necessario sottoporre il corpo a torture di ogni tipo o se si finisca per snaturarsi: niente deve rimanere intentato. Perché se non si è in grado di prendersi cura di sé - con ogni mezzo - è inutile anche stare al mondo. Ma Doris ce l'ha fatta ed ora è compiuta, curata, levigata. Sorride luminosa e con modi formalmente perfetti vive nel suo mondo tutto rosa. Che però, in fondo, così rosa non è. In lei c'è un tormento interiore, una voce implacabile che la fa precipitare nell'orrore, nell'insicurezza, nel disfacimento fisico. Mentre la voce di sua madre le riecheggia nella testa, inesorabile, ossessiva: “Sorridi. Distendi il collo. Sbatti le ciglia. Allarga le spalle. Ripeti con me. Sono luminosa. Sono brillante. Sono leggera. Sono bella"... la perfezione di Doris si sgretola, l'animo cede, il dolore vince. Ogni giorno però, dopo il crollo, bisogna rimettersi in piedi, lisciarsi i capelli, stamparsi un sorriso e tornare ad essere Barbie.

 

“Doris Every Day”, secondo capitolo di un percorso dedicato alla bellezza iniziato con “Sogni (in una bella notte di mezza estate)”, è un brillante racconto-confessione sul mondo della bellezza femminile ad ogni costo, un testo ironico e originale che trasmette in giuste dosi frivolezza e inquietudine. Il tema raccontato è intelligente e attuale ma avrebbe potuto (dovuto) essere sviluppato molto di più. In poco più di mezz'ora lo spettacolo lancia spunti interessanti che però non riesce ad approfondire e alcuni momenti (come l'entrata in scena del fidanzato/Ken) che sicuramente avrebbero potuto arricchire di nuove dinamiche il racconto, rimangono invece fini a se stessi, senza nulla aggiungere alle parole della protagonista.

 

Doris (il cui nome è un chiaro omaggio a Doris Day, la fidanzata d'America degli anni '50, il ritratto della ragazza acqua e sapone, qui citata anche nei versi della sua “Que serà, serà”) è interpretata da una brava Flavia Germana de Lipsis che, quasi sempre sola in scena, è convincente sia nel modulare voce e toni che nella mimica. Senza vera trama o azione, lo spettacolo si regge sul solo testo e sull'interpretazione della protagonista, mentre l'allestimento è estremamente semplice, con una scenografia composta da una serie di abiti rosa appesi alla parete di fondo che crollano uno ad uno, come pian piano crolla anche Doris. Si avverte invece la mancanza di un accompagnamento musicale. La regia è di Pietro Dattola, vincitore del Premio Internazionale Flaiano con "Il signor Cugino", che con la de Lipsis porta avanti da otto anni i lavori di DoveComeQuando. Lo spettacolo ha conquistato la residenza artistica de “La Cattiva Strada” presso il Teatro Studio Uno 2013/14 ed è vincitore della IV edizione (2012) del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio.

 

 

 

Teatro Studio Uno - via Carlo della Rocca 6, Roma (zona Torpignattara)
Per informazioni: telefono 349/4356219 - 328/3546847, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutti i giorni ore 21, domenica ore 18 (lunedì riposo)
Biglietti: 10 euro intero; 7 euro ridotto (tessera gratuita)
Durata spettacolo: 40 minuti



Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Chiara Crupi, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: http://www.dovecomequando.net - www.lacattivastrada.com

 

 

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