Dorian Gray. La bellezza non ha pietà - Teatro Sistina (Roma)

Scritto da  Domenica, 04 Febbraio 2018 

L'immortale icona letteraria creata da Oscar Wilde diventa un sofisticato spettacolo musicale prodotto da Pierre Cardin e scritto da Daniele Martini. “Dorian Gray. La bellezza non ha pietà” unisce diverse realtà creative - musica, teatro, danza, mimo, video - alla ricerca della bellezza immortale e per tre serate riempie il Teatro Sistina di Roma prima di una tournée nei più importanti teatri italiani.

 

DORIAN GRAY - La bellezza non ha pietà
produzione Pierre Cardin
con Federico Marignetti e Marco Vesprini/Thibault Servière
autore, testi e musiche Daniele Martini
direttore artistico e scenografie Rodrigo Basilicati
regia e allestimenti Wayne Fowkes e Emanuele Gamba
arrangiamenti e suono Daniele Falangone
video designer Sara Caliumi
light designer Paolo Bonapace
costumi Pierre Cardin

 

La tournée italiana dell’opera musicale "Dorian Gray - La bellezza non ha pietà”, prodotta da Pierre Cardin, si è aperta giovedì 1 febbraio al Teatro Sistina di Roma con una serata speciale introdotta da un lungo filmato dedicato allo stilista e da una sfilata celebrativa. Dopo l'anteprima alla Fenice di Venezia nel 2016 e i successi raccolti in Grecia, Spagna e Kazakistan, lo spettacolo ha scelto il tempio romano della commedia musicale per iniziare il suo percorso nei più bei teatri italiani, dal San Carlo di Napoli agli Arcimboldi di Milano, sino alla Pergola di Firenze.

D'altra parte, è proprio la bellezza il tema centrale dell'opera. E nello spettacolo di Daniele Martini ce n'è: bellezza nell'impatto visivo, grazie al conturbante gioco di videoproiezioni e luci, bellezza nella voce potente del protagonista, bellezza nei movimenti del danzatore-mimo che porta allo scoperto l'anima del personaggio. Molta meno bellezza c'è stata invece nel pubblico della Prima. Un parterre di sorrisi ed abiti elegantissimi ma anche di cellulari costantemente accesi per scattare foto o consultare Facebook, di fastidiosi andirivieni in sala nel pieno dello spettacolo, di maleducazione nell’abbandonare la platea ad apertura di sipario. Fa specie (o forse no?) che sia stato il comportamento proprio degli invitati che occupavano le poltronissime, di "ospiti d’onore" in splendidi abiti il cui interesse è subito scemato dopo il cocktail e la sfilata di moda.

Peccato, perché tra distrazioni continue e luci di cellulari in sala, lo spettacolo ne è uscito penalizzato. "Dorian Gray. La bellezza non ha pietà” meriterebbe un contesto diverso, forse anche un ambiente più raccolto, e verrebbe meglio apprezzato se ci si riuscisse ad immergere nell'oscurità del personaggio creato da Oscar Wilde. Un pubblico così non lo consente.

Detto ciò, il lavoro confezionato da Pierre Cardin e dal nipote Rodrigo Basilicati è elegante e lodevole. "Il ritratto di Dorian Gray", caposaldo della letteratura e opera intramontabile dal genio di Wilde (e libro dispensatore dei più abusati aforismi!) è un viaggio psicologico nell'animo umano. Dietro alla storia del dipinto in cui l'anima intrappolata del protagonista assume, misfatto dopo misfatto, sembianze sempre più mostruose ed invecchia al posto dell'uomo, si celano edonismo, morte, ricerca del piacere, smania ossessiva per la bellezza, paura, desiderio di immortalità, ossessioni. Rendere tutto questo uno spettacolo teatrale, atto unico di un'ora e mezza, era un'impresa improba. Ancora di più volendolo trasformare in un'opera musicale. Eppure Daniele Martini, autore di testi e musiche, ha saputo ideare e realizzare uno spettacolo complesso e riuscito, con un significativo lavoro di adattamento del testo e legando arie musicali a brevi monologhi recitati. Le musiche avvincenti usano ritmi che rimandano al tango, al rock, alle sinfonie liriche per sottolineare i sentimenti e le inquietudini del protagonista. Federico Marignetti, già parte del cast di “Spring Awakening Italia”, Romeo nel “Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo” di David Zard e vincitore del Premio Persefone nel 2016 come Migliore Attore Emergente, offre un'interpretazione potente, soprattutto nelle parti cantate. E’ suo l’unico ruolo recitato e cantato dello spettacolo (interpreta sia Dorian Gray che il pittore Basil Hallward e il cinico Lord Henry Wotton) ed è questo anche il limite nella piena riuscita dell’opera. Per quanto bravo, l’unica voce che ascoltiamo per l’intera durata dello spettacolo è la sua e il rischio di poca varietà e monotonia si fa sentire. Sempre in scena accanto a lui, ma senza parlare, c’è poi il mimo/danzatore Marco Vesprini (bravissimo) che dà invece corpo all'anima di Dorian Gray, catturando il pubblico con la fisicità della danza contemporanea.

Il tutto viene immerso e contestualizzato grazie a splendidi giochi di luce ed effetti che, forse più di tutto, hanno il potere di immergerci in questo racconto psicologico conturbante. Se la scenografia è costituita semplicemente dalla struttura di un grande cubo aperto e mobile al centro del palco e dalle scale che lo completano, tutto il resto è dato da videoproiezioni su più livelli, immagini astratte, colori, disegni di luce affascinanti, onirici, poetici. Per riuscire ad entrare nell’atmosfera giusta, a cogliere il senso dello spettacolo e soprattutto a ritrovarvi l’inquietante intensità creata da Wilde, ci vuole un po’ di tempo. E’ la seconda parte ad essere più coinvolgente; non è spettacolo di immediata assimilazione questo Dorian Gray ma è visivamente forte, esteticamente bello (per tornare al tema tanto evocato).

Infine i costumi, ovviamente curati da Pierre Cardin. Per lasciare centralità al resto, scelgono la semplicità e i toni misurati: un completo elegante ed una vestaglia da camera per Dorian Gray, solo dei pantaloni bianchi per l'anima danzante per dare spazio alla fisicità del corpo.

Un assaggio dell'estro di Cardin lo si aveva comunque avuto nella sfilata d'apertura, curata dalla mannequin storica Maryse Gaspard, in cui avevano sfilato gli abiti più iconici dello stilista, tra forme geometriche, volumi sovradimensionati, colori pieni e accesi, ruches e abiti dall'architettura futuristica. Giusta celebrazione dei 70 anni di carriera di uno stilista, oggi 94enne, che ha segnato il mondo della moda e dello spettacolo e che non è nuovo ad opere musicali di questo tipo: nel 2009 aveva prodotto il suo primo musical "Casanova, amori e inganni a Venezia" e nel 2013 "Amleto".

TOURNEE
13-14-15-16 febbraio - Torino, Teatro Colosseo
4-5-6 maggio - Milano, Teatro Arcimboldi
11-12 maggio - Bologna, Teatro Il Celebrazioni
17-18-19-20 maggio - Firenze, Teatro della Pergola
22-23 giugno - Bari, Teatro Petruzzelli
31 luglio/1 agosto - Napoli, Teatro San Carlo
3-4-5 agosto - Venezia, Teatro La Fenice

Teatro Sistina - Via Sistina 129, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/4200711, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 - domenica dalle 11.00 alle 19.00
Orario spettacoli: dall’1 al 3 febbraio, ore 21
Biglietti: poltronissima 49.50€, poltrona 41.80€, I e II galleria 33€, III galleria 27.50€

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Federica Fresa, Ufficio stampa Teatro Sistina
Sul web: www.doriangrayopera.com - www.ilsistina.it

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