Dopodiché stasera mi butto - Off/Off Theatre (Roma)

Scritto da  Domenica, 07 Gennaio 2018 

Finalmente c’è una compagnia a dar voce all’allarmante disagio di una generazione intera di disperati disoccupati, indaffaratissimi ma mai pagati stagisti, eterni laureandi e instabili precari. Con precisione scientifica è stata battezzata proprio “Generazione Disagio” ed il suo primo spettacolo “Dopodiché stasera mi butto” ha spento all’ Off/Off Theatre le candeline delle prime cento repliche, sintomo di un brillante successo, della capacità di catturare il pubblico con la sua furiosa carica di sferzante ironia surreale, ma anche dell’essere riusciti a far vibrare più di qualche nervo scoperto della nostra problematica società. Ne sono autori, oltre che irrefrenabili protagonisti sul palcoscenico, Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli, con la regia di Riccardo Pippa, anche nelle vesti di co-autore. La produzione è a cura di Proxima Res e dopo aver collezionato riconoscimenti in giro per l’intera penisola (Roma Playfestival 1.0, nel 2015; Bando Teatro Off Artificio, nel 2015; Bando Le Città Visibili, nel 2015; Record Incassi Torino Fringe Festival nel 2014; Giovani Realtá del Teatro, nel 2013; Menzione Speciale per Scintille 2013; Menzione Speciale per Intransito 2013) questa sublimazione del disagio moderno conquista senza riserve anche Roma.

 

Generazione Disagio e Proxima Res presentano
DOPODICHÈ STASERA MI BUTTO
di e con Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli
regista e co-autore Riccardo Pippa
consulenza scene e costumi Margherita Baldoni
luci Max Klein
disegni Duccio Mantellassi
produzione Proxima Res
si ringraziano Adele Pellegatta per la Voce Fuori Campo, Carlo Bassetti per la Canzone di Chiusura e ZAM Milano
foto di scena Cora Limuti / Teatro della Tosse

 

Generazione DisagioProvate un’ineffabile sensazione di inadeguatezza, inconfessabile e difficilmente definibile, una serpeggiante insoddisfazione, una ottundente depressione apparentemente senza via di uscita? Allora questo spettacolo fa proprio al caso vostro! I quattro coraggiosi alfieri di Generazione Disagio in un atto unico al fulmicotone, corrosivo e galvanizzante, possono senz’altro aiutarvi, mostrandovi come diventare degli impavidi, granitici, portatori sani di disagio. Laddove la felicità si manifesta solo in sparuti istanti che non solo non sono sufficienti a rischiarare questo baratro di frustrazione ma anzi lo acuiscono per la loro estrema, effimera caducità, l’unica possibilità è perseguire una disciplinata e consapevole perseveranza del disagio; i tre pilastri della filosofia da sposare senza indugio alcuno sono Distrazione, Disinteresse e Disaffezione e il gioco in scatola definitivo, per dir meglio epocale, è a vostra disposizione. Il suo nome è “Dopodiché”, un futuristico gioco dell’oca senza esclusione di colpi in cui, attraverso una serie di perigliose prove individuali e collettive, i partecipanti dovranno dimostrare la loro totale noncuranza dell’esistenza, con l’unico obiettivo finale possibile, quello del suicidio simboleggiato da una chiarificatrice casella nera a forma di bara.

E’ proprio questo l’avveniristico game-show che sarà disputato sul palcoscenico dell’Off/Off Theatre. Come perfetto maestro di cerimonie troveremo un rutilante presentatore in completo a scacchi e papillon (Graziano Sirressi) e tre concorrenti sono pronti a battersi per tagliare per primi il traguardo finale: il Laureando (Luca Mammoli), studente di filosofia sei anni fuori corso, segretamente e vanamente innamorato della sua docente di estetica, cameriere nel weekend e per il resto del tempo sepolto in una miserabonda camera doppia senza ascensore né regolare contratto di affitto; lo Stagista (Andrea Panigatti), tre anni di stage rigorosamente gratuito in un facoltoso studio di architettura dove si sobbarca di tutto il lavoro senza il benché minimo riconoscimento, vive nel salotto di una vecchia zia cercando di sbarcare il lunario come improbabile venditore di cosmetici e coltivando sogni di case col camino arredate rigorosamente secondo i dettami del feng shui; infine il Precario (Enrico Pittaluga), laureato in Scienze Politiche con 110 ma senza lode, neanche il miraggio di una stabilità lavorativa e il sogno nel cassetto di aprire una comunità in America fondata sul concetto di beni comuni.

Generazione DisagioTante prove si susseguiranno lungo l’aspra competizione: inventare il modo di impegnare, ovviamente in modo assolutamente infruttuoso, una intera giornata stando attenti a non combinare nulla di costruttivo; conquistare pizzette e tramezzini ad un happy hour destreggiandosi in una conversazione da bar ludica, non eccessivamente impegnata ma densa di contenuti arguti, stando attenti a non farsi sotterrare da una gragnuola di palline colorate - scagliate con appassionata e divertita foga dal pubblico opportunamente armato - qualora vengano pronunciate dissertazioni pesanti, troppo approfondite o fuori luogo; ingurgitare senza colpo ferire dei mega chupitos di vodka, ovviamente bevendo alla goccia; individuare tra gli spettatori quello più disagiato e che suscita maggiore tenerezza per agghindarlo come un perfetto panda; escogitare le migliori strategie per creare status e foto profilo che permettano di accaparrarsi qualche like su Facebook, regalando qualche brivido di pubblico apprezzamento; improvvisare la perfetta lettera d’addio prima del suicidio utilizzando parole assurde scelte a caso dal pubblico.

Come andrà a finire la competizione? Chi si aggiudicherà l’ambito trofeo? Noi di certo non ve lo sveleremo, vincete la pigrizia e il vostro evidente disagio post-natalizio, accorrete all’Off/Off Theatre e scopritelo coi vostri occhi!

Il tutto scorre tra momenti di debordante follia, siparietti danzerecci (esilarante il C’ho-il-disagio-style conclusivo) e una valanga continua di trovate ad effetto che non concedono allo spettatore un istante di requie. In prima battuta contagiati dalla fantastica leggerezza di un lavoro così originale, colorato e spassoso si corre il rischio di percepirne solo l’aspetto di divertissement di rara vivacità e acutezza, pur apprezzabilissimo in tempi di grama pesantezza come quelli che ci troviamo ad attraversare; ad un certo punto però inspiegabilmente, tra un lancio di palline multicolori e un ignaro spettatore travestito da tenero panda, inizia a farsi strada la consapevolezza di quanto la disarmante realtà sbeffeggiata sul palcoscenico sia vicina a quella raccontata dalla nostra quotidianità. Ecco allora sopraggiungere una indefinibile sensazione di disagio, non sarà mica che tutti noi spettatori apparteniamo proprio alla Generazione Disagio di cui la brillante rappresentazione costituisce solo un efficace specchio deformante?

Generazione DisagioUna piccola nota a margine: apprezzabilissima la citazione, nei ringraziamenti a fine spettacolo, dello ZAM (Zona Autonoma Milano), spazio che anni fa permise alla compagnia di iniziare a scrivere, sperimentare e provare con grande libertà; in quel periodo gestivano la sala prove teatrale di questo centro sociale, prima che fosse sgomberato, e dunque desiderano rivolgere un ringraziamento sincero ed un applauso a tutte quelle realtà che sul territorio italiano ancora si battono per portare vita dove altrimenti invece ci sarebbero solamente droga, criminalità e abbandono. Quale miglior chiosa per questo encomiabile invito a sostenere e frequentare questi spazi dello striscione che orgogliosamente gli attori espongono sul palcoscenico: “Contro ogni fascismo: non per odio, ma per dignità”.

La drammaturgia a dieci mani (ne sono artefici i quattro interpreti assieme al regista Riccardo Pippa), cesellata con ironia pungente e potentissima sagacia, è esaltata da una regia puntuale ed effervescente e dalle variopinte idee scenografiche e dai bizzarri costumi curati da Margherita Baldoni. Per il resto il tutto è affidato ai quattro portatori sani, non di disagio ma di talento e irresistibile follia attoriale, che rispondono ai nomi di Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Andrea Panigatti e Luca Mammoli: millimetrica sintonia sul palcoscenico, tracimante capacità di coinvolgimento del pubblico, doti di improvvisazione non comuni e tanta generosità in scena sono gli ingredienti che spiegano il successo di questo progetto decisamente sui generis, spiegano il perché di quelle cento candeline che felicemente spegniamo assieme a loro a fine spettacolo nella accogliente cornice dell’Off/Off Theatre.

E per chi non ne avesse avuto abbastanza - come chi scrive in questo momento - l’appuntamento da segnare in agenda è, sempre all’Off/Off, per inizio maggio (per la precisione da mercoledì 2 a domenica 6), con il secondo lavoro di Generazione Disagio, intitolato “Karmafulminien - Figli di Puttini: tre angeli aggressivi, pessimisti, critici si presenteranno agli umani come angeli 3.0, incarnazione della spiritualità moderna. C’è solo da temere cosa potrà accadere… O forse aspettarlo con ansia?

 

Off/Off Theatre - Via Giulia 20, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/89239515 - 389/4679285, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero 25€, ridotto under 26 e over 65 18€, gruppi 10€

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Carla Fabi e Roberta Savona, Ufficio stampa Off/Off Theatre
Sul web: http://off-offtheatre.com

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