Dopo il silenzio - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Lunedì, 24 Novembre 2014 

Due generazioni a confronto per raccontare l’Italia di oggi. Il teatro come forma di impegno civile per combattere omertà, silenzio e rimozione imposti dalla cultura mafiosa. Con questo obiettivo il Piccolo Teatro di Milano dedica sei spettacoli e otto incontri al tema della legalità intesa come base necessaria per la tutela dei valori fondamentali, come rifiuto della criminalità organizzata. È in questo contesto che si colloca “Dopo il silenzio”, in scena al Piccolo dal 18 al 23 novembre, un racconto scenico scritto da Francesco Niccolini (insieme a Margherita Rubino), tratto da “Liberi tutti” di Pietro Grasso, ex procuratore nazionale Antimafia e oggi presidente del Senato, con la regia di Alessio Pizzech.

 

DOPO IL SILENZIO
di Francesco Niccolini e Margherita Rubino
regia Alessio Pizzech
dal testo “Liberi tutti” di Pietro Grasso
con Sebastiano Lo Monaco, Mariangela D'Abbraccio, Turi Moricca
scene Giacomo Tringali
costumi Cristina Da Rold
musiche Dario Arcidiacono
luci Luigi Ascione
interventi video Giacomo Verde
co-produzione Associazione SiciliaTeatro, Teatro “Tina Di Lorenzo” - Noto
lo spettacolo è parte del progetto “Osservatorio sul presente: legalità”



Il silenzio è mafia. E silenzio è stato per anni, da quando è cominciata la guerra. Non di quelle annunciate, declamate, con frontiere o ideali da difendere. Ma una guerra strana, presente ma nascosta. Prima era lontana, moriva gente sconosciuta. Poi ti alzi un giorno e ti accorgi che hanno sparato al panettiere da cui andavi a comprare il pane, all’edicolante che ti offriva con un sorriso il giornale ogni mattina, ad un tuo familiare.

Non puoi più credere alle parole del Cardinal Ruffini, rappresentante massimo della santa Chiesa, che ha tuonato per anni a Palermo dicendo che la mafia non esiste, che è solo un’invenzione dei comunisti, e ha gettato cosi “un’altra palata di terra sulla verità”. Ti tornano in mente piuttosto le parole del giudice Falcone: “la mafia è un fenomeno umano e come tale ha un suo inizio ed una sua fine”. E tutti i volti delle persone uccise dalla mafia, le loro parole, i loro scritti.

Ritornano, evocati dal dialogo acceso e talvolta rabbioso tra uno sbirro di mezza età e un giovane uomo affiliato alla mafia. I due sul palco, si confrontano e si scontrano. Due mondi opposti, due modi di vedere la vita, due strade. Il dialogo è interrotto da colpi di arma da fuoco. Il giovane parla di una scelta quasi obbligata per uscire dalla povertà, per non fare la vita da miserabile che aveva visto fare in casa. E allora entra là, dove ti chiedono un patto di sangue, come i cavalieri templari, quelli forti che la Chiesa sostiene. E ti offrono, non carità, ma una vita sicura.

Lo sbirro dapprima reagisce rabbioso a quella che scambia per tracotanza. Poi capisce l’inganno “culturale” in cui il giovane è caduto: gli hanno fatto credere di essere un cavaliere, il braccio divino sulla Terra; gli hanno fatto firmare un patto col sangue, credere che la mafia avrebbe sostenuto lui e la sua famiglia e non si è accorto di essere stato usato, di aver dato la sua identità, la sua vita. Un pupo siciliano i cui fili sono tenuti solo dalla mafia.

L’esperienza autobiografica del procuratore Pietro Grasso, le sue difficoltà professionali e familiari, si intrecciano, nella scrittura di Niccolini, con la storia e la memoria collettiva di un Paese la cui classe dirigente si è servita delle istituzioni anziché servirle, per assecondare la cultura mafiosa. Tra i due uomini c’è una donna, un pensiero femminile ostinato e positivo, quasi la voce catartica del coro nella tragedia greca: invita a non aver paura e rompere il silenzio.

Lo spettacolo ha toni accesi, è teatrale, potente nella parola. Un grande affresco di vita e di morte, di sopraffazione e legalità. Consigliato per le scuole, perché da lì si formi una nuova cultura, quella della civiltà della vita contrapposta a quella della morte dove sangue chiama sangue. Perché con la parola e la cultura, ci si può ribellare.

Prossimi spettacoli dell’Osservatorio sul presente: “Errare Humanum est” (il carcere minorile spiegato ai ragazzi), dal 23 al 30 novembre e “E io dico no. Ogni notte ha un’alba”, dal 3 al 21 dicembre.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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