Donna non rieducabile - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Sabato, 17 Ottobre 2015 

Mercoledì 7 ottobre, in occasione del nono anniversario della morte di Anna Politkovskaja, ha debuttato al Teatro Out Off “Donna non rieducabile". Lo spettacolo, firmato da Stefano Massini, diretto da Rosario Tedesco ed interpretato da Elena Arvigo, è un memorandum immaginario ispirato ai reportage della giornalista russa, nota per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sue critiche al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. La pièce resterà in scena sino al 25 ottobre.

 

DONNA NON RIEDUCABILE
Memorandum teatrale su Anna Politkovskaja
di Stefano Massini
un progetto di e con Elena Arvigo
regia a cura di Elena Arvigo e Rosario Tedesco
disegno luci di Rosario Tedesco e Andrea Basti
video designer Andrea Basti
si ringrazia la collaborazione artistica di Damiano D’Innocenzo

 

All’inizio è il nulla. Una meravigliosa scena vuota illuminata dalla semplice luce del piazzato. Da dietro una quinta si intravede una sedia di legno chiaro. Entra dalla nostra sinistra una donna piccola, resa ancora più minuta da un enorme cappotto da cosacco. Porta grosse buste della spesa che va a collocare in un certo punto della scena. Aleggia nell’aria un motivetto allegro di richiamo balcanico. La donna porta in scena la sedia e un grosso parallelepipedo vuoto, una grande cornice che richiama il telaio di una porta. Inizia la storia.

Una storia intensa, un lungo racconto dettagliato dell’ultimo periodo della vita della giornalista Anna Politkovskaya e dei suoi reportage sulla Cecenia - reportage che sono stati sequestrati a pochi giorni dalla pubblicazione il giorno stesso in cui la donna è stata uccisa e che sono ancora oggi in fase di revisione. Una storia feroce che parla di vomito, merda e sangue, di stupri e privazioni. Le parole non fanno sconti né tanto meno la realtà.

Lo sconto ci viene dal lavoro dell’attrice, dalla sua scelta di immedesimarsi di tanto in tanto nella Politkovskaya. Una scelta. Un tipo di poetica abbracciata. Niente da dire. Ci si chiede a tratti: perché? Perché non può raccontarcela e basta questa storia? Perché non può mettersi dietro al testo e fidarsi della storia e della potenza di questa vita che mette sul piatto? Il confronto con i celebri narratori, come il Paolini del Vajont, arriva subito e si pensa a quale possa essere alla fine la strada più efficace per parlare di certi temi, di un certo tipo di vita e di coraggio, di una donna immensa come questa senza sovraccaricare lo spettatore o voler dare alla crudezza della vita una patina di finzione che è già scontata, visto che siamo nella dimensione del racconto in terza persona (abbandonato solo nei momenti di immedesimazione appunto).

Non è un giudizio di merito sia ben chiaro, la Arvigo è un’attrice capace e sa tenere la scena e le redini del racconto per un’ora e mezza in modo magistrale, pulito e dinamico. Solo che è impensabile potersi immedesimare fino al punto di essere davvero credibili in un personaggio come questo, cercando anche di fare la cronaca della cornice che ha intorno. Una grande prova d’attrice sì, ma è anche un grosso rischio corso e una scommessa non del tutto vinta. E poi, fa gioco alla storia o rischia di portare l’attenzione da un’altra parte? In uno spettacolo così la priorità cessa di essere la capacità dell’attore di incarnare un certo personaggio e diventa l’efficacia della storia. Quanto mi arriva effettivamente di quello che ascolto? E l’emozione arriva lo stesso, non c’è da preoccuparsi, perché una storia come questa la porta dentro di sè in ogni istante e perché la scrittura di Stefano Massini è intensa e gravida di questo. Cercare di piangere o far piangere diventa davvero superfluo. Ci vuole coraggio, molto coraggio a mettersi al servizio di quello che stiamo facendo con la totale fiducia che c’è qualcosa di più grande di noi che deve uscire, ma si può fare e in certi attimi la Arvigo l’ha toccato per poi purtroppo farselo nuovamente riscivolare, presa dall’abitudine di commentare la gravità di quello che stava narrando.

E’ grave, gravissimo tutto quello che viene detto. Terrificante pensare che sia vero. Agghiacciante che certe cose continuino ad avvenire serenamente anche dopo la morte della Politkovskaya, non c’è bisogno di annuire. Di silenzio. Di parole. E poi ancora di silenzio. E di stare ad ascoltare. Questo serve. Il pubblico che è lì lo sa che è grave ed è disposto anche a fare uno sforzo dalla sua comoda poltroncina per esserci e stare bene attento. Lo sforzo necessario e vitale di capire ciò che accade, di mettere insieme dati, luoghi e numeri. Questo cammino va fatto insieme, allora succede l’esperienza del teatro perché se decidi che la quarta parete non c’è, allora non c’è. Detto ciò, questo è uno spettacolo intelligente e degno di merito. Va visto, ascoltato, pensato a casa e nei giorni successivi, pubblicizzato. Merita di avere una lunga e fortunata vita perché la storia che tratta è troppo importante per passare ancora una volta inosservata. La drammaturgia è di assoluto pregio e il disegno luci ha dei momenti visivi di grande bellezza.

Non è sufficiente che l’attore trovi la propria verità né che si apra ciecamente a impulsi emergenti da fonti profonde dentro di lui, che non può capire. Ha bisogno di una comprensione che si fonda su un mistero più ampio e può trovare questa base soltanto mediante il sacro timore e il profondo rispetto per ciò che noi chiamiamo forma. Questa forma è il movimento del testo ed è anche il suo modo tutto particolare di cogliere quel movimento.”
Peter Brook


Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/34532140, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 20.45; sabato ore 19.30; domenica ore 16
Biglietti: intero 18€ - costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€; ridotto 12€ under 25; 9€ over 65 Convenzione con il Comune di Milano

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Ufficio stampa Sara Battelli
Sul web: www.teatrooutoff.it

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