Don Giovanni - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Sabato, 06 Febbraio 2016 

Dal 2 al 14 febbraio. Nel corso di una lunga e fortunata tournée che l’ha consacrato uno degli spettacoli più visti della scorsa stagione, il “Don Giovanni” diretto, prodotto e interpretato da Alessandro Preziosi è finalmente approdato anche a Roma dove rimarrà in scena al Teatro Quirino fino al 14 febbraio. Il seduttore per antonomasia, raffinato, cinico e scaltro, riprende la commedia tragica di Molière in uno spettacolo segnato dalla fusione di toni drammatici e comici, di teatro barocco e opera moderna con costumi sontuosi e una scenografia di proiezioni.

 

KHORA.teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo presentano
Alessandro Preziosi in
DON GIOVANNI
di Molière
con la partecipazione di Nando Paone (Sganarello)
e con Lucrezia Guidone (Donna Elvira), Maria Celeste Sellitto (Carlotta - Uno spettro), Roberto Manzi (Gusman - Don Alonso - Il Signor Domenica), Daniele Paoloni (Francisco - Pierino), Daniela Vitale (Maturina - Violetta), Matteo Guma (Don Carlos - Ragotin - Ramon)
traduzione e adattamento Tommaso Mattei
scene Fabien Iliou
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Valerio Tiberi
musiche originali Andrea Farri
supervisione artistica Alessandro Maggi
regia Alessandro Preziosi
prodotto da Aldo Allegrini, Tommaso Mattei, Alessandro Preziosi

 

"Il più grande scellerato che la terra abbia mai generato" lo presenta subito il suo servo Sganarello. Un padrone cinico, ateo e competitivo che dell’inganno fa il suo vanto. Il prototipo del libertino senza scrupoli che trae piacere nel sedurre e abbandonare una donna dopo l’altra. Eppure Don Giovanni è anche elegante, coraggioso, irresistibile, audace nello sfidare le convenzioni sociali e leale - seppur nella sua slealtà. Antieroe e leggendario mito moderno, enigmatico personaggio di cui nei secoli sono state date molteplici letture.

Per il suo allestimento Alessandro Preziosi ha scelto Molière. Così il suo protagonista è venato di comicità e l’intero spettacolo mescola continuamente comico e tragico, giocando con le caratteristiche della commedia dell’arte. Nel triplice ruolo di produttore, regista e interprete, Preziosi regala una convinta interpretazione, aggiungendo all'indubbia presenza scenica una nuova recitazione, volutamente sopra le righe, colorita, a tratti farsesca, caricando i movimenti, modulando i toni, ora suadenti ora nevrotici.

Accanto a lui Nando Paone caratterizza perfettamente il servo ironico e irriverente Sganarello, ruolo che fu dello stesso Molière. Il servitore oscilla tra ammirazione e sdegno per Don Giovanni: cerca di farlo redimere, si pone come coscienza morale, ne condanna i comportamenti ma lo segue in tutto, cercando vigliaccamente di restare pulito. Se Don Giovanni sceglie l’ipocrisia come filosofia di vita, Sganarello ne è l’incarnazione più vigliacca e il rapporto tra i due, ben sottolineato dalle interpretazioni fluide e sicure degli attori, è nodo importante nello spettacolo. Gli altri personaggi, seppur ben indossati da un cast che offre un'ottima interpretazione corale e in cui ricordiamo Lucrezia Guidone, Matteo Guma e Roberto Manzi, sono solo contorno ai due protagonisti.

La trama poco lineare e il susseguirsi di bizzarre vicissitudini, spesso con salti temporali, sottraggono immediatezza allo spettacolo in cui i tanti episodi sono tasselli per delineare la personalità complessa del protagonista. Spietato nel respingere Donna Elvira, da lui sposata, usata e allontanata. Trionfante seduttore nel far credere contemporaneamente a due donne di essere sue promesse spose. Scaltro nel conquistare la riconoscenza di chi lo cercava per ucciderlo; abile nell’abbindolare a suon di moine un creditore; arrogante con il padre venuto a redarguirlo per la condotta depravata; falso nella sua finta redenzione. Perseverante nel peccato, fino all'irrevocabile dannazione.

Il “Don Giovanni” di Preziosi è uno spettacolo tradizionale che, mentre affida l’incursione nella modernità ad una scena contemporanea, rimane fedele al classicismo originale nel linguaggio forbito e nei costumi d’epoca. La scenografia è di Fabien Iliou, artista francese di calibro internazionale che ha curato mostre ed eventi tra Parigi, New York, Dubai e Tokyo e che incentra le sue opere sulla passione per forme e figure e sulla ricerca di geometrie e illusioni ottiche. Anche in questo caso, la scena concepita è spoglia, vuota, statica: sul pannello bianco di sfondo si aprono tre porte ad arco. Il resto è tutto un gioco di proiezioni, una scenografia virtuale che rimanda a paesaggi surrealisti, cupi palazzi, foreste profonde o anche solo a schizzi di colore e forme astratte. Una scelta ormai ampiamente sfruttata, quella delle video-proiezioni, ma che qui, oltre ad essere funzionale per ricreare le tante ambientazioni, produce suggestivi effetti, grazie al taglio cinematografico e all'eleganza con cui le immagini vanno a comporsi. Una fascia di luce dorata avvolge l’intero arco del proscenio, cornice di un quadro che è il racconto. Il disegno luci è di Valerio Tiberi, già curatore di numerosi musical, opere e balletti e dal 2012 lighting designer residente presso il Teatro alla Scala di Milano. Le musiche invece sono di Andrea Farri e miscelano rumori netti, ritmi contemporanei e note classiche. I bellissimi costumi d’epoca, eleganti e sfarzosi, sono curati da Marta Crisolini Malatesta, apprezzata costumista di opere e spettacoli di prosa (Macbeth, La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Carmen, Eumenidi) di cui ha spesso curato anche l’intera parte progettuale. Gli abiti (così come trucco e parrucche) sono all'inizio chiari, puri, luminosi ma avvicinandosi la fine del protagonista e quasi allineandosi alla sua condotta sempre più torbida si fanno scuri, neri, misteriosi.

Don Giovanni è simbolo dell’individualismo che, con il suo ribellarsi a dottrine morali e religiose, smaschera l’ipocrisia della società. E’ una spettacolarizzazione dei vizi dell’anima tale da creare negli spettatori, spera il regista, “un contraccolpo di reale riflessione sul senso e il mistero della vita”. Personaggio attuale, eppure antichissimo.

Pare che tracce della leggenda si ritrovino addirittura in tempi precedenti al Cristianesimo, ma il “debutto” ufficiale del seduttore avvenne nel 1630 quando, ispirandosi a miti folcloristici e religiosi, Tirso de Molina compose il “Burlador de Sevilla y convidado de piedra”, monito ai trasgressori della morale umana e divina. Arrivata in Italia, la figura di Don Giovanni assunse invece tratti più comici e bizzarri, riempì opere buffe e drammi giocosi, con scherzi e capriole conquistò il pubblico più popolare e divenne amatissimo canovaccio per la Commedia dell’Arte. Da qui attinse Molière. La sua commedia tragica in cinque atti debuttò nel 1665 al Palais-Royal, occasione di rilancio per l’autore dopo le difficoltà de “Il Tartufo”. Ma fu sospesa dopo sole 15 repliche e scarsi incassi, messa al bando e mai più rappresentata per due secoli. Colpa della poco velata denuncia alla società conformista e ipocrita dell’epoca e certo anche della filosofia di vita del libertino protagonista la cui concezione d’amore come bisogno istintivo e puro impulso sessuale fu subito censurata. Nonostante l’accoglienza iniziale, nei secoli a venire furono però tantissime le trasposizioni legate alla figura di Don Giovanni. Se ne contano oltre 3000, spaziando tra i testi di Goldoni, Byron, Puškin, Hoffmann, Shaw, il poema sinfonico di Strauss e ovviamente la musica di Mozart su libretto di Da Ponte, scritto nei 63 giorni di un isolamento interrotto solo dalla "compagnia di una giovinetta di sedici anni”.

Oggi, nel progetto di Preziosi, “Don Giovanni” va a completare, dopo i successi di “Amleto” e “Cyrano de Bergerac, l’interessante trilogia di ambientazione seicentesca volta a portare in scena i grandi classici del teatro rivolgendosi ad un vasto pubblico popolare e rinnovando l’attenzione al teatro di parola. Prodotto da Khora.teatro e TSA-Teatro Stabile d’Abruzzo, lo spettacolo arriva a Roma dopo una fortunata tournée che nella prima parte (ottobre 2014/marzo 2015) ha registrato 80 date, 20 piazze e una media di 800 spettatori a replica, e nella ripresa, partita il 27 ottobre scorso, ha già segnato 23 tappe.

 

PROSSIME TAPPE TOURNEE
16/02 – Avezzano (Teatro dei Marsi)
17/02 – Agropoli (Teatro Eduardo de Filippo)
18-21/2 –Salerno (Teatro Verdi)
23/02 – Lecce (Teatro Politeama Greco)
24/2 – Brindisi (Fondazione Nuovo Teatro Verdi)
26/2 – San Severo (Teatro Verdi)
27-28/2 – Avellino (Teatro Gesualdo)
2/3 – Conegliano (Teatro Accademia)
3-6/3 – Trento (Teatro Sociale)

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 4 e mercoledì 10 febbraio ore 17, sabato 13 febbraio ore 17 e ore 21
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: martedì - mercoledì - giovedì - venerdì - sabato pomeriggio platea € 30 (ridotto € 27), I balconata € 24 (ridotto € 22), II balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera - domenica platea € 34 (ridotto € 31), I balconata € 28 (ridotto € 25), II balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)
Durata: 2 ore più intervallo

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Teatro Quirino; Silvia Signorelli, Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.teatroquirino.it

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