Dolores - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Venerdì, 27 Giugno 2014 

Le percosse fisiche fanno male, molto male. E le percosse psicologiche? Meglio non parlarne. Anzi, parliamone. L'errore più grande, più mastodontico sarebbe considerare la violenza sulle donne un argomento di routine. Altro che routine: bisogna sempre che ognuno di noi trovi dentro di sé la forza di scandalizzarsi di fronte a questo scempio, che ha molto a che fare con la brutalità degli uomini primitivi e pochissimo con la civiltà che il genere umano ha costruito nei millenni. Uno spettacolo come Dolores non può risolvere da solo il problema dell'inciviltà, però aiuta.

  

Produzione Effort presenta
DOLORES
di Edward Allan Baker
traduzione e adattamento italiano di Alessandra Basile e Lisa Vampa
con Alessandra Basile e Lisa Vampa
regia di Adriana Milani
make-up & hair Stefania Gazzi 

 

Eccome se aiuta. È una goccia nell'oceano, certo, ma se tutti partissero con un approccio così minimizzante l'oceano rimarrebbe perennemente a secco. Inoltre parliamo di una pièce riuscita: bel testo, bel ritmo, interpreti convincenti, regia abile nel maneggiare una materia delicata. E poi nessuna concessione alla retorica stucchevole: tutto ciò che si vede sul palco è naturalismo allo stato puro. Non c'è niente di artefatto nel colloquio lungo e agitato tra le due protagoniste Dolores e Sandra: sono creature tali e quali a noi, che reagiscono agli eventi brutti esattamente come reagirebbe la maggior parte delle persone.

L'ingenuità e l'avventatezza di Dolores, purtroppo, non sono un'invenzione letteraria: quante ragazze (o anche donne mature all'anagrafe) cadono ogni giorno nel gorgo di un amore che è una trappola? Tante, purtroppo tante. E quante di esse riescono a venir fuori incolumi da quella insidiosa sabbia mobile che le trascina giù, sempre più giù? Non tutte, purtroppo non tutte. Dolores, attraverso un testo che alterna momenti di divertimento a momenti di riflessione e di pathos, vuole fungere da sprone per tutte coloro che, anche mentre scriviamo questo pezzo, stanno combattendo una battaglia durissima contro un orco che le maltratta. Non è uno scherzo, maledizione se non è uno scherzo: a furia di tollerare e giustificare degli amanti con un cervello da budino, in molte hanno già perso la vita. E altre rischiano seriamente di perderla, se non impareranno a essere padrone del proprio destino. Non è amore, non è affatto amore quella sequela di calci, schiaffi e pugni. Una volta per tutte lo si dica chiaro e tondo: non è amore, è violenza punto e basta. E come tutte le forme di violenza, ingiustificabile. Inaccettabile. Insostenibile.

E brava Dolores, che hai conquistato il Manzoni. Te lo saresti mai immaginato, piccola Dolores, che un giorno avresti raccontato le tue disavventure sentimentali in un teatro che è un monumento? La tua storia di ragazza fragile e indifesa in mezzo a quei drappeggi rossi, a quei lampadari eleganti che mettono anche un po' di soggezione. Il tuo grido disperato, cara Dolores, piano piano è cresciuto sempre più di tono: all'inizio nell'atmosfera soffusa e intima delle piccole sale, come se da principio tu provassi un po' di pudore a svelare i segreti più intimi; poi hai riposto in un angolo le timidezze, trovando il coraggio di alzare i decibel. Eccoti dunque al Manzoni, la sera del 26 giugno: quel giorno lì, hai cominciato per davvero a spiccare il volo. Ed è solo l'inizio: ora che hai imparato a volare, chi ti ferma più! Molti altri teatri ti accoglieranno a braccia aperte per raccontare la tua personale esperienza; i tuoi battibecchi con una sorella che ti vuole tanto bene, nonostante tu metta a durissima prova la sua pazienza; le confessioni a cuore aperto di due animi che, all'inizio non lo si direbbe, hanno parecchi tormenti in comune.

Se ora tu hai una voce, piccola Dolores, il merito è in prima istanza di Alessandra Basile, che con tenacia volle, fortissimamente volle farti parlare, darti l'opportunità di esprimere i tuoi stati d'animo. Ma come avrebbe fatto Alessandra senza una partner in gamba come Lisa Vampa? Una spalla perfetta la sua Sandra, che incassa e restituisce in un match senza arbitro dove alla fine entrambe, con molta sincerità, ammettono di essere finite a tappeto più e più volte nel corso della loro vita.

Il rischio di scivolare nella caricatura dei personaggi c'era, e per scongiurarlo ci voleva una regista capace come Adriana Milani. Che ha un ventaglio di doti artistiche notevoli: oltre alla capacità di cogliere le sfumature psicologiche, nello specifico di Dolores solidarizza col dolore delle due protagoniste, mantenendo però nel contempo una certa distanza critica dai loro comportamenti. La ciliegina sulla torta è il trucco, parrucco e quant'altro di Stefania Gazzi. Emerge nitido, in Dolores più che in altre collaborazioni precedenti, il suo talento professionale sedimentato in anni di lavoro.

Concludiamo con un passaggio dell'intervista che il sottoscritto ha fatto ad Alessandra alcuni mesi or sono, in occasione della prima uscita dello spettacolo. Alla domanda “quale fiore porgeresti alle donne che in queste ore stanno subendo maltrattamenti dai propri compagni”, lei ha risposto così: “L'agrifoglio, che è simbolo di forza e resistenza; l’alloro, che indica la vittoria; il biancospino, che rappresenta la speranza e la prudenza. Hanno tanto, tanto bisogno di tutte queste virtù positive”.

  

Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 800914350, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giugno 26 giugno ore 21
Biglietti: poltronissima € 32; poltrona feriali € 20, sabato e domenica € 22 


Articolo di: Francesco Mattana
Sul web: www.teatromanzoni.it

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