Divina Commedia - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Martedì, 13 Novembre 2012 
Nekrosius

La “Divina Commedia” del regista lituano Eimuntas Nekrošius si incentra attorno alla figura di Dante: un Dante giovane, un ragazzo come tanti altri, in preda alle proprie passioni, dolori, allucinazioni, speranze, che compie il “suo” particolare viaggio nell’Inferno e nel Purgatorio; un viaggio con un fedele e pittoresco compagno come Virgilio e un susseguirsi di incontri reali o immaginari con Beatrice. Lo spettacolo ha debuttato in prima mondiale al Teatro Verdi di Brindisi nell’ambito del Puglia Showcase organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese e ha seguito poi il suo “viaggio” fino ad arrivare in questi giorni a Roma, al Teatro Argentina. Tre giorni di tutto esaurito per una messa in scena della durata di quattro ore, recitata in lituano con sopratitoli in italiano.

 

DIVINA COMMEDIA
di Dante Alighieri
regia Eimuntas Nekrošius
con Rolandas Kazlas, Vaidas Vilius, Darius Petrovskis, Simonas Dovidauskas, Marija Petravičiūté, Beata Tiškevič, Julija Šatkauskaité, Leva Triškauskaité, Milda Noreikaité, Jurgita Jurkute, Pijus Ganusauskas, Vygandas Vadeiša, Paulius Markevičius, Audronis Rūkas, Justas Valinskas, Remigijus Vilkaitis
scene Marius Nekrošius
costumi Nadežda Gultiajeva
musiche originali Andrius Mamontovas
una produzione Compagnia Meno Fortas
in co-produzione con
Teatro Pubblico Pugliese (Bari)
International Stanislavsky Foundation (Moscow)
"Baltic House"  Festival (St. Petersburg)
in collaborazione con
Ministero della Cultura Lituano e Aldo Miguel Grompone
organizzazione internazionale Aldo Miguel Grompone, Roma

 

Il viaggio di Dante ha come filo rosso la figura di Beatrice, la donna angelo, la donna terrena e ultraterrena che abita i pensieri del pellegrino Dante, i suoi sogni e le sue visioni.
Un viaggio nel mondo dello sconosciuto e del conosciuto che si anima di personaggi noti; personaggi che dallo sfondo vengono in luce e rivelano i loro nomi e la loro storia e personaggi che rimangono nel magma del buio; ombre, dannate al ripetersi costante del tempo.
Poco resta della Divina Commedia dantesca così come la si studia a scuola, così come siamo abituati a sentirla e a viverla nella nostra tradizione; diviene infatti, in questa messa in scena, la visione individuale di un regista, la sua peculiare trasposizione onirica e visuale, la sua inconfondibile interpretazione e il riflesso del suo vissuto.
L’opera perde in questa messa in scena il carattere dell’universalità per acquisire quello delle singolarità, del sogno del singolo, dell’artista; un sogno da sveglio, un sogno guidato in cui ogni singola immagine è da lui prodotta e articolata con la propria personale poetica artistica.
Quella di Nekrošius è la sua Divina Commedia, il suo punto di vista, la sua unica e intima visione dell’opera letteraria che può piacere o non piacere al pubblico, essere o meno apprezzata, ma rimane comunque una visione articolata, gestita e particolarmente curata nella messa in scena.
Una visione lontana dalle migliori produzioni del regista lituano; uno spettacolo che a prima vista può sembrare quasi un carrozzone dei comici, da cui fuoriescono figure, personaggi, ma un carrozzone che ha un suo perché, una sua linea.
Impossibile forse per l’uomo, per l’Artista, per ogni artista seppur ricco di potenzialità e di limiti poter pensare di portare sulla scena la Divina Commedia; un testo che si articola su piani diversi, piani complessi e forse non accessibili per alcun linguaggio artistico. Un testo con cui l’uomo continua a confrontarsi, cercandone una chiave ma trovandosi continuamente davanti ad un masso più grande e più complesso da decifrare. Un masso di cui si può cogliere sempre e solo una piccola briciola e questo spettacolo ne è l’espressione, una delle espressioni.
Una piccola briciola, quella di un possibile viaggio di un uomo comune nel proprio circo; perché la mente, il viaggio onirico, le allucinazioni sono spesso un insieme di personaggi, di “pupazzi”, di “caricature”. Sono un circo, il nostro circo, unico mezzo a nostra disposizione nella ricerca di un senso alla vita, all’ordine del mondo e del post morte.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6840001
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line
www.helloticket.it
Orario spettacoli: 9 e 10 novembre ore 19, 11 novembre ore 17
Durata: I atto 70 minuti | intervallo 15 minuti | II atto 80 minuti | intervallo 15 minuti | III atto 80 minuti

 

Articolo di: Laura Sales
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web:
www.teatrodiroma.net

 

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