Dino - Carrozzerie | n.o.t (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 26 Novembre 2014 

Sarà in scena a Carrozzerie n.o.t. il 4, 5 e 6 dicembre lo spettacolo "Dino", monologo liberamente tratto da “Il Re del Plagio” di Jan Fabre, scritto, diretto ed interpretato da Bernardo Casertano.

 

DINO
di e con Bernardo Casertano
aiuto regia Valentina Cruciani
luci e fonica Paride Donatelli

 

La casualità di un agire, di un muoversi, di un parlare, di un dirigersi in una direzione piuttosto che in un'altra; e tutto che si trasforma in necessità, in rappresentazione di un dramma, in ferreo destino che ti schiaccia.

In scena c’è solo lui, l’angelo, e una corda. E la precarietà è già in quella corda che collega l’angelo non proprio perfetto al divino. Un cordone ombelicale che sorregge i suoi passi incerti e che gli permette di sollevarsi da terra anche se per pochi secondi. I suoi non sono voli ma balzi poco eleganti. Un angelo difettoso che abbozza con difficoltà un discorso, si mangia le parole. Un angelo che vuole diventare un uomo e ne sceglie alla fine uno a cui piacciono i gelati, che indossa gli occhiali spessi e una maglietta rossa: Dino. Vuole essere un uomo e come tale irrazionale e che ogni tanto sogna. Imprevedibile. Vuole un corpo che abbia vita, che sia colpevole. Di cosa? Di tutto. Vuole fallire come solo gli uomini riescono, essere il prolungamento e l’estensione di ogni loro difetto, il fallimento in potenza umana.

Bernardo Casertano esprime attraverso tutto il suo corpo la pesantezza di vivere nel dubbio costante e senza la consolazione di almeno una risposta certa; lo fa dando vita a un personaggio goffo ma dotato di grazia, di una sprovvedutezza angelicata. E quando Dino alla fine diventa un uomo, non più sterile ma incapace di esprimere tutta la sua solitudine, si ritrova a doversi inventare un modo per non morire ogni volta che deve rinascere nel giocare a dadi con la sorte. Dino si trasforma in scugnizzo. Deve imparare a camminare da solo, deve lasciare quella corda che non ha più nulla di divino. Tutte le difficoltà di un’anima in impasse esistenziale gridano nelle movenze di un corpo disarticolato.

Il pensiero diventa corpo e il corpo pensiero; questo solo un attore abituato ad ascoltare il proprio essere nella sua interezza può farlo. Casertano da anni si interessa di teatro di ricerca, dove il corpo risulta essere un elemento fondamentale e il suo "Dino" testimonia che il lavoro fin qui svolto ha raggiunto ottimi risultati.

“Dino è un progetto che nasce da un quesito che mi sono sempre posto – racconta Bernardo Casertano – cosa è perfetto e cosa non lo è? Ma soprattutto chi lo decide e perché?. Mi piace pensare che il concetto sia implicito in “Il Re del Plagio” di Jan Fabre, testo a cui mi sono ispirato, anche se in realtà quest’ultimo sfiora diverse tematiche, concentrandosi soprattutto su quanto l’umano vivere scarsamente sperimenti strade nuove a favore dell’imitazione di ciò che c’è già. Mi è piaciuto appunto giocare sul concetto di perfezione che l’angelico incarna nell’immaginario collettivo e stravolgerlo a favore di un essere puro, ma non perfetto anzi tutt’altro. Da qui nasce una danza scomposta di un essere sterile e divinamente imperfetto, affascinato dall’umano al tal punto da rinunciare a tutto per poter “fallire” come solo gli uomini riescono. E’ la storia di una scelta e di un interrogativo irrisolto.”

Vale la pena ricordare alcuni stralci di una poesia di Wislawa Szymborska, "Una vita all’istante", proiettati sulla parete della sala mentre Dino abbandona la scena:

Non conosco la parte che recito.
So solo che è la mia, non mutabile.
Il soggetto della pièce
va indovinato direttamente in scena.
L’agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
Sento come crudeli le attenuanti.
Parole e impulsi non revocabili, stelle non calcolate,
il carattere come un cappotto abbottonato di corsa-
ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.
Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
E qualunque cosa io faccia,
si muterà per sempre in ciò che ho fatto.


Biografia di Bernardo Casertano

Proveniente da una formazione artistica segnata da personalità come Eugenio Barba, Giancarlo Sepe, Pierpaolo Sepe, ed avendo incontrato artisti quali Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco, Ersilia Lombardo della compagnia Sud Costa Occidentale di Emma Dante, Bernardo Casertano si orientata sempre più verso un teatro di ricerca in cui il corpo rappresenta una componente fondamentale. Ha sviluppato esperienze professionali con importanti nomi del teatro (“Tre sorelle” di A. Cechov, regia di Jean Paul Denizon, “Le viole” regia di Andrea De Magistris, "industria indipendente", Ersilia Lombardo etc…).

 

Carrozzerie | n.o.t. - via Panfilo Castaldi 28/a, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 347/1891714 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 dicembre ore 21,00
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ingresso con tessera associativa 3 euro
Durata spettacolo: atto unico 50 minuti

Articolo di: Lia Matrone
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.carrozzerienot.com

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