Dignità Autonome di Prostituzione - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Venerdì, 30 Aprile 2010 
dignità autonome di prostituzione

Dal 27 al 30 aprile. Dopo lo straordinario successo riscosso appena un mese fa nell’ambito della rassegna “Quirino Autogestito”, ritorna sul luogo del delitto il ciclone di esuberante erotismo, disincantata ironia, intelligente creatività ed incontenibile passione per l’arte teatrale che risponde al nome di “Dignità Autonome di prostituzione”: oltre quaranta attori, cantanti e musicisti, capitanati dalla fervida fantasia del regista-amministratore del bordello Luciano Melchionna, ci regalano ancora una volta una nottata indimenticabile.

 

Teatro Quirino Vittorio Gassman presenta

DIGNITA’ AUTONOME DI PROSTITUZIONE

Uno spettacolo di Luciano Melchionna

Dal format di Elisabetta Cianchini e Luciano Melchionna

Luci Camilla Piccioni

Costumi Michela Marino

Assistenti alla regia Roberta Caldironi, Roberto Saura, Luca Setaccioli, Renata Malinconico

Organizzatore DAdP Antonio Cappelli

Direttore tecnico DAdP Manuel Pietrangeli

Pubbliche relazioni Luca Di Leonardo

 

I prostituti e le prostitute di questa edizione:

Thyago Alves – O BRASILEIRO

Tiziana Avarista – LA MAMMA

Sonia Barbadoro – LA GRAZIA

Stefania Bassino – LA ‘BBALLERINA

Gaia Benassi – LA FRIGIDA

Lina Bernardi – LA SIGNORA DELLA TOILETTE

Petronela Buchila – CARAMELLA

Giovanni Maria Buzzati – GORAN

Elisabetta Cianchini – ANJA

Domiziano Cristopharo – L’ARTE IN MUTANDE

Gianluca D’Ercole – L’INGESSATO

Sylvia De Fanti – LA FRANCESE

Valentina De Giovanni – L’IMBECILLE

Clio Evans – WANDA

Francesca Francofonte – LA TAGLIAGOLE

David Gallarello – L’INQUISITORE

Veronica Gentili – LA MEGLIO DI NIENTE

Sandro Giordano – LIA, LA DIRETTRICE

Cristina Golotta – LA CARLA

Gabriele Guerra – IL CEREBRO

H.E.R. – IL VIOLINO

Désirée Infascelli – LA SILENZIOSA

Giulia Innocenti – L’ACQUA E SAPONE

Anna Maria Loliva – LA NUDA GRATUITA

Luca Longobardi – PIANO 1

Salvo Andrea Lucifora – PIANO 2

S. Marino – E.C. Natoli in ARIE PRECARIE

Milena Mancini – LA 1004

Fabio Mascagni – IL NON LO VOGLIO SAPERE

Gianluca Merolli – IL CUORE INFRANTO

Teresa Micarelli – LA TRAGEDIA GRECA

Cristina Moglia – LA RITRATTISTA

Momo – LA POVERA PAZZA

Valerio Morigi – ER MECCANICO

Andrea Napoleoni – IL FOTOGRAFO

Massimiliano Nicosia – JANE

Emma Nitti – GRACE HALL

Federica Principi – LA MUSICA

Alvia Reale – L’ENNESIMA GIOVANNA

Antonia Renzella – LA STANZA

Giulia Ricciardi – NANNARELLA

Giuseppe Rispoli – LO STREGONE

Paola Sambo – LA RUSSA

Federica Stefanelli – LA GIULIETTA

Sandro Stefanini – IL MILITARGAY

Angelo Tantillo – L’ONANISTA

Adele Tirante – MADEMOISELLE A

Nella Tirante – IL FANTASMA

Silvia Torino – LA SPILUNGONA

 

Chi non abbia ancora assaporato l’esperienza del trascorrere alcune ore nel bordello più straripante di bellezza, fascino, talento e simpatia del teatro italiano, quello appunto di “Dignità Autonome di Prostituzione” ha sinora commesso una grave leggerezza, alla quale consigliamo di rimediare decisamente al più presto: uno spettacolo decisamente originale nel quale si respira reale passione ed intensità, il coraggio e l’intraprendenza per osare e cercare di sorprendere costantemente il pubblico, la vera e più pregiata arte teatrale che purtroppo oggigiorno raramente si incontra sui palcoscenici italiani. Lo spettacolo “Dignità autonome di prostituzione” nasce dall’estrosa intuizione di Luciano Melchionna (che ne cura anche, con certosina attenzione e paterna amorevolezza, la regia) ed Elisabetta Cianchini ed il suo meccanismo è estremamente semplice: lo spettatore viene proiettato in un’affascinante realtà parallela, si direbbe quasi onirica, per la precisione all’interno di un bordello dove più di quaranta prostituti e prostitute sono pronti ad accoglierlo offrendogli i loro amorevoli servigi. Difatti elargendo a questi astuti e provocanti artisti della seduzione – e della recitazione – i dollarini ricevuti in omaggio assieme al biglietto di ingresso, sarà possibile partecipare ad un incontro “intimo” con questi personaggi che, nei luoghi più disparati (il foyer del teatro, la sua biglietteria, i camerini del retropalco, persino un’automobile parcheggiata dinanzi al portone principale) reciteranno in nostro onore un monologo della durata di dieci-quindici minuti raccontandoci alcuni frammenti della loro esistenza. Uno spaccato di vita che ci regalerà risate gustose ma spesso ci indurrà anche alla riflessione, ponendo in luce una vena dolceamara dal sofisticato fascino ed assolutamente struggente. Quel che è sicuro è che si farà ritorno a casa avvolti da una rigenerante sensazione di pienezza, quella che si avverte quando si è colmato il cuore di una dose massiccia di emozioni, tra loro contrastanti ma pur sempre preziose e coinvolgenti.

La cerimonia di apertura del bordello in questa edizione ci appare ancor più sontuosa e stravagante che in passato: la direttrice Lia (interpretata dal sempre strepitoso e mordace Sandro Giordano) ci fa accomodare nella sala del Quirino mentre sulle nostre teste volteggia su di un’altalena, tra continui equilibrismi ed acrobazie, la bellissima ed implacabile Tagliagole (Francesca Francofonte): dopo essere stati rapiti dall’impetuosa e commovente poesia del brano “Meduse” della cantautrice Pilar di cui viene proiettato il videoclip, dalla balconata del teatro si innalza la voce calda, romantica e appassionata di Gianluca Merolli, giovane e brillante promessa del teatro musicale italiano che avevamo già pochi mesi fa calorosamente applaudito in occasione della sua partecipazione al musical dei Queen “We will rock you” nel ruolo di protagonista; abbandonati i panni del ribelle Galileo, nel bordello dell’arte il talentuoso cantante-attore di Cassino interpreta l’emblematico personaggio del Cuore Infranto. Al termine della sua canzone Gianluca scende in platea con eleganza e fermezza percorrendo i gradini, a dir la verità piuttosto traballanti e incerti, di una scala a pioli: un’entrata decisamente ad effetto che cattura l’attenzione del pubblico e presenta nel migliore dei modi un nuovo arrivato in questa bizzarra famiglia che siamo sicuri ben presto ne diventerà uno tra i più acclamati protagonisti. Dopo la presentazione di rito dei “dignitari” che regaleranno la propria pillola di arte teatrale agli spettatori che li pagheranno profumatamente, parte finalmente la baraonda che costituisce il cuore ed il segreto del successo di “Dignità autonome di prostituzione”. Dopo contrattazioni fantasiose e astute per ricevere uno sconto sulle “prestazioni” (durante le quali ci imbattiamo più volte in Luca Longobardi, simpaticissimo e tanto abile nel mercanteggiare e nel procacciare clienti quanto lo è nel suonare il pianoforte), ci addentriamo tra i meandri dell’avventura notturna che si dispiega dinanzi a noi.

Dapprima ci lasciamo sedurre dal fascino dirompente, verace e sanguigno della romanissima Nannarella che nasconde dietro uno sferzante sarcasmo le profonde cicatrici di una vita di laceranti violenze subite dapprima in famiglia e poi dal suo compagno Goran, la guardia del corpo dell’Amministratore del bordello che per lei rappresenta ormai l’unica ragione di vita. La drammaticità delle vicende narrate e soprattutto l’eccezionale potenza espressiva e il carisma con cui Giulia Ricciardi dona cuore e linfa vitale a questo umanissimo personaggio ci feriscono profondamente e rappresentano l’incipit perfetto per una serata di ricercate performance teatrali. Seguiamo poi la deliziosa, irresistibilmente unica ed estrosa cantautrice Momo, celebre per le sue canzoni capaci di coniugare una non comune delicatezza con il fascino della semplicità delle piccole cose, fino ad un minuscolo camerino posto nel retropalco del Quirino; in questo ambiente inospitale e claustrofobico la Povera Pazza (questo il personaggio da lei interpretato) in un monologo tanto breve quanto intenso e toccante ci confessa il senso di rimpianto che la pervade sempre più impetuosamente, rimpianto per una vita eccessivamente legata alle piccole sicurezze del quotidiano, al lavoro e alla concretezza, senza concedere alcuno spazio a quelle emozioni alle quali ora è purtroppo incapace di abbandonarsi completamente. Poco distante dall’inospitale rifugio di quest’anima semplice ci imbattiamo poi in un altro emozionante frammento di vita, quello narratoci con febbrile pathos e forza vibrante dalla Russa, di cui veste i panni l’attrice triestina di eccezionale talento ed esperienza Paola Sambo. Ai quattro clienti invitati da questa prostituta nel suo intimo camerino vengono assegnati dei ruoli ben precisi che sanciranno la natura della loro partecipazione al monologo che pochi istanti dopo verrà rappresentato: l’Attivo, il Passivo, il Guardone e l’Esibizionista; la sua vicenda esistenziale è quella di un’attrice a cui il destino ha riservato solamente fallimenti e dolore, senza però riuscire in alcun modo a piegare il suo animo coraggioso, volitivo e desideroso di raggiungere il successo e la tanto agognata felicità, dopo una giovinezza di miseria e patimenti. Minuti di pura emozione, occhi negli occhi, anima nell’anima con un personaggio di grandissimo fascino, reso ancor più speciale dall’interpretazione magistrale offerta dalla Sambo.

La nostra nottata nel bordello si conclude infine con una visita imperdibile nella “lussuosa fuoriserie” della slovacca Anja, parcheggiata proprio all’entrata del teatro; dopo aver atteso pazientemente il nostro turno (la pillola teatrale offerta da questa seducente ragazza dell’est, di cui veste i panni la romanissima Elisabetta Cianchini, co-autrice del format di “Dignità Autonome di Prostituzione”, è indubbiamente tra le più richieste tanto da necessitare di una vera e propria “lista di attesa”), è pressoché istantaneo lasciare che la sua umanissima vicenda esistenziale diventi in un attimo la nostra, merito di un monologo dal prezioso valore letterario e soprattutto del calore e della fremente e viva passione con cui Elisabetta la incarna e la presenta al pubblico.

La mezzanotte è ormai alle porte e il sipario sta per calare sull’affascinante postribolo teatrale che ha rapito i nostri sensi e la nostra anima nel corso delle ultime ore: per un finale nello stile festoso e scoppiettante a cui la compagnia ci ha ormai piacevolmente abituato ecco tornare tutti gli attori nella sala centrale del Quirino. Dapprima salgono sul palcoscenico la cantautrice Momo e l’eclettica violinista H.E.R. che, accompagnate dal pianoforte di Désirée Infascelli,  catturano la nostra fantasia con le soavi poesie-filastrocche in musica della prima, tra cui segnaliamo “Stelle ai piedi”, l’irriverente sberleffo di “La spazzatura” e in particolare l’emozionantissima “Freddo”, e l’infuocato brano “La natura del sole” cantato e suonato dalla seconda. Due personalità musicali di grandissimo spessore e profondità che si fondono in un dialogo armonioso e vibrante. Un duetto che suggella in maniera raffinata una serata indimenticabile.

L’epilogo dello spettacolo è affidato, come da tradizione ormai collaudata, al siparietto spassosissimo tra la svampita Wanda (Clio Evans) e la fascinosissima e travestitissima Jane (Massimiliano Nicosia), seguito dall’immancabile trasformazione del bordello in una festosa balera in cui tutti i prostituti e le prostitute danzano coi loro clienti sulle note di “New York, New York”.

A questo punto perchè aspettare oltre? Immergetevi nella lucidissima pazzia, nel vortice di talento e di innovativa e geniale sperimentazione teatrale, nell’armoniosa fusione di diversi linguaggi artistici che costituiscono il segreto di “Dignità Autonome di Prostituzione” e che hanno consentito a questo spettacolo di aggiudicarsi numerosissimi riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio speciale Golden Graal 2008 per l’idea e la regia. Lo spettacolo rimarrà in scena sino a venerdì 30 aprile al Teatro Quirino e tornerà nuovamente da metà maggio, sempre a Roma, in una location che già in passato ha ospitato le rocambolesche avventure teatrali dei nostri tenutari e prostituti, ovvero il Casale della Cervelletta di Tor Cervara. Un progetto al quale auguriamo decisamente lunghissima vita ed un successo sempre crescente!

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Luciano Melchionna e Antonio Cappelli

Sul web: www.teatroquirino.itwww.lucianomelchionna.it

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